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Il sipario sul Gran Premio di Monaco 2026 è calato. È stata una gara ricca di colpi di scena, con la bandiera rossa e numerose penalità per eccesso di velocità in pit-lane. Questo ha creato una carambola che ha regalato all'Aston Martin il primo punto stagionale dopo un inizio drammatico. Risalire la china è complicato di fronte a un regolamento tecnico così sofisticato, che ha messo il team di Silverstone in una posizione difficile con un’AMR26 ricca di incognite e problematiche – dalle vibrazioni del motore Honda al progetto ideato da Adrian Newey – che, piano piano, stanno trovando una soluzione. Un piccolo sorriso ha campeggiato sul volto di Fernando Alonso, che ha agguantato finalmente la zona punti.
Foto copertina: ANSA
È vero, Monaco è una pista unica nel suo genere, ma Aston Martin porta a casa finalmente un punto, anche se frutto di penalità che hanno cambiato la gerarchia finale al taglio del traguardo. Dietro le quinte, però, il lavoro che stanno svolgendo è tanto: avere finalmente anche una soddisfazione – seppur minima – è un risultato che al team serviva per trovare una maggiore motivazione. Ora la Formula 1 è pronta a tornare in pista a Barcellona, lì dove tutto è iniziato sei mesi fa con i test a porte chiuse. Lì dove l’AMR26 ha debuttato ufficialmente, lì dove tutte le criticità del primo progetto di Adrian Newey e del motore Honda hanno preso vita con i colori di Aston Martin. Le difficoltà in questi primi appuntamenti sono state tante, ma finalmente un piccolo spiraglio in fondo al tunnel sembra essere spuntato.
Pedro de la Rosa, già alla vigilia della qualifica monegasca, ha espresso compiacimento per come le operazioni interne si stanno svolgendo, con i problemi più gravi – quello delle vibrazioni in primis – che stanno finalmente abbandonando le discussioni all’interno del box. Ora bisogna trovare la quadra necessaria per portare performance all’AMR26 e cambiare l’esito finale di questo primo anno della nuova era tecnica per la squadra di Lawrence Stroll. “È una pista veramente unica nel suo genere, dove il motore non è neanche così tanto essenziale. Ma qui abbiamo visto diverse volte come dei piloti siano riusciti a fare bene, e spero che questo accada anche per i nostri”, aveva detto Mike Krack nel media day di Monaco. E così è stato per Fernando Alonso, che ha svolto una gara pulita e senza penalità, trovandosi al posto giusto e al momento giusto ed entrando – dinanzi alle penalità altrui, in particolare quella di Sergio Perez – nella zona punti per la prima volta in questa stagione con un decimo posto. Non è andata altrettanto bene a Lance Stroll, che ha concluso la sua gara al giro 63 contro le barriere in uscita dalla Rascasse per un problema ai freni.
Monaco non sarà la pista per eccellenza per il motore, ma in casa Honda il lavoro è stato svolto con estrema precisione. “Abbiamo concentrato gli sforzi sul simulatore per ottimizzare ogni aspetto, soprattutto la gestione dell’energia per vedere come i piloti accelerano e come il pedale risponde. Poi abbiamo lavorato sulla guidabilità con alcuni test per migliorare la nostra accuratezza. La guidabilità resta il nostro principale punto di sviluppo. Dopo il Canada abbiamo lavorato per capire come fare bene qui a Monaco. E a Sakura hanno svolto test sulla dinamica”, ha rivelato Shintaro Orihara, Power Unit Chief Engineer e Trackside General Manager di Honda in F1.
“Monaco è unica per i bump che ci sono e per l’angolo di sterzata, ma quello che abbiamo capito qui ci servirà anche in altre gare della stagione, come Singapore, dove i muretti sono veramente ravvicinati e i piloti hanno bisogno di tanta fiducia nella macchina”, ha aggiunto Mike Krack. “La guidabilità – come spesso dice anche Orihara – è più un aspetto teorico da migliorare, ma permette ai piloti di guidare meglio, ed è quella la nostra volontà. È un aspetto che su piste come queste deve lavorare in sinergia con tanti altri fattori, e ci concentreremo molto su questo. Serve per mettere i piloti nel ritmo giusto, per avere una vettura più prevedibile e poi avvicinarci sempre di più al resto della griglia diventando sempre più veloci. Il nostro obiettivo è fare in modo che Fernando e Stroll siano il più fiduciosi possibile con la monoposto”.
