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Un weekend che sa di vero e proprio spartiacque per il futuro, ma senza l'ansia da prestazione del "dentro o fuori". All'Hungaroring, alla vigilia dell'undicesimo appuntamento della stagione di Formula 1, il Gran Premio d'Ungheria, i box dell'Aston Martin si presentano tirati a lucido per accogliere la tanto attesa specifica B dell’AMR26. La vettura progettata sotto la direzione di Adrian Newey affronta il primo vero grande pacchetto di aggiornamenti in un campionato finora complicatissimo, passato a rincorrere un gruppo sempre più compatto e spietato. Mentre all'esterno l'hype per la nuova monoposto cresce a dismisura, nei garage si preferisce mantenere i piedi ben piantati a terra. A tracciare la rotta e ridimensionare le aspettative ci ha pensato Mike Krack, confermando come la squadra abbia lavorato contro il tempo per presentarsi a Budapest con due vetture identiche per Lance Stroll e Fernando Alonso.
Foto copertina: ANSA
Un'operazione complessa che ha spinto il team a sacrificare la terza scocca aggiornata: "Se ci sono auto di scorta in caso di necessità? Sì, naturalmente. Serve sempre un telaio di riserva. Ma con il tempo a disposizione, il telaio di scorta è ovviamente nella specifica precedente", ha spiegato Krack, non risparmiando una battuta sulla sorte dei vecchi telai usati fino al GP del Belgio accantonati nei camion: "Li volete comprare? Posso farvi un buon prezzo”. Entrando nel merito del pacchetto tecnico, il Chief Trackside Officer dell'Aston Martin chiarisce le aree di intervento prioritari dell’AMR26-B, smentendo che l'integrazione immediata tra telaio e power unit fosse l'obiettivo numero uno di questa specifica: "Il pacchetto consiste in un importante aggiornamento aerodinamico e in una riduzione del peso. Questo è il punto chiave, il filo conduttore. È un'ulteriore integrazione? Per prima cosa dobbiamo ricucire il gap. E qualsiasi cosa si possa poi fare in termini di migliore integrazione, la faremo. Ma questo non era il punto uno all'ordine del giorno per l'upgrade".
Raccogliere dati puliti fin dalle prime prove libere sarà cruciale, pur sapendo che comprendere una monoposto così profondamente rivista richiederà tempo e pazienza: "È abbastanza raro che i team portino aggiornamenti e che questi funzionino all'istante dal primo giorno. Quando porti modifiche sostanziali, la squadra in pista deve imparare il più velocemente possibile. Non abbiamo i test invernali dove puoi fare run di comparazione. Tutto questo mette molta enfasi sulla qualità dei dati e sulla comprensione delle simulazioni. Ma non ci aspettiamo di tirare fuori tutto fin dal primo run domani".
Nessun aut-aut, dunque, ma un percorso obbligato all'interno del nuovo ciclo regolamentare: "Non sarà un weekend da dentro o fuori. Siamo tutti realistici. Avevamo un piano e abbiamo lavorato secondo quel piano. I successi e le battute d'arresto fanno parte dello sport. È solo un passo, a mio avviso, uno sviluppo che deve continuare. Abbiamo queste regole per i prossimi anni. Sarei felice domenica? Se riuscissimo a lottare per qualcosa, a essere di nuovo della partita, a tornare a correre e ad aver capito la metà o un primo terzo del carattere della macchina, allora penso che sarebbe stato un buon weekend".
Dall'altro lato del box, l'attenzione è rivolta all'integrazione con la Power Unit Honda. Il nuovo motore aggiornato debutterà soltanto al rientro dalla pausa estiva a Zandvoort, ma Budapest rappresenta un banco di prova fondamentale per studiare il comportamento aerodinamico e le masse radianti. Shintaro Orihara, responsabile dei tecnici nipponici, ha analizzato le sfide immediate legati all'aumento delle velocità di percorrenza in curva: "La velocità in curva influenzerà in modo significativo la gestione dell'energia e la guidabilità, perché l'uso dell'acceleratore cambierà notevolmente rispetto alle ultime gare. Nelle FP1 e FP2 saremo molto occupati ad adattarci alle nuove velocità di percorrenza del telaio per regolare la nostra gestione dell'energia".
L'Hungaroring, tracciato tradizionalmente poco sensibile alla pura potenza dei propulsori, si presenta come l'esame ideale per isolare la bontà del telaio di Newey prima dell'arrivo della nuova power unit Honda: "L'Ungheria è una pista meno sensibile per la parte di potenza rispetto a Spa, dove abbiamo perso molto tempo. Vedremo prima di tutto come si comporta il telaio in curva. Tecnicamente non ho grosse preoccupazioni nell'aver diviso i tempi di introduzione: raccogliere più dati possibili da questo evento prima di introdurre la nuova power unit è un punto positivo per noi", ha aggiunto Orihara.
Smentite seccamente anche le voci da paddock che parlavano di un incremento imminente di ben 15 cavalli con l'unita termica attesa in Olanda tra poco più di tre settimane. "Vorrei averlo quel numero, ma è una cifra piuttosto grande. Non posso descrivere la potenza nel dettaglio, ma la mia sensazione è che si tratti solo di un rumor. Non credo sia un numero reale", ha chiosato Orihara. La parola passa ora alla pista: le risposte del cronometro arriveranno domani, con la speranza che l'Aston Martin possa finalmente iniziare a scrivere tutta un'altra storia. E da cui, poi, Fernando Alonso trarrà le sue conclusioni per il futuro.