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Le previsioni disastrose per il debutto di Aston Martin nel nuovo ciclo tecnico della Formula 1 sono confermate. In un incontro con la stampa presente in pista a Melbourne, il team principal Adrian Newey ha confermato che l’attività in pista nel Gran Premio d’Australia 2026 sarà “fortemente limitata” per colpa delle vibrazioni che non solo guastano la batteria, ma potrebbero causare danni anche ai piloti. “La vibrazione che si propaga al telaio causa alcuni problemi di affidabilità: gli specchietti e le luci posteriori potrebbero staccarsi, un inconveniente che dobbiamo gestire”, le parole di Newey riportate da RacingNews365.
“Ma il problema molto più rilevante è che la vibrazione viene trasmessa alle dita del pilota. Fernando ritiene di non poter inanellare più di 25 giri prima di rischiare di incorrere in danni permanenti ai nervi delle mani. Lance pensa di non poterne cogliere più di 15 prima che succeda. Quindi credo che non abbia senso non essere onesti sulle nostre aspettative”. La situazione, insomma, è ben più grave di quanto si potesse immaginare, visto che rischia di intaccare la salvaguardia dei piloti.
“io e Koji [Watanabe, presidente di Honda Racing Corporation, ndr] non abbiamo avuto modo di parlarne dettagliatamente prima di questo incontro, ma dovremo ridurre significativamente il numero di giri in gara finché non riusciremo a risalire all’origine della vibrazione”. Secondo quanto riporta The Race, Newey ha spiegato, “senza rivelare alcun dettaglio tecnico”, che attraverso prove dinamiche al banco si è trovata una soluzione tampone che “riduce parecchio la vibrazione cui è sollecitata la batteria.
“È importante ricordare che effettivamente è la power unit – vale a dire la combinazione tra l’endotermico e probabilmente la MGU – a essere la fonte della vibrazione. È l’amplificatore. Il telaio la subisce. Un telaio in carbonio è una struttura naturalmente rigida, con poco smorzamento”. Il messaggio è chiaro: il problema non è la monoposto, ma la power unit prodotta da Honda. Ma dalle parole di Newey emerge anche un’altra mancanza, che nulla ha a che vedere con l’affidabilità.
“Uno dei problemi connessi a queste normative è che meno potenza si ha con il motore endotermico, più è necessario compensare con l’energia elettrica. Questo implica che nel momento in cui serve la spinta dell’elettrico sul dritto, la batteria è morta. È una spirale discendente”. Per quale motivo specificarlo, se non perché è un problema che affligge Honda, e di riflesso Aston Martin? Newey ha detto di avere “piena fiducia” nella casa nipponica, ma la verità è che stiamo assistendo a un disastro di proporzioni notevoli.