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Un sesto posto amaro, sigillato da un testacoda all'ultima curva mentre cercava di ricucire il margine dai primi, che racconta però solo una minima parte della giornata di Max Verstappen all'Hungaroring. Dietro la bandiera gialla provocata nel suo ultimo tentativo lanciato nelle qualifiche del Gran Premio d'Ungheria si cela un quadro tecnico decisamente più complesso e allarmante per il pilota olandese. La sua monoposto, con il passare dei minuti e con il gommarsi dell'asfalto, anziché guadagnare aderenza, ha intrapreso una parabola discendente che l’ha lasciato quasi privo di difese nell'abitacolo.
A fare la differenza, in negativo, è stata un'anomalia di comportamento rara e difficile da digerire per un pilota. Se solitamente l'evoluzione della pista regala maggiore grip con il susseguirsi dei passaggi, sulla vettura di Verstappen la stabilità è crollata progressivamente. Un fenomeno che l’olandese ha descritto con estrema lucidità al termine della sessione: "Quando a degradare non sono le gomme ma la macchina, allora hai un grande problema. È proprio quello che sta succedendo. La vettura continuava a peggiorare, giro dopo giro. Più tornate completavo, più diventava difficile mettere insieme un passaggio pulito. In vista della gara dobbiamo assolutamente risolvere la situazione, perché così l'auto non è guidabile".
La perdita di equilibrio si è palesata in tutta la sua evidenza proprio nell'ultima piega del tracciato magiaro, dove l'ingresso in curva ha tradito Verstappen innescando l'impatto evitato con le barriere ma non il testacoda. L'asse posteriore ha smesso improvvisamente di generare appoggio, rendendo la guida un esercizio di costante sopravvivenza al volante. "Come si è visto nell'ultima curva, basta inserire la macchina e il posteriore è semplicemente inesistente. È davvero assurdo", ha spiegato il campione olandese, confermando che l'analisi della telemetria ha subito evidenziato anomalie sul piano aerodinamico: "I dati mostravano una perdita di carico aerodinamico che continuava ad accentuarsi. Di solito si migliora grazie al grip che si deposita sull'asfalto, invece io continuavo ad avere sempre più sovrasterzo, fino a trovarmi con una vettura incontrollabile in alcuni ingressi di curva”.