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Le aspettative della marea rossa accorsa all’Autodromo Nazionale di Monza erano alte, spinte anche dall’arrivo dell’aggiornamento del motore Ferrari con il secondo gettone di ADUO. Eppure, il verdetto del sabato di qualifica del Gran Premio d’Italia 2026 ha confermato il trend dell’intera stagione: la Scuderia fatica sul giro secco contro la concorrenza motorizzata Mercedes, e oggi, compresa l’Alpine di Pierre Gasly. Sul tracciato di casa, Charles Leclerc aveva inizialmente chiuso la sessione in quarta posizione, salvo poi ereditare la terza piazza in griglia grazie alla penalità comminata ad Oscar Piastri per impeding. Un piccolo sorriso in un pomeriggio complesso, segnato da problemi di gestione energetica che hanno limitato il potenziale della SF-26.
I dubbi sul rendimento sui rettilinei brianzoli e sul divario accumulato non hanno sorpreso del tutto il monegasco, che analizza con grande lucidità la situazione emersa nel Q3: "È sempre deludente non essere davanti, ma è anche vero che ci aspettavamo un divario significativo venendo qui. Forse non ci aspettavamo questo gap con la squadra che è davanti. Ma prima di tutto sono molto felice per Pierre: se lo merita, ha fatto un lavoro incredibile. Per quanto ci riguarda, non siamo stati affatto perfetti durante questa qualifica. Abbiamo avuto parecchi problemi in sottofondo".
La complessità del tracciato di Monza mette a dura prova la power unit, e per la Ferrari le difficoltà si sono concentrate proprio nel momento decisivo, senza alcun preavviso nelle sessioni precedenti: "Questa è una pista molto esigente e difficile per ottimizzare tutto dal punto di vista della power unit. Abbiamo lavorato in modo subottimale e alla fine ne abbiamo pagato il prezzo. I problemi erano legati alla gestione dell'energia: è qualcosa che dovremo analizzare bene, perché non avevamo riscontrato nessuno di questi difetti prima delle qualifiche, e doverli gestire per la prima volta durante la sessione non è stato l'ideale".
I momenti di tensione non sono mancati nemmeno nel Q2, quando sia Leclerc che Hamilton hanno rischiato l'eliminazione: "È stato particolarmente nervoso perché ho iniziato il mio ultimo tentativo in Q2 con gomme nuove, proprio quando si è verificato il problema più grande sulla batteria. Per questo il mio tempo sul giro era del tutto fuori target. Speravo che il primo crono bastasse per passare il taglio, ed è andata bene. Ma resta comunque un'emozione speciale trovarsi in questa posizione, specialmente qui a Monza".
Il grande interrogativo guarda ora alla gara di domenica, dove la gestione dei rettilinei e l'effetto "yo-yo" con l'ibrido rischiano di esporre la Ferrari agli attacchi dei rivali: "Mi aspetto che saremo più forti, ma è vero che sui rettilinei soffriremo e saremo piuttosto esposti agli altri. Tuttavia, siamo veloci nei tratti guidati, quindi spero che questo ci aiuti a restare in partita. L'effetto yo-yo sarà un fattore domani, a meno che non ci allineiamo tutti magicamente sulla stessa strategia, cosa di cui dubito perché ci sono limiti fisici superabili solo fino a un certo punto. Ci sono rettilinei in cui noi dobbiamo scegliere di non erogare potenza, mentre la Mercedes eroga anche dove noi non possiamo. Vediamo se riusciremo a trovare un piccolo miracolo per sorprenderli in qualche altro punto del tracciato".
Entrando nei dettagli tecnici sulla superiorità della power unit tedesca, Leclerc offre una lettura chiara dei meccanismi in gioco: "È una sorta di circolo vizioso. Appena hai molta più potenza dal motore termico, finisci per erogare l'elettrico più tardi in uscita di curva, perché l'unità termica ti spinge già forte. Di conseguenza stacchi l'ibrido più tardi lungo il rettilineo. Scommetterei sul fatto che sia la loro potenza termica ad essere significativamente più alta".
Nonostante i limiti evidenziati dal cronometro, Leclerc non rinuncia all'ambizione massima davanti ai propri tifosi, sottolineando come l'esecuzione perfetta faccia la differenza con le vetture attuali: "Vincere resta comunque l'obiettivo. Sarà dura, sicuramente, ma il passo non è fuori dal mondo: si tratta solo di capire quanto saremo vulnerabili nei rettilinei. Come abbiamo detto molte volte, con queste auto appena sei un po' fuori dalla finestra ottimale della power unit perdi tantissimo. Vale anche il contrario: quando fai tutto alla perfezione puoi fare una grande differenza. Per quanto riguarda la guida a Monza, staccare la potenza a metà rettilineo è doloroso e brutto come sensazione, ma non è così terribile come sembra sulla carta, anche se non la definirei la guida più divertente mai vista qui".