F1. Adrian Newey ha fatto di nuovo il colpaccio? Ecco perché la Aston Martin AMR26 è incredibilmente audace

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Le prime immagini della Aston Martin AMR26, la monoposto di Fernando Alonso e Lance Stroll per la stagione 2026 di Formula 1, rivelano soluzioni tecniche decisamente aggressive, con la meccanica plasmata a tutto vantaggio dell'aerodinamica
30 gennaio 2026

La Aston Martin AMR26 si è fatta attendere, arrivando in pista nei test prestagionali 2026 di Formula 1 a Barcellona solo sul finire del quarto giorno. Ma ne è valsa la pena. La nuova nata dalla matita del genio Adrian Newey, nonostante la livrea nera a camuffare, si è subito distinta per soluzioni tecniche estremamente aggressive, soprattutto dal punto di vista meccanico. Non stupisce: è risaputo come Newey cerchi sempre interpretazioni estreme delle normative tecniche. E la AMR26 non fa eccezione.

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La monoposto di Fernando Alonso e Lance Stroll per la stagione 2026 di Formula 1 vanta soluzioni peculiari già a partire dall’ anteriore, con un muso molto gonfio, quasi “panciuto”, con un becco a pellicano molto pronunciato. Il collegamento tra il muso e l’ala anteriore, perfezionato attraverso piloni di piccole dimensioni, avviene sul secondo profilo, con il movimento dell’aerodinamica attiva che interessa solamente l’ultimo flap.

L’airscope della Aston Martin AMR26, di forma triangolare, è di dimensioni contenute, ma maggiori rispetto alla Ferrari. Alle spalle dell’airscope si notano delle appendici a forma di corno simili a quelle viste sulla SF-26. Le prese d’aria dei radiatori sono alte, con un labbro pronunciato esteso in avanti. Le pance sono molto stondate, e si abbassano in maniera lineare al posteriore, senza però toccare il fondo. Non si può non notare, poi, una zona a Coca-Cola pronunciata. Le voluminose aperture bombate ai lati del motore sono la naturale conseguenza di un packaging molto stretto al posteriore.

Ma l’elemento che stupisce di più della AMR26 vedendo le prime immagini diffuse da Aston Martin è un altro. Come la maggior parte dei concorrenti, anche Newey si adegua allo schema push-rod sia all’anteriore che al posteriore. Ma la resa è estremamente aggressiva. Se all’anteriore Newey ha scelto un’impostazione molto alta per i braccetti superiori e un triangolo superiore inclinato verso il basso, la vera sorpresa riguarda la sospensione posteriore, con un dettaglio che ha stupito tutti.

Il triangolo superiore della sospensione posteriore vanta una posizione molto rialzata, con l’elemento posteriore che va a collegarsi al supporto dell’ala superiore. La meccanica, in questo caso, si piega al servizio dell’aerodinamica, con i braccetti che vanno a interagire con l’ala posteriore, ottimizzando nel contempo il passaggio dei flussi verso la zona dietro al diffusore. Una soluzione incredibilmente aggressiva, che dimostra come in Aston Martin non abbiano avuto paura di osare.

L’approccio audace di Newey pagherà? È prestissimo per dirlo. Certo è che molto dipenderà dall’efficienza e dall’affidabilità del motore sviluppato da Honda, unico costruttore a non avere scuderie clienti. Ieri la AMR26 si è ammutolita dopo soli cinque giri con Lance Stroll al volante, ma è un dato che lascia il tempo che trova. Quello che è certo è che la AMR26 ha già fatto parlare moltissimo di sé.

Disegno: Gabriele Pirovano

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