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La Formula 1 si appresta a spegnere i motori per la pausa estiva, ma per l'Aston Martin il Gran Premio d'Ungheria rappresenta l'inizio di una nuova fase. Sul tracciato dell'Hungaroring ha infatti fatto il suo esordio il tanto atteso pacchetto di aggiornamenti per l’ARM26, una prima ma fondamentale evoluzione destinata a tracciare la rotta per la seconda parte di stagione. Tra le novità portate in pista per Fernando Alonso e Lance Stroll — quest'ultimo costretto a saltare interamente la seconda sessione di prove libere per un problema alla sospensione posteriore sinistra emerso nelle FP1 — spicca una revisione profonda dell'aerodinamica, mentre per la nuova specifica della power unit Honda bisognerà attendere il rientro dalle ferie a Zandvoort.
Foto copertina: ANSA
A fare il punto sulla situazione in casa Aston Martin è stato il Managing Technical Partner Adrian Newey, che ha tracciato un bilancio cauto ma fiducioso del lavoro svolto finora. L'attenzione era tutta puntata sulle reazioni della monoposto e sulle sensazioni trasmesse dai piloti nel corso del venerdì ungherese. "Abbiamo iniziato a girare seriamente solo con l'acquisizione dati, prima di tutto, e poi, con Fernando, siamo passati alle gomme morbide verso la fine”, ha spiegato il tecnico britannico. "È ancora presto per capire il nuovo pacchetto. I risultati provvisori sono promettenti. È solo una parte del pacchetto, quindi faremo altri passi a Zandvoort e poi ancora a Monza/Baku. È la prima parte del nostro aggiornamento pianificato. Abbiamo pochissimi pezzi, quindi stiamo procedendo con cautela e cercando di imparare tutto il possibile".
Nonostante l'impatto visivo e le aspettative riposte sulle modifiche, Newey ha tenuto a precisare la natura dell'intervento effettuato sulla monoposto: "È un'evoluzione, in quanto il telaio è lo stesso, il layout è lo stesso, le sospensioni anteriori sono le stesse. Quindi, si tratta soprattutto di un'evoluzione aerodinamica. Avevamo pochissimo tempo per la ricerca prima del lancio della vettura a Barcellona a febbraio. Quindi, si è trattato davvero di fare un passo indietro, cercare di capire e andare avanti con questo pacchetto".
Il venerdì dell'Hungaroring ha però riservato anche attimi di apprensione nel box di Silverstone. Il problema verificatosi sulla vettura di Lance Stroll ha costretto i meccanici a un lavoro extra, fermando il pilota canadese prima delle FP2. "Come si può immaginare, tutti stanno cercando febbrilmente di capire esattamente cosa è andato storto e cosa è successo in questo momento", ha sottolineato Newey a proposito del guasto alla sospensione posteriore sinistra, escludendo che il guaio sia legato ai lavori di riduzione del peso. "L'area interessata in realtà non è cambiata. Siamo a corto di pezzi di ricambio perché il rivestimento e così via è diverso, quindi ci sono alcune piccole modifiche in quell'area. In questo senso, è molto inaspettato. Finché non avremo capito, è difficile commentare ulteriormente".
Sulle comunicazioni via radio in cui veniva chiesto ad Alonso di evitare i cordoli in FP1, il progettista ha chiarito la natura della richiesta: "Stare lontano dai cordoli era semplicemente perché stavamo acquisendo dati aerodinamici. Quando si cerca di acquisire dati aerodinamici, non si vuole che i cordoli interferiscano, perché l'incoerenza compromette i dati". Quanto alle oscillazioni notate nelle riprese onboard, Newey ha confermato che la questione riguarda la partnership motoristica: "Le oscillazioni, sì, questa è una questione che riguarda Honda. Lora le vedono nei dati e stanno lavorando a una soluzione".
Proprio il rapporto con il costruttore giapponese rappresenta uno dei tasselli fondamentali nel percorso di crescita della squadra, specialmente dopo un avvio di campionato complesso. "Penso che ciò che sia veramente progredito sia proprio la parola: la relazione”, ha evidenziato il progettista. "Da quello che si può definire un inizio disastroso, l'aspetto positivo, perché si cerca sempre di trovare il lato positivo, è che ha portato Honda e noi, AMR, a una stretta collaborazione. Continuiamo a svilupparla in tutti i settori. Sono molto contento dei progressi che stiamo facendo dal punto di vista della relazione. Di solito, se le relazioni migliorano, anche le prestazioni migliorano".
Tra i temi caldi del paddock restano fondamentali la figura di Fernando Alonso e la sua continuità nel progetto Aston Martin. "Ovviamente, Fernando è un pilota straordinario. Apporta un contributo enorme al team, sia con i suoi feedback che con le sue capacità. Quindi, per noi, ovviamente è importante. Sono abbastanza fiducioso che Fernando si trovi bene con noi e che continueremo con il nostro rapporto".
Infine, sollecitato sui passi avanti compiuti sul piano organizzativo e sui traguardi a breve termine dopo le difficoltà di inizio anno, Newey ha preferito mantenere i piedi per terra, evitando proclami sensazionalistici sui risultati immediati. "Non sono mai stato un fan del fissare obiettivi. Sono molto più un fan del lavorare logicamente sui problemi, far lavorare tutti insieme, creare la cultura giusta e poi, a quel punto, si arriva dove si arriva. Quello che ho scoperto negli anni è che, quando non vinci, sembra una montagna impossibile da scalare. Quando vinci, a volte non sei sicuro di come ci sei arrivato, perché in realtà non stai facendo niente di diverso, o non hai la sensazione di fare niente di diverso".
Riguardo al percorso di ristrutturazione intrapreso dal team, la visione guarda già al futuro: "La decisione, dopo Melbourne, di rimandare lo sviluppo della vettura fino ad ora e di concentrarci sull'integrazione, sul riunire le persone, sullo sviluppo della cultura, sullo sviluppo degli strumenti, sul toglierci un po' di pressione, sul fare un respiro profondo e valutare come dovevamo evolverci, credo che stia procedendo molto bene. L'evoluzione tecnica, in termini di vettura che porteremo qui e poi gli aggiornamenti che porteremo a Zandvoort e poi a Baku, credo che ci siano stati dei passi avanti molto significativi. Stiamo chiaramente cercando di recuperare terreno. Ci renderà la macchina più veloce? Purtroppo no. Ma rappresenta un buon passo avanti rispetto a dove eravamo? Sì, credo di sì".
E guardando indietro all'inizio del campionato, la speranza è che la tappa ungherese possa segnare l'inizio di una nuova fase: "Le prime gare sono state un vero incubo. Spero che ora possiamo ottenere almeno un punto e un po' di rispettabilità. Penso che questo sia l'obiettivo immediato. Da lì, possiamo provare ad andare avanti".