F1. Russell sbaglia un gol a porta vuota. E Gasly si prende Monza con una mossa perfetta

F1. Russell sbaglia un gol a porta vuota. E Gasly si prende Monza con una mossa perfetta
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A sei anni esatti dalla sua vittoria in una Monza silenziosa senza il suo pubblico, Pierre Gasly ha scatenato un boato con la sua pole position a sorpresa nelle qualifiche del Gran Premio di Monza 2026 di Formula 1
5 settembre 2026

George Russell oggi ha sbagliato un gol a porta vuota, nelle qualifiche del Gran Premio d’Italia 2026 di Formula 1. Era l’unica punta della Mercedes, con Andrea Kimi Antonelli pronto a fargli da scudiero vista la penalità che dovrà scontare in griglia. Sono stati appena 60 millesimi a tradire il favorito della vigilia, beffato da una vera e propria sorpresa. Preventivare una partenza al palo di Pierre Gasly sarebbe stato impossibile, eppure sