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Il palcoscenico è quello unico, spietato e affascinante di Monte Carlo. Per la Red Bull, il weekend del Gran Premio di Monaco si chiude con un sapore agrodolce. Da un lato c’è la gioia per un podio – il primo con il team di Milton Keynes – pesantissimo, conquistato da Isack Hadjar; dall'altro il muretto si trova a dover gestire la frustrazione e la delusione di Max Verstappen. L’olandese, scattato dalla prima fila dopo una qualifica magistrale, è rimasto letteralmente piantato sulla griglia di partenza, vedendo la sua gara finire dopo pochissimi metri.
A metterci la faccia e a fare chiarezza su una domenica ad altissima tensione emotiva e tecnica è il Team Principal, Laurent Mekies. Le suas parole descrivono perfettamente il contrasto tra l'efficienza ingegneristica che a volte tradisce e il fattore umano che, invece, salva il weekend. La ferita per il ritiro lampo di Verstappen è ancora aperta. Mekies non usa giri di parole e punta dritto al cuore del problema: si è trattato di un cedimento tecnico imprevedibile, arrivato nel momento peggiore possibile. "Si tratta di un problema ingegneristico. Abbiamo già identificato di cosa si tratta: si è sviluppato durante il giro di formazione e non ci ha dato alcuna chance. È andata così. Come sapete, era anche la quarta Power Unit di Max, che avevamo già pianificato di sostituire dopo Monaco. Non è certo quello che volevamo in questo momento. Possiamo solo scusarci con Max, perché il lavoro che ha fatto come squadra per raggiungere quel livello di passo qui a Monaco era stato semplicemente eccezionale”, ha spiegato il Team Principal.
Resta il grande rimpianto di non aver visto il duello ravvicinato con la Mercedes di Kimi Antonelli, dominatore del weekend: "Se Max avrebbe potuto impensierire Kimi? Non lo sapremo mai, ogni congettura sarebbe pura speculazione. Kimi è volato via. Bisogna fare i complimenti a lui, ha sorpreso tutti con la sua velocità qui, al suo secondo anno. Sicuramente il livello mostrato da Max in qualifica era impressionante, sappiamo che quando si sente a suo agio con la vettura scatta quel qualcosa in più, l'effetto-Max. Avrei voluto vedere cosa avrebbe potuto fare in gara”. Nel concitato regime di bandiera rossa, un altro episodio ha tenuto con il fiato sospeso il box Red Bull: il tentativo, bloccato dai commissari, di intervenire sulla vettura di Hadjar ferma in pit-lane. Mekies spiega la confusione di quei minuti: "C'è stata un po' di confusione. Stavamo cercando di correggere il problema e ci è stato ordinato di lasciare la vettura, cosa che abbiamo fatto. Ci è stato chiesto di lasciarla nella posizione originale. In questo tipo di situazioni, semplicemente segui le istruzioni che ti vengono date dalla FIA. Ci hanno comunicato chiaramente che avremmo dovuto lasciare i componenti originali”.
Se una parte del box mastica amaro, l'altra celebra la maturità e il talento di Isack Hadjar. Il fine settimana del giovane pilota della Red Bull è stato una vera e propria montagna russa, iniziato con un brutto incidente nelle prime prove libere e culminato in un podio che sa di mezza vittoria. Mekies ne loda la capacità di resettare la mente e trovare il limite tra i muretti del Principato. "Il suo weekend non è stato affatto lineare. Ha subìto un grosso contraccolpo nelle FP1 quando ha baciato le barriere distruggendo la vettura. La squadra ha fatto un lavoro fantastico per rimetterla insieme in tempo per le FP3. Tutti i meccanici si sono fiondati su quella macchina per fargli guadagnare anche solo pochi minuti. E onestamente, Isack ci ha ripagato per questo sforzo straordinario”.
"Ci ha ripagati nel modo in cui ha resettato tutto, ritrovando la fiducia. Ha costruito il weekend passo dopo passo fino a produrre una qualifica solidissima. E anche oggi in gara non è stato facile. Abbiamo lottato con diversi problemi sulla sua vettura fin dai primi giri, avevamo molta meno potenza del previsto”. Le comunicazioni radio con Hadjar sono state, come sempre, incandescenti. Il pilota francese non ha nascosto la tensione, ma Mekies difende l'emotività del suo talento, esaltandone la resilienza tecnica: "Sappiamo che Isack è focoso alla radio, conoscete il suo temperamento. Ma è sempre difficile per un pilota dentro l'abitacolo capire cosa stia succedendo quando c'è un problema. Non poteva sapere esattamente quanta potenza stesse perdendo, e le implicazioni sul resto della gestione dell'energia sono enormi. Dal suo punto di vista, era frustrante. Comprendiamo le sue emozioni. Però è stato bravissimo a tenere in vita la macchina, e il team lo ha guidato via radio per effettuare continui cambiamenti sui manettini. Non è piacevole farlo qui a Monaco mentre guidi tra i muri, ma ha funzionato. Ha fatto un lavoro eccellente”.
Arriveranno a breve gli esiti della prima manche di ADUO. I dati sono stati raccolti fino alla gara in Canada, e ora la Federazione sta ultimando le ultime pratiche burocratiche prima di comunicare a team e addetti ai lavori cosa è stato deciso. Sembrerebbe che la Red Bull sia il punto di riferimento del motore endotermico e non la Mercedes, come la pista lascerebbe pensare. Mekies ha preferito mantenere il massimo riserbo in merito. “È presto per fare commenti perché come team abbiamo ricevuto solamente informazioni provvisorie. Aspettiamo la pubblicazione ufficiale della FIA”, ha chiosato Mekies.