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Il Gran Premio di Monaco ha lasciato un retrogusto dolceamaro in casa Aston Martin. Un punto agguantato con i denti e arrivato ben tre ore e mezza dopo la bandiera a scacchi, grazie a una pioggia di penalità altrui, che ha regalato una boccata d’aria fresca a Silverstone dopo un avvio di stagione decisamente in salita. Ma la Formula 1 non si ferma e il nastro asfalto del Montmelò, teatro del Gran Premio di Barcellona, è già pronto a presentare un conto salatissimo. Su una pista vera, probante, che non concede sconti. A tracciare il bilancio alla vigilia del weekend spagnolo sono Mike Krack e Shintaro Orihara, responsabile dei motoristi Honda.
Foto copertina: ANSA
"È stato un sogno conquistare un punto a Monaco, ma qui sarà un po' più difficile", esordisce Mike Krack con la consueta schiettezza. "La pista non è così liscia, ma la macchina sta iniziando a girare. Questo è l’obiettivo”. Il weekend nel Principato è stato vissuto sul filo del rasoio. L’AMR26 ha faticato molto più del previsto fin dalle prime sessioni libere, costringendo la squadra a un approccio puramente strategico: "Sapevamo che non sarebbe stata una questione di pura performance, ma di posizione in pista e pulizia di guida. Avevamo previsto che ci sarebbero state molte penalità, lo si era capito già dai problemi con il limitatore in corsia box durante le libere. Per questo abbiamo deciso di prenderci più margine, circa 0,5 km/h, sacrificando qualcosa ma mettendo al sicuro la vettura da infrazioni stupide". Una scelta che ha pagato, permettendo al team di raccogliere una ricompensa insperata. "Non è il caso di rilassarsi o festeggiare troppo, ma è stato un ottimo premio per il duro lavoro di tutti a Silverstone e in pista. È stato un momento di sollievo, credetemi, perché finora è stata davvero dura".
Ora, però, Barcellona rappresenta l'esame di maturità. "In Spagna non c'è posto per nascondersi. Normalmente, dopo questa gara capisci davvero l’efficacia degli aggiornamenti e hai un riscontro reale sul tuo passo. Sappiamo che questo tracciato è durissimo per il pacchetto tecnico. Dobbiamo proteggere i nostri piloti da un eventuale eccesso di negatività, perché le caratteristiche della pista esalteranno i nostri punti deboli e c'è poco che loro possano fare al volante”. Le aspettative, specialmente quelle di Fernando Alonso, rimangono altissime in vista dei prossimi sviluppi. "Fernando ha detto che le cose cambieranno drasticamente quando arriverà il pacchetto di aggiornamenti. Ha ragione a mettere pressione: investiamo tempo e denaro nella ricerca, non lo facciamo per 'vedere se funziona'. Deve funzionare, e siamo fiduciosi che sarà così".
Krack è tornato anche sull'incidente di Lance Stroll a Monte Carlo, chiarendo la dinamica: "Durante la gara abbiamo avuto problemi di guidabilità e abbiamo chiesto ai piloti di utilizzare le marce più basse possibili per favorire il recupero di energia e il boost del motore. Lance ha provato a inserire la prima marcia per capire che reazione avrebbe avuto la macchina, ma ha avvertito quello che ha descritto come un 'kick', una spinta improvvisa che lo ha mandato fuori traiettoria di pochissimi centimetri, dove c'erano i detriti che lo hanno spedito a muro. Inizialmente pensava fosse un problema legato al motore, ma crediamo che la prima origine del problema risieda nel lavoro che dobbiamo fare sul cambio".
Sul fronte power unit, il lavoro dei tecnici giapponesi è incessante. La Federazione ha recentemente inviato ai costruttori i dati dell'ADUO, confermando le stime della vigilia con Red Bull come punto di riferimento. "Abbiamo ricevuto i numeri dalla FIA, ma al momento non posso divulgarli", spiega Shintaro Orihara. "Le nostre aspettative erano simili a quanto emerso: dobbiamo riconoscere che RBPT ha fatto un ottimo lavoro e rispettiamo il loro operato. Ora siamo concentrati sullo sviluppo delle prestazioni in vista del periodo estivo, lavorando in particolare sulla camera di combustione e sulla riduzione degli attriti".
I progressi si vedono al banco, ma il percorso è stretto: "All'inizio della stagione abbiamo lavorato sulle simulazioni e sul monocilindro, ora siamo passati allo sviluppo del V6. Vedo numeri positivi in fabbrica, ma la competizione è feroce e non c'è margine di errore. Vedremo miglioramenti significativi intorno all'estate, ma non abbiamo budget da sprecare”. A Barcellona, una delle sfide cruciali sarà la gestione del clipping (il taglio di potenza elettrica alla fine dei rettilinei), simile a quanto visto a Suzuka e Shanghai. "Il punto critico qui sarà l'ultima curva: potremmo spingere un po' di più, ma questo influenzerebbe negativamente la gestione dell'energia. Dobbiamo monitorare costantemente i piloti tramite l'applicazione per ottimizzare il sistema".
Orihara ha poi risposto alle critiche dei piloti sulla guidabilità riscontrata a Monaco: "Abbiamo fatto passi avanti sulla stabilità della combustione, ma a Monaco è emerso un altro problema: la perdita di armonia tra il motore termico e l'erogazione della coppia. Quando questo equilibrio si rompe, il pilota avverte quel fastidioso effetto di spinta anomala. Abbiamo individuato l'area e sappiamo come intervenire".
Infine, uno sguardo al futuro regolamentare e all'incremento di potenza previsto per il prossimo anno: "Un aumento del 5% della potenza è un obiettivo ragionevole per l'attuale configurazione. Possiamo adeguarci senza modifiche strutturali all'hardware, anche se dovremo lavorare molto sull'affidabilità perché quel carico extra ha un impatto sulle componenti. Ma la filosofia resta semplice: se diamo al pilota la vettura più veloce e guidabile possibile, lui sarà felice. E questo è il nostro unico lavoro".