“Se torna il V8 potremmo produrre i motori McLaren”: Zak Brown scuote la F1, lancia Norris e Piastri a Le Mans e attacca l'asse Wolff-Alpine

“Se torna il V8 potremmo produrre i motori McLaren”: Zak Brown scuote la F1, lancia Norris e Piastri a Le Mans e attacca l'asse Wolff-Alpine
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Dal nuovo hospitality a Monaco, il CEO di Woking apre alla clamorosa svolta motori in vista del 2030, blinda la line-up strizzando l'occhio al WEC e lancia una dura stoccata politica contro i team satelliti e le mosse Mercedes-Alpine
9 giugno 2026

Il viaggio della Formula 1 prosegue verso Barcellona, sede del settimo appuntamento stagionale. Prima di pensare a cosa accadrà in Spagna, nel corso del weekend del Gran Premio di Monaco 2026, Zak Brown ha tirato le somme dell’andamento della McLaren, di cui è CEO. Sulle stradine del Principato Oscar Piastri ha colto il quarto tempo – grazie anche alle penalità fioccate – mentre Lando Norris ha concluso prematuramente la sua gara per un problema al motore endotermico che il team, ha rivelato Andrea Stella, deve ancora analizzare a fondo. Ma l’ottimismo pervade il nuovo hospitality del team di Woking.

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Siamo decisamente ancora in corsa”, ha ammesso Zak Brown senza troppi giri di parole. “Chiaramente la Mercedes è la favorita, ma sappiamo quanto velocemente possono cambiare le cose. Per il momento è una stagione piena di alti e bassi, ma siamo ancora all’inizio del campionato”, ha proseguito il CEO della McLaren. Come si evince dalle sue parole, il percorso del team campione in carica ha avuto momenti di exploit come accaduto a Miami, grazie agli aggiornamenti, e altri di estrema difficoltà come in Cina, dove Piastri e Norris non hanno potuto prendere parte alla gara. Il suo viso esprime comunque tranquillità perché la McLaren ha dimostrato nel tempo di sapersi risollevare a stagione in corso grazie agli sviluppi, da sempre loro grande punto di forza, come confermato anche in Florida. L’anello debole della MCL40, però, è l’integrazione tra il telaio, la meccanica, l’aerodinamica e la power unit Mercedes, aspetto su cui stanno lavorando intensamente. “Sento che la nostra collaborazione e la comprensione della potenza della HPP siano molto migliori rispetto a inizio anno, il che è fantastico; quindi ci lavoro molto e stiamo crescendo di colpo in colpo”.

Bisognerà, però, accelerare i tempi perché “il gruppo si sta compattando”, ma Brown resta “entusiasta, l'ansia è una cosa che si crea nella testa di una squadra”. Nonostante l’inizio non ideale con il motore Mercedes, il CEO ha speso ottime parole: “Prima di tutto sono molto felice di HPP. Sono stati un partner fantastico. Abbiamo vinto un paio di campionati con loro. Sai, dicono sempre che non si può vincere un mondiale con un motore clienti, quindi penso che abbiamo dimostrato che invece è possibile. Credo che la priorità numero uno sia rimanere con Mercedes. Penso siano stati un partner eccezionale”. Le sue parole sono una velata risposta alle indiscrezioni che lui stesso ha lanciato qualche settimana fa. La McLaren, infatti, starebbe valutando di diventare un motorista con la prossima era tecnica qualora dovesse essere approvato il motore V8. Ciliegina sulla torta, il loro accordo con Mercedes HPP scadrà nel 2030, anno in cui anche il regolamento tecnico verrà cambiato. “Ogni volta che escono i regolamenti diamo un'occhiata per vedere se c'è qualcosa di tecnicamente interessante o se ha senso dal punto di vista finanziario. Quindi seguiremo questo processo quando sarà il momento, ma stando qui seduti in questo preciso momento, siamo estremamente felici di Mercedes e prevediamo di continuare con loro”.

Brown ha però tenuto a specificare che “essendo un team cliente (non costruttore di power unit), non abbiamo un posto al tavolo per quanto riguarda il lavoro di sviluppo sulle power unit: ora dobbiamo solo aspettare e vedere quali saranno i regolamenti e, se li troveremo interessanti, allora forse daremo un'occhiata. Ma fino ad allora non sappiamo davvero cosa ci riserverà il futuro, quindi penso che a questo punto sarebbe una distrazione fare qualsiasi altra cosa che non sia concentrarsi su indugiare dove siamo oggi e su cosa intendiamo essere in futuro”. “In ultima analisi dobbiamo fare riferimento a loro sul lato tecnologico, ma penso che tutto ciò che stiamo sentendo dal Presidente della FIA Ben SulayemV8, motore termico più grande, il carburante giusto, meno batteria, ibrido, suono — tutto questo suona bene. Le mie competenze tecniche non vanno molto oltre, ma credo che sembri un'ottima direzione in cui viaggiare”.

