Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
La McLaren MCL40 nella prima parte della stagione 2026 di Formula 1 ha mostrato diverse fragilità, che hanno esposto i maggiori svantaggi legati allo sfruttamento della power unit di un fornitore nel nuovo ciclo regolamentare. A Monaco è arrivata l’ultima tegola, con Lando Norris costretto al ritiro. “Il problema è legato al motore endotermico, o quantomeno non all’elettrico – ha spiegato Andrea Stella dopo la gara -. Perché quando si parla di endotermico con questa generazione di power unit si intende anche il turbo. L’inconveniente di venerdì, invece, riguardava l’ERS. È un problema nuovo, e dobbiamo guardare con maggiore attenzione ai dettagli di quello che è successo”.
E in McLaren, come spiega il team principal, non si prendono alla leggera queste fragilità. “Abbiamo avuto altri problemi con la power unit. Penso che finora sia stata l’area più rilevante per l’affidabilità. Ma per Lando in Canada si trattava del cambio. Stiamo effettuando le nostre valutazioni non solo in termini di performance, ma anche di affidabilità. Questi problemi singolarmente li comprendiamo, li possiamo risolvere. Ma così tanti inconvenienti possono essere sintomatici della gioventù del progetto. Non abbiamo mai pensato prima che essere un team cliente potesse costituire uno svantaggio”.
Stella, però, ci ha tenuto a fare una debita precisazione. “Quando dico questo, non intendo che non siamo una priorità rilevante per HPP (la divisione power unit della Mercedes, ndr). È semplicemente questione di avere meno tempo a disposizione per integrare, per risolvere con la stessa velocità i problemi di affidabilità o di sfruttamento della power unit dal punto di vista della performance”. I vantaggi in termini di integrazione legati all’avere una power unit prodotta in-house sono evidenti, e secondo Stella hanno delle inevitabili ricadute sull’affidabilità, specialmente nel contesto di un cambiamento regolamentare “così ampio”.
“Voglio però essere corretto nei confronti del nostro fornitore di motori, con cui abbiamo un rapporto fantastico e di grande successo. Questa ottima relazione ci consente di analizzare componente per componente, in modo tale da risolvere il problema tecnico. Ma quando non sai cosa accadrà, non è sufficiente ragionare punto per punto. Bisogna valutare la profondità e l’intensità delle riunioni, oltre alla loro efficacia. L’impegno, la condivisione di informazioni, i processi tra fabbrica e fabbrica, da camion a camion”.
“Nel 2026 ci sono così tante novità, e questo richiede un nuovo livello di collaborazione rispetto a quanto fatto in precedenza. Queste conversazioni vanno avanti da mesi, ma come sempre in F1, c’è sempre un tempo di esecuzione”. Lo dicevamo già in tempi non sospetti, che integrazione sarebbe stata una delle parole chiave nella nuova era tecnica della F1. E il fatto che la McLaren sia l’unico top team senza una power unit prioritaria si sta rivelando un forte handicap, in questa prima fase della stagione 2026 di Formula 1.