F1. Ecco come Newey ha rifatto la macchina: gli aggiornamenti Aston Martin all’Hungaroring con l'AMR26 versione B

F1. Ecco come Newey ha rifatto la macchina: gli aggiornamenti Aston Martin all’Hungaroring con l'AMR26 versione B
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Alla vigilia del GP d'Ungheria, l'Aston Martin porta al debutto la versione B della AMR26 firmata Adrian Newey: ecco l'analisi di tutte le novità tecniche
24 luglio 2026

Dopo undici appuntamenti di pura sofferenza, per l'Aston Martin sembra essere arrivata la luce in fondo al tunnel. Al Gran Premio d'Ungheria 2026, l'ultimo appuntamento prima della sosta estiva, la squadra di Silverstone porta in pista i tanto attesi e promessi aggiornamenti. Da inizio anno, affrontando con determinazione e pazienza tutte le difficoltà del caso, Adrian Newey — al suo debutto assoluto come progettista e team principal per la scuderia di Lawrence Stroll — ha preferito non procedere a piccoli passi ma accorpare in un unico pacchetto di sviluppi le migliorie per l'AMR26, arrivando a definire una vera e propria versione B della monoposto. 

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Il percorso per risalire la china e ritrovare la competitività ai vertici è ancora lungo e complesso, visto anche che l'atteso e nuovissimo propulsore Honda debutterà soltanto al rientro dalle ferie in Olanda, ma il tracciato tortuoso dell'Hungaroring servirà subito a Lance Stroll e Fernando Alonso per prendere le prime importanti misure con la nuova creatura. Il documento ufficiale presentato dal team alla FIA parla chiaro: la rivoluzione tecnica tocca quasi la totalità della monoposto, a partire da un treno anteriore completamente riprogettato per lavorare in sinergia con il resto della vettura. 

L'ala anteriore presenta una vista frontale e superiore rivista con una ridistribuzione della corda dei profili, affiancata da un endplate modificato nel corpo centrale, nel diveplane e nel foot. A completare il muso arriva un profilo più lungo e visibilmente più sottile, mentre sul front corner si notano un lip rivisto e un deflettore posteriore allungato: tutti elementi concepiti come un pacchetto unico per gestire al meglio il flusso d'aria attorno alle ruote anteriori e alimentare in modo ottimale il retrotreno.

Le modifiche più sostanziali si concentrano, tuttavia, nonostante il cambio regolamentare, nel cuore aerodinamico della monoposto, ovvero il fondo vettura. La superficie consentita del fondo è stata rivista in ogni sua parte, partendo dalle paratie d'ingresso (i floor fences) fino ai bordi esterni (floor edge), riprogettati per incrementare il carico e ottimizzare la zona davanti alle ruote posteriori, senza dimenticare il diffusore principale che ha visto modifiche a rampa, paratie e winglet. L'intero pacchetto del corpo vettura si completa con le bocche d'ingresso delle pance (sidepod inlet) con una forma a conchiglia (inlet shape) rivista, una nuova copertura per il cofano motore e il retrotreno per guidare l'aria verso il fondo, e pannelli di raffreddamento (cooling louvres) dal concetto simile ma riadattati per offrire massima flessibilità in base alle temperature operative.

Anche il retrotreno è stato oggetto di attente cure e integrazioni aerodinamiche: la sospensione posteriore e i cestelli dei freni (rear corner) hanno ricevuto piccoli ritocchi di dettaglio nei condotti, nelle uscite e nelle carenature esterne per lavorare in armonia con le novità del fondo. Infine, l'ala posteriore mostra una ridistribuzione della corda tra i tre elementi con l'aggiunta di winglet sul bordo d'uscita del flap, accoppiata a una diversa distribuzione del twist per la beam wing e a superfici degli endplate totalmente riviste. Tutto questo ha un obiettivo ben preciso dichiarato da Newey e dai suoi uomini: ridurre il peso dell’AMR26, incrementare il carico aerodinamico nell'inserimento in curva e ridurre il drag in rettilineo, fornendo finalmente ad Alonso e Stroll una piattaforma stabile da cui ripartire nella seconda metà di stagione.

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