Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il sabato dell'Hungaroring si chiude con una griglia di partenza riscritta a motori spenti. Non bastava la tensione di una qualifica tiratissima a infiammare la vigilia della pausa estiva della Formula 1: a spegnere i sorrisi nei box Ferrari e Mercedes sono arrivate le decisioni dei commissari sportivi, giunte ore dopo il termine della sessione. Lewis Hamilton e Andrea Kimi Antonelli, che avevano conquistato piazzamenti di rilievo sul tracciato magiaro, saranno costretti a prendere il via rispettivamente dalla quinta e dalla settima posizione sullo schieramento di partenza. Due storie diverse, due infrazioni distinte, ma identico è l'effetto sulla gara di domani, dove rimontare sul tortuoso nastro d'asfalto ungherese sarà un'impresa.
Per Lewis Hamilton la sanzione nasce da un classico ed evitabile cortocircuito di comunicazione. Alla staccata di curva 1, mentre completava un giro di rientro dopo il suo tentativo lanciato, il sette volte campione del mondo procedeva a velocità ridotta proprio lungo la traiettoria ideale. Alle sue spalle sopraggiungeva a piena velocità la McLaren di Oscar Piastri, nel bel mezzo del proprio giro veloce. Il pilota australiano si è trovato l'ostacolo improvviso davanti al muso, ed è stato costretto a uno scarto violento verso l'esterno, abortendo inevitabilmente la tornata. Nel confronto con i commissari, Hamilton si è difeso spiegando di non aver ricevuto via radio l'avviso dal muretto Ferrari se non quando Piastri era ormai a ridosso dei suoi scarichi, aggiungendo come la geometria della traiettoria e la posizione della vettura rendessero l'avversario del tutto invisibile negli specchietti retrovisori. Giustificazioni che non hanno ammorbidito la direzione gara: l'impedimento è stato giudicato palese e ingiustificato, traducendosi in una penalità di tre posizioni in griglia che ridimensiona le ambizioni di partenza del britannico.
Decisamente più complessa e ricca di sfumature tecniche è invece la dinamica che ha portato alla penalizzazione di Andrea Kimi Antonelli. Il giovanissimo talento della Mercedes è finito sotto la lente d'ingrandimento della FIA per non aver rallentato a sufficienza alla curva 14 in regime di singola bandiera gialla, esposta per il testacoda di Max Verstappen. La telemetria, analizzata al millesimo dai commissari, ha raccontato una storia di confini sottilissimi: Antonelli ha effettivamente alzato il piede dal pedale dell'acceleratore con 16 metri d'anticipo rispetto al suo miglior passaggio precedente, facendo segnare una velocità d'ingresso nel settore inferiore di 14 km/h. Tuttavia, per via di un rilascio anticipato dei freni nel cuore della piega, la sua Mercedes è transitata davanti al punto dell'impatto a una velocità superiore di 3 km/h rispetto al giro lanciato, chiudendo il mini-settore con un tempo inferiore di appena tre centesimi di secondo e un rallentamento complessivo non superiore all'1%.
I commissari non hanno potuto far finta di nulla di fronte a un tempo sul giro sostanzialmente inalterato, ma hanno riconosciuto al giovane bolognese l'attenuante della buona fede e della reazione immediata nei limiti dello spazio di frenata a disposizione. Invece delle cinque posizioni previste dalle linee guida standard per il mancato rispetto delle bandiere gialle, ad Antonelli sono state inflitte tre posizioni di arretramento e un punto sulla superlicenza. Una punizione mitigata ma amara, che costringe Kimi a scivolare in quarta fila.