Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Un sesto tempo finale che si trasforma in una quinta posizione sulla griglia di partenza grazie alla penalità comminata ad Oscar Piastri. Alla vigilia del Gran Premio d’Italia 2026, il bilancio delle qualifiche di Max Verstappen a Monza lascia intravedere un potenziale tecnico incoraggiante per la Red Bull RB22, guastato tuttavia dal riproporsi di troppe sbavature gestionali ed intoppi meccanici che continuano a frenare la corsa del quattro volte campione del mondo olandese.
Nonostante il piazzamento in terza fila, il feeling con la monoposto nella fase decisiva della sessione aveva regalato sensazioni che da tempo mancavano all'interno del box di Milton Keynes. “Nelle qualifiche la vettura era finalmente nella giusta finestra di utilizzo, non l'abbiamo nemmeno dovuta toccare troppo”, ha spiegato Verstappen al termine della sessione. “Nel primo tentativo in Q3 avevo comunque una scia ed è andata bene. Non pensavo di poter lottare per la pole position, ma per una volta la RB22 era davvero comoda da guidare ed è stato piacevole. Quando la macchina risponde bene ti senti a tuo agio, ma purtroppo poi è emerso l'ennesimo problema”.
Tra le note stonate del sabato brianzolo figurano la mancata collaborazione con il compagno di squadra Liam Lawson - fuori nel Q3 anche a causa dell'impeding di Oscar Piastri - per i giochi di scie e un improvviso vuoto di erogazione della Power Unit mentre cercava la posizione in pista. “In teoria il piano era che Liam mi desse la scia in Q3, ma è stato ostacolato alla variante della Roggia e la strategia è saltata. Quando poi si verificano certi inconvenienti, guidare diventa difficilissimo: la macchina perde la linea ideale sui cordoli e sui dossi e si perde tantissimo tempo. Più tardi, quando ho provato ad accelerare per mettermi dietro a Kimi, c'è stato un taglio di potenza dal motore”.
L'amarezza di Max non risiede tanto nella prestazione pura della monoposto, apparsa bilanciata nei tratti veloci del Tempio della Velocità, quanto nella continuità con cui piccole anomalie operative e problemi di affidabilità condizionano i weekend di gara. “Non è la prima volta che succede, anzi accade fin troppo spesso. Ci sono troppi fine settimana in cui qualcosa va storto, che si tratti di freni o di altri componenti che non funzionano al cento per cento. È un problema che trasciniamo da tempo, presente persino sulla vecchia vettura. Voglio solo avere una macchina lineare: non so più cosa dire”.
In vista dei 53 giri della domenica, la risalita dal quinto posto resta un obiettivo ampiamente alla portata, sia per le doti velocistiche della RB22 sul dritto sia per la naturale conformazione del tracciato milanese, da sempre favorevole ai sorpassi. “Vedremo cosa succederà domani, spero solo che non saremo troppo lenti. La chiave per la gara sarà riuscire a rompere il gioco delle scie per staccare chi sta dietro. Sarà una gara intensa, potremmo vedere anche qualche contatto nei primi giri, ma cercheremo di giocarci al meglio le nostre carte”.