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Se c’è qualcuno che crede nel talento di Fernando Alonso, quello è Flavio Briatore. Il consulente esecutivo dell’Alpine non fa mistero della stima e dell’amicizia che lo legano al due volte campione del mondo di Formula 1. “Fernando quest’anno purtroppo non ha una monoposto competitiva, ma appena vede uno spiraglio di luce ne approfitta. Fernando è un fenomeno, così come Hamilton. Penso che entrambi facciano bene alla F1. Sono dei veri e propri brand”, ci aveva spiegato quando lo abbiamo incontrato a Montecarlo.
Foto apertura: Ansa
Sono parole, queste, che non potevano non tornare in mente nel momento in cui nel paddock sono esplose le speculazioni su un ritorno di fiamma tra Alonso e l’Alpine. Come riportato da Roberto Chinchero su Motorsport.com e da Thomas Maher su Planet F1, la possibilità che Alonso torni all’ovile di Enstone per la quarta volta in carriera non è da escludere. Nel paddock di Barcellona si sono visti movimenti tra hospitality che hanno fatto capire che qualcosa potesse davvero bollire in pentola.
Nonostante il numero elevato di piloti in scadenza, Briatore nella nostra chiacchierata si era detto sicuro che i colpi di mercato sarebbero stati pochi. “Credo che alla fine non succederà nulla. L’unico passaggio che potrebbe verificarsi è quello di Verstappen alla Mercedes”, aveva osservato. Se c’è una verità in F1, però, è che tutti parlano con tutti. E la situazione catastrofica in Aston Martin non può che suscitare un certo mal di pancia a un personaggio irrequieto come Alonso. La scorsa settimana aveva giurato che quello di domenica sarebbe stato il suo ultimo GP a Barcellona. Ma dobbiamo davvero credergli?
Barcellona entrerà in rotazione dal prossimo anno, e non sarà in calendario nel 2027. C’è il tempo per un ultimo tuffo nel passato da parte di Alonso, soprattutto tenendo conto del buono stato di forma dell’Alpine. La scelta di passare ai motori Mercedes si è rivelata azzeccata, e a Enstone hanno dato vita a un buon pacchetto anche a livello telaistico e aerodinamico. Non stupisce, quindi, che diversi piloti stiano in qualche modo orbitando intorno alla scuderia. Non parliamo solo di Alonso, ma anche di altri scontenti, potenziali partenti per difficoltà proprie, del team o di entrambe le parti.
La posizione meno solida in Alpine è ovviamente quella di Franco Colapinto, anche se Briatore ce ne aveva parlato bene. “Non sente più la pressione legata al fatto di non sapere il suo destino. In tanti lo volevano fuori l’anno scorso, ma io l’ho difeso, l’ho protetto. Il ragazzo ha del talento. Bisogna capire a quanti decimi corrisponda effettivamente. Abbiamo tutto il tempo di valutarlo. In ogni caso, è cambiato il suo rapporto con gli ingegneri. Franco è maturato tanto. Gli chiedo sempre se ha un fratello, perché l’anno scorso era un’altra persona”.
Su Gasly, in scadenza a fine 2028, Briatore aveva riflettuto: “Pierre è un’altra sorpresa. Conoscendolo ho imparato ad apprezzarlo molto. È un ragazzo che mostra un impegno straordinario”. “Siamo contenti dei nostri piloti – aveva aggiunto -. Vedremo cosa succederà in futuro. D’altronde il mio lavoro è capire dove possiamo arrivare con i piloti che abbiamo e nel caso cambiarli. Valuteremo le opportunità. È una legge di mercato che vale per l’intera azienda”. Dopotutto, il tetto prestazionale si alza, se in macchina c’è un pilota come Fernando Alonso.
Lo sa bene Briatore, e lo sanno bene anche nel gruppo Kering. Il CEO della controllante di Gucci, Luca De Meo, conosce alla perfezione le qualità e il profilo di Alonso, essendo stato CEO del gruppo Renault quando Alonso militava in Alpine. E con un title sponsor di impatto come il brand di lusso nato a Firenze, la liquidità portata da Colapinto con i suoi munifici sponsor argentini potrebbe passare in secondo piano, a fronte della possibilità di ingaggiare un pilota del calibro di Alonso.