F1. "Non conta la competitività della squadra, ma se la F1 mi dà ancora l'adrenalina di cui ho bisogno": Alonso spiazza tutti in Ungheria al debutto della nuova AMR26

F1. "Non conta la competitività della squadra, ma se la F1 mi dà ancora l'adrenalina di cui ho bisogno": Alonso spiazza tutti in Ungheria al debutto della nuova AMR26
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Alla vigilia del GP d'Ungheria 2026, l'Aston Martin porta al debutto l'attesa AMR26 Spec B. Fernando Alonso incorona il lavoro di Adrian Newey ma lancia un monito sul feeling delle monoposto attuali: ciò che conta davvero è la fame di adrenalina al volante
23 luglio 2026

Alle porte della pausa estiva, alla vigilia del Gran Premio d'Ungheria, la Formula 1 approda sul tracciato dell'Hungaroring per l'ultimo appuntamento prima delle ferie di tre settimane. In casa Aston Martin l'aria è carica di attesa: la scuderia di Silverstone porta al debutto la tanto chiacchierata “specifica B" dell’AMR26, un pacchetto di aggiornamenti sostanzioso con cui recuperare il terreno perduto nei primi undici appuntamenti iridati.

Foto copertina: ANSA

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A fare il punto della situazione, con la consueta lucidità mista a quella fame insaziabile che lo contraddistingue, è Fernando Alonso. Il pilota asturiano rimette le cose nella giusta prospettiva, spiegando le ragioni del ritardo accumulato rispetto ai rivali diretti: "Sotto il profilo della strategia economica, nelle prime dodici gare gli altri team più convenzionali hanno portato due o tre decimi di secondo ogni due o tre gran premi, aggiungendo un secondo o un secondo e mezzo totale alla vettura. Noi non l'abbiamo fatto, motivo per cui probabilmente siamo un po' indietro rispetto agli altri sulla griglia. Ora cerchiamo di recuperare tutto in una volta sola”, ha ammesso Fernando, esprimendo comunque profondo orgoglio per il lavoro svolto dalla squadra a Silverstone.

C'è grande curiosità nel capire quanto valore effettivo possa sbloccare questo pacchetto sulla pista unghere, un tracciato dove la potenza pura cede il passo al carico aerodinamico e all'agilità nei cambi di direzione. Alonso frena gli entusiasmi facili sui numeri da qualifica, conscio che la strada verso la vetta è ancora ripida: "Spero che Budapest sia un circuito amico per noi. La potenza non è il fattore più importante qui e la nostra power unit non verrà aggiornata in questa occasione, quindi abbiamo ancora un'eredità tecnica da superare. Ma la cosa più fondamentale è capire la direzione della macchina: se siamo sulla strada giusta, allora riusciremo a sbloccare il nostro potenziale primario".

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Sul tavolo del paddock resta anche il nodo del rapporto tra i dati della fabbrica e il responso della pista, tema stuzzicato dalle recenti dichiarazioni di Adrian Newey sul bilanciamento delle vetture. Alonso non fa una piega e difende il metodo del progettista più vincente della storia della F1 moderna, evidenziando le insidie di uno sport dinamico come la Formula 1 moderna: "A volte la domenica si avvertono determinate debolezze al volante mentre si lotta con le altre vetture, ma poi torni in fabbrica, guardi i dati e vedi che le cose puntano in due direzioni diverse. E spesso i dati hanno la meglio nei dibattiti. Ma la Formula 1 è complessa: la quantità di carburante varia continuamente, l'età delle gomme, il vento, l'effetto scia... Ci sono troppi fattori che influenzano il bilanciamento. Ecco perché i dati non sono la verità assoluta: bisogna combinare entrambe le cose. E Adrian ha l'esperienza migliore al mondo per ascoltare sia i dati sia quello che sente il pilota".

L'ambizione a lungo termine resta intatta, retta dalla cieca fiducia nelle capacità di Newey e nella struttura di Silverstone per gli anni a venire: "Non ho dubbi, zero dubbi sul fatto che Adrian progetterà la macchina migliore, prima o poi. Per me è solo una questione di tempo prima che la squadra risolva tutti i problemi, perché è quello che fanno da quarant'anni nelle corse".

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Tuttavia, tra la caccia al decimo e la fame di podi, emerge un Alonso riflessivo e diretto riguardo allo stato attuale della categoria e alla sensazione provata al volante dopo il recente weekend di Spa-Francorchamps. Per lo spagnolo, il problema trascende la competitività dell’AMR26: "In macchina mi sento fresco, motivato, veloce. Ma ho anche bisogno di divertirmi in quello che faccio. A Spa non è stato divertente guidare. Non è per criticare, ma per migliorare lo sport tutti insieme: la direzione presa quest'anno fa sì che dal punto di vista del pilota non ci sia la stessa adrenalina che eravamo abituati ad avere al volante di una Formula 1. Questa per me è la priorità: non è una questione di quanto sia competitiva la squadra, ma se la Formula 1 riesca ancora a darmi l'adrenalina di cui ho bisogno".

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