"Nessuno come lui in 60 anni": Antonelli compie il miracolo a Monza e la Formula 1 scopre il suo nuovo re

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Dalla diciannovesima posizione al gradino più alto del podio: Kimi Antonelli firmaun'impresa d'altri tempi a Monza dopo 60 anni di attesa. Analisi di un weekend che ha cambiato gli equilibri del Mondiale e messo in crisi la Ferrari
8 settembre 2026

Si sono dovuti attendere ben sessant'anni per rivedere un pilota italiano trionfare nel Gran Premio d'Italia. L'ultimo a riuscirci prima di questo memorabile weekend era stato Ludovico Scarfiotti, e adesso il suo testimone è stato ufficialmente raccolto da Andrea Kimi Antonelli. Lo ha fatto al termine di un fine settimana a dir poco sensazionale, coronato in un modo quasi irripetibile: scattato dalla diciannovesima posizione in griglia per via della penalità legata al cambio della Power Unit, Antonelli è diventato soltanto il terzo pilota nella storia della Formula 1 a vincere partendo così arretrato.

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Certo, la sua Mercedes ha dimostrato di essere una monoposto straordinaria, rinvigorita su un tracciato come quello brianteo dove la potenza pura dell'endotermico e la gestione della ricarica della batteria giocano un ruolo fondamentale con gli attuali regolamenti tecnici. Ma ridurre questo successo alla bontà del mezzo sarebbe un errore imperdonabile. Antonelli ha dovuto mettere in mostra doti da grande campione: sorpassi secchi, aggressivi e chirurgici, senza commettere la minima sbavatura nel traffico delle retrovie. Il tutto trovando persino il tempo, durante la sua furiosa risalita, di volgere lo sguardo verso la Prima Variante per osservare i tifosi che si alzavano in piedi a ogni suo passaggio per acclamarlo.

Dettagli che raccontano l'incredibile maturità di un ragazzo di soli vent'anni. In una Formula 1 complessa, dove la gestione dell'energia rende spesso la guida controintuitiva nel tempio della velocità, Kimi ha fatto una differenza abissale anche nei confronti del compagno di squadra George Russell. Per il britannico il confronto interno si sta trasformando in un contraccolpo psicologico violentissimo: scattato davanti e rimasto tagliato fuori anche dalle giuste chiamate strategiche, Russell ha palesato una chiara difficoltà nel tenere il passo di Antonelli, scivolando vittima dei suoi stessi giochetti psicologici da cui l'italiano si è sfilato con elegante superiorità.

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I festeggiamenti sotto il podio hanno poi consacrato la dimensione "pop" di Kimi. Con un momento da vera e propria rockstar — culminato nel tuffo tra la folla di Monza —, Antonelli ha infranto persino la barriera del tifo di parte dei sostenitori della Ferrari, conquistando l'affetto trasversale di tutto il paddock, dai meccanici Red Bull fino a Max Verstappen e Andrea Stella. Un fenomeno che sta trascendendo i confini del motorsport e che promette di fare da volano per un'intera generazione di giovani piloti italiani.

Mentre il budget cap e le questioni logistiche tengono banco — con la complicata definizione dei calendari per le prossime stagioni e le minacce geopolitiche che spingono verso possibili soluzioni d'emergenza —, a Monza la nota dolente è arrivata proprio dal box Ferrari. Un weekend disastroso per la scuderia di Maranello, terminato con il pesante schianto di Charles Leclerc alla Parabolica e con la sensazione di una gestione dei piloti in pista ancora priva di linee guida chiare. In casa Rossa l'insofferenza tra Leclerc ed Hamilton sta crescendo, complice un ritrovato feeling dell'inglese con la vettura e l'assenza di "codici di condotta" fissati dal muretto per evitare sanguinosi duelli al via. Se a questo si aggiungono le scintille politiche scoppiate in conferenza stampa tra Flavio Briatore e Andrea Stella sull'esito del ricorso di Monaco, Monza lascia in eredità un paddock in fermento, dominato però da un'unica, splendida certezza: l'era di Kimi Antonelli è ufficialmente iniziata.

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