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Siamo appena giunti alla pausa estiva di un Mondiale 2026 che sta mettendo a dura prova la Formula 1. Il passaggio tecnico di quest’anno è stato uno dei più radicali della storia recente: non soltanto sul fronte aerodinamico e di telaio, ma soprattutto sotto il cofano, con un'architettura ibrida ripartita equamente al 50% tra la componente endotermica e quella elettrica. Una sfida titanica per i costruttori, che però ha mostrato subito l'altro lato della medaglia: costi elevati e una complessità ingegneristica portata all'estremo. Proprio per questo, nel paddock si parla già del ciclo regolamentare 2030-2031, in cui tra le opzioni sul tavolo – caldeggiate anche dal Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem – c'è il ritorno ai motori V8 alimentati da carburanti sostenibili.
Foto copertina: ANSA
Una prospettiva che spinge persino scuderie come McLaren a valutare l'addio allo status di cliente Mercedes per mettersi in proprio, ma che solleva interrogativi sulla fattibilità per marchi terzi o storici preparatori indipendenti. A fare il punto sulla questione è stato il Team Principal della Ferrari, Frédéric Vasseur, analizzando l'idea della FIA di offrire motori terzi slegati dai grandi costruttori per garantire l'indipendenza delle squadre. “Penso che sia possibile. Se qualcuno vuole fare un motore oggi, può farlo. Per regolamento ci è consentito”, ha dichiarato Vasseur, sottolineando come la normativa non ponga veti d'ingresso.
“Non è questo il problema. Di nuovo, è una questione di prestazioni. Talvolta puoi immaginare che fare un V8 Turbo sia più facile rispetto ad altri motori, ma stiamo tutti inseguendo l'ultimo centesimo di secondo, e l'ultimo centesimo non è mai facile. Non so se sia super realistico. Vedremo nel 2027”.
Il nodo centrale non risiede dunque nella complessità meccanica dell'architettura a otto cilindri, quanto nel vincolo economico imposto dal tetto finanziario. Interpellato sulla possibilità che un'azienda dello spessore di Cosworth possa rientrare per costruire una Power Unit con specifiche da F1, il manager francese ha chiarito la natura della sfida odierna. “Per costruire il motore, non è complesso. Ciò che è complesso è il livello di performance con il Cost Cap. Questo esercizio è molto difficile: essere prestazionali con il Cost Cap”.
Un vincolo che riguarda tutti da vicino, senza distinzione tra marchi storici e nuovi clienti. “Non voglio parlare dei numeri degli altri, parlo di me stesso. Devo andare avanti con questo. Se qualcuno vuole fare un motore, può farlo. Va bene”, ha ribadito Vasseur. Le parole del Team Principal della Rossa tracciano così un quadro chiaro: la F1 potrà anche ritrovare la semplicità concettuale e il rombo dei V8 con benzina ecosostenibile nel prossimo decennio, ma chiunque vorrà sfidare i grandi costruttori non dovrà fare i conti solo con l'ingegneria di pista, bensì con la ricerca millimetrica della prestazione all'interno dei rigidi confini del budget cap.