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La quarta giornata di shakedown a Barcellona ci avvicina verso la chiusura di una settimana intensa per i team di Formula 1 e per Pirelli, che ha portato in pista i nuovi pneumatici previsti dal regolamento tecnico 2026. Al termine delle prove, Mario Isola, responsabile motorsport F1 di Pirelli, ha fatto il punto sui test e sul lavoro svolto dalla casa italiana.
“Abbiamo avuto una settimana abbastanza positiva – ha spiegato Isola –. Abbiamo confermato quanto osservato nei nostri test dello scorso anno: le prestazioni, il bilanciamento e le caratteristiche delle nuove gomme sono in linea con le aspettative della Formula 1. Ovviamente, è ancora presto, ma i primi segnali sono incoraggianti”. Durante la settimana, i team hanno concentrato i loro sforzi principalmente sull’adattamento delle vetture e delle power unit, lasciando meno spazio alla raccolta dati sui pneumatici. “Tutte e tre le mescole scelte per il test, C1, C2 e C3, hanno funzionato bene. La C1 mostra qualche difficoltà nel warm-up, mentre la C3 si è rivelata ideale per queste condizioni, con solo un po’ di graining sulla gomma anteriore sinistra, che è normale a Barcellona”.
Isola ha poi svelato il lavoro che ha portato alla costruzione delle nuove gomme: “Nonostante le dimensioni non siano così diverse rispetto allo scorso anno, abbiamo dovuto riprogettare completamente il pneumatico: ottimizzare profilo e impronta significa partire da un modello virtuale. Abbiamo condiviso questo modello con i team, costruendo poi i prototipi fisici e lavorando in stretta collaborazione, anche se le vetture utilizzate avevano pacchetti aerodinamici e power unit differenti”. Un elemento fondamentale è stata la possibilità di testare sia in condizioni asciutte che bagnate: “Martedì abbiamo avuto una giornata di wet run molto utile. I dati raccolti ci aiuteranno a sviluppare ulteriormente le gomme wet e intermediate durante le tre sessioni previste quest’anno”.
Guardando avanti, Isola ha sottolineato l’importanza dei test ufficiali prestagionali in Bahrain: “Lì confermeremo soprattutto le mescole più dure, perché le condizioni sono più severe e rappresentative di quelle di gara. Le vetture saranno più vicine a quelle che scatteranno a Melbourne e avremo dati più affidabili”. Infine, una nota sulle performance delle nuove vetture: “Sono già piuttosto veloci rispetto alle mie aspettative. La gestione dell’energia è complessa, alcuni piloti faticano ad adattarsi al nuovo sistema e ci sono stati anche alcuni flat spot, ma fa parte del processo”.