Guardando al ciclo attuale, il CEO della McLaren è stato molto chiaro. “Pensiamo che i cambiamenti debbano ancora avvenire per far evolvere questi regolamenti. Penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che si possano ancora fare modifiche per rendere lo sport ancora migliore. Credo che le persone debbano mettere da parte i propri interessi personali su ciò che potrebbe renderle più o meno competitive, e collaborare. Penso ci sia un buon consenso sul fatto che i cambiamenti siano ancora necessari. Sono incoraggiato dal fatto che ce ne saranno, ma poi sarà un braccio di ferro su quali saranno nello specifico. Sono ottimista sul fatto che i cambiamenti avverranno. Sarebbe un peccato se non continuassimo a migliorare lo sport avendone l’opportunità”.

La principale discussione in corso riguarda la possibilità di una divisione 60-40 della power unit in favore del motore endotermico rispetto all’attuale 50-50 con il motore elettrico. Tale cambiamento, come auspicato anche da Honda, deve essere discusso e approvato a breve termine per consentire ai motoristi di arrivare pronti al 2027, anno in cui sono già previste modifiche all’hardware dell’unità motrice. “Non ero presente alla riunione della F1 Commission. Ora è consentito partecipare o collegarsi a una sola persona per squadra, quindi ovviamente vengo aggiornato quando ci si siede nella F1 Commission. Penso che dobbiamo essere il più aggressivi possibile. Dobbiamo assicurarci di non restare con le mani in mano, e se un compromesso dovesse significare qualcosa di un po' troppo annacquato, sarebbe un peccato. Penso che dovremmo cercare di massimizzare ciò che è meglio per lo sport. Spero che sia lì che riusciremo ad arrivare. Questa è certamente la nostra posizione”.

Brown resta comunque pragmatico: “Spero che l'unico cambiamento che vedremo sia un'altra gara inserita in calendario”. Infatti, con le cancellazioni degli appuntamenti in Bahrain e Arabia Saudita, anche Qatar e Abu Dhabi, e potenzialmente Baku, sono a rischio vista la crisi in Medio Oriente sempre più lontana da una reale risoluzione; la Formula 1 con Stefano Domenicali sta valutando come sviluppare il prosieguo del calendario. “Questo è l'obiettivo di Stefano (Domenicali), e chiaramente non vogliamo vedere un altro Gran Premio sparire con quello che sta succedendo. Ma finché le cose non si stabilizzeranno, penso che si debba navigare un po' a vista, giorno per giorno. Da quanto ho capito, per la fine dell'anno abbiamo ancora qualche mese prima che vengano prese le decisioni, e penso che quelle gare verranno rimpiazzate, cosa che non abbiamo avuto la possibilità di fare a inizio anno per il preavviso troppo breve. Quindi sono ottimista sul fatto che disputeremo la maggior parte del calendario e spero che nulla cambi. Non ci sta dando una scadenza tassativa, se non 'pochi mesi'. Penso probabilmente anche dopo la pausa estiva, perché c'è abbastanza tempo per reagire. Quindi credo che manchino ancora dei mesi. Probabilmente meno tempo per reinserire le gare in calendario, ma per quanto riguarda la fine dell'anno, penso che supereremo la pausa estiva prima che quelle decisioni debbano essere prese”.

Brown ha colto l’occasione di questo incontro con la stampa presente a Monaco, compresi noi di Automoto.it, per ribadire la sua contrarietà ai team satelliti come Red Bull e Racing Bulls che condividono la stessa proprietà. “I team 'A' e 'B', secondo me, rappresentano un livello di partnership in cui si ottiene una sorta di impatto equivalente. È qualcosa che non ritengo salutare per lo sport”, ha dichiarato il CEO della McLaren. Brown ha voluto sottolineare questo aspetto soprattutto dinanzi alla possibilità che Toto Wolff, team principal e azionista della Mercedes, acquisti il 24% delle quote di Alpine che Otro Capital ha messo sul mercato. “Ne ho parlato con Toto, ma ho parlato con la maggior parte delle squadre e direi che, filosoficamente, sono tutti d'accordo: in qualunque sport ti trovi, vuoi avere 11 team indipendenti che corrono per i propri interessi. Giochiamo con le stesse regole finanziarie e votiamo nel nostro interesse, ma penso che nel corso degli anni abbiamo visto molti episodi in cui non è stato così. Credo che questo sport non sia mai stato così in salute come oggi, quindi ci troviamo in una situazione in cui abbiamo bisogno di 11 team veramente indipendenti, non solo nella proprietà, ma nel concetto stesso di team satellite. E penso che tutti siano d'accordo su questo, lo pensa la FIA, lo pensa la Formula 1 e penso che siano d'accordo tutti i team. Quindi ora si tratta solo di definire i regolamenti per far sì che ciò accada”.