Il problema delle vibrazioni delle batterie è stato risolto, ha confermato anche Pedro de la Rosa, ma ora bisogna affinare il progetto telaistico, meccanico e aerodinamico della vettura. E qui serve il tocco magico di Adrian Newey. L'ingegnere britannico è finalmente tornato in pista a Monaco per osservare da vicino, con il suo taccuino sotto braccio, come l’AMR26 si comporta in pista e quali sono le soluzioni che gli altri team stanno adottando. “Non lavora solo in fabbrica, serve che sia in pista per darci quanti più consigli possibili per portarci a migliorare sempre di più. Lui ha una grandissima esperienza”. E averlo nel box a Monaco ha portato decisamente fortuna.
Un aspetto che in Aston Martin hanno già migliorato è il sedile. In Canada il problema era stato fatale per Alonso, e anche Stroll se n'era spesso lamentato. Ora sembra che sia stata trovata la soluzione ideale. “Abbiamo cambiato l’angolatura. Eravamo qui a lavorare nel box già mercoledì mattina perché Fernando abita dietro l’angolo a Monaco, quindi ci siamo concentrati nel trovare il giusto compromesso facendo delle variazioni. Non abbiamo cambiato solamente l’angolazione del sedile, ma anche il posizionamento dei pedali: è un effetto a catena su tutto il resto, con regolazioni anche del peso, della distanza del volante e così via. Non si tratta mai di cambiare una cosa sola”, ha spiegato ancora Krack. Pedro de la Rosa è stato più dettagliato, rivelando che sono state fatte delle modifiche al sedile utilizzato lo scorso anno per adattarlo alla vettura attuale.
Un tema del weekend monegasco è stato l’ADUO. Al termine del Gran Premio del Canada, la Federazione ha terminato di raccogliere i dati necessari per deliberare la prima manche di ADUO. “Al momento stiamo ancora aspettando i risultati ufficiali”, ha rivelato Shintaro Orihara. Alcune indiscrezioni del paddock indicano la Red Bull come benchmark del motore endotermico, con Mercedes destinata a ricevere il 2% e la Ferrari tra il 2% e il 4%. Con quasi assoluta certezza, Honda sarà il motorista con la percentuale maggiore e dunque con due gettoni di sviluppo da spendere nel 2026 e due nel 2027. Motivo per cui a Sakura si lavora per aggiornamenti a lungo termine. “L’obiettivo è portare nuovi motori con sviluppi a lungo raggio, ma prima dobbiamo fare del lavoro CFD. Poi simulazione e infine test. Abbiamo già iniziato con uno sviluppo iniziale, ma ci manca il secondo step con la performance fisica, la performance nei test e ovviamente anche la reliability. Ci vorranno ancora delle settimane. Sarei felice che il nuovo motore arrivasse in estate, ma non so dire in quale estate”, ha chiosato pragmatico Orihara.
Non sarà un motore completamente nuovo, perché Orihara ha rivelato che “in alcune aree sarà l'evoluzione delle tecnologie attuali”. In particolare è la combustione che necessita di un maggiore intervento. Honda, così come gli altri motoristi, è anche in attesa di scoprire come si prefigurerà il regolamento del prossimo anno. “Vorrei tanto sapere quale sarà il flusso di carburante. È importante soprattutto per la reliability, quindi spero arrivi il prima possibile. Se sia già troppo tardi? Difficile da dire. Aspettiamo e facciamo tutto step-by-step”. A tenere banco sono le discussioni circa la suddivisione 60-40 a favore del motore endotermico rispetto all’attuale 50-50. “È la direzione giusta da intraprendere, ma la tempistica è importante”.