McLaren è stata al centro del dibattito del paddock anche per il mercato dei piloti. In superficie tutto tace, ma dietro le quinte dei motorhome molte discussioni sono in ballo. Questo perché la “mina vagante” Max Verstappen e il suo incerto futuro in Formula 1 – che dipenderà dalle decisioni regolamentari che verranno intraprese – continuano a fare gola a molti. Se l’olandese decidesse di andare via – dalla F1 o dal team di Milton Keynes verso nuovi lidi – la Red Bull avrebbe attenzionato Oscar Piastri. Su questo Brown, però, non ha dubbi: “Siamo molto felici della nostra formazione di piloti. Siamo stabili così da un paio d'anni, quindi al momento non vedo alcuna opportunità qui in McLaren. C'è ovviamente un talento eccezionale in giro, ma abbiamo due piloti che lavorano estremamente bene insieme. Entrambi hanno vinto gare l'anno scorso... uno è stato, credo, a un terzo posto di distanza dal diventare campione del mondo, quindi sono molto, molto felice della nostra line-up”.

La Formula 1 è pronta a volare verso Barcellona, ma il cuore del motorsport pulserà anche in Francia, dove questo weekend andrà in scena l’iconica 24 Ore di Le Mans, l’ultima senza la McLaren in pista con il suo prototipo Hypercar. La MCL-HY GTR debutterà ufficialmente nel WEC il prossimo anno, ma il suo ruggito ha già iniziato a farsi sentire qualche settimana fa in pista a Imola, dove ha svolto un test a porte chiuse per tre giorni. La sua bellezza, però, ha abbagliato anche Port d’Ercole a Monte Carlo, campeggiando sulla prua dello yacht che la McLaren ha affittato per i propri ospiti nel corso del weekend di gara. “Sarò a Le Mans, ma la priorità sarà sicuramente la gara di Formula 1”, ha aggiunto Brown, che ha auspicato che “Le Mans fosse in un weekend di pausa”. Infatti, come accade sempre più spesso, l’iconico appuntamento sul Circuit de la Sarthe si accavalla con il Circus. Dietro all’auspicio di Brown c’è una chiara motivazione: “Sarebbe un ottimo lavoro dal punto di vista dei piloti, perché quando parliamo della storia della McLaren, adoro l'idea che un giorno i nostri piloti di Formula 1 vadano a correre a Le Mans, e certamente non possono farlo se c'è una concomitanza”.

Parlando della storia della McLaren, è inevitabile menzionare il traguardo raggiunto proprio a Monte Carlo, dove il team di Woking ha celebrato la millesima partecipazione a un Gran Premio di Formula 1. Una ricorrenza che è stata festeggiata con tutti gli onori in pit-lane e sul rettilineo del traguardo monegasco con la prima monoposto di F1 del team, la M2B, guidata da Mika Hakkinen. Oltre alla MCL40 con una livrea speciale, hanno presenziato anche importanti ex piloti di Woking: da Juan Pablo Montoya ed Emerson Fittipaldi, John Watson e David Coulthard, Heikki Kovalainen e Gerhard Berger, fino a Lewis Hamilton e Fernando Alonso. “È stato fantastico. Voglio dire, siamo secondi solo alla Ferrari per quanto riguarda la storia di questo sport. Penso che la McLaren abbia un patrimonio così ricco e piloti iconici. Credo sia stato fantastico vederli tutti lì, ma sì, vedere Lewis e Fernando presentarsi per mostrare il loro supporto alla McLaren è stato fantastico. Sono ragazzi impegnati e indossano altre magliette, quindi non era certamente qualcosa che dovevano fare per forza. Era qualcosa che volevano fare, quindi sono molto grato a tutti coloro che erano presenti, a Lewis e Fernando. Ringrazio le squadre per aver permesso loro di venire a supportare l'evento McLaren. Penso che sia quello che dobbiamo fare di più in questo sport: essere, a volte, forse un po' più sportivi e fare ciò che riconosce la storia. È stato davvero bello”, ha chiosato Brown.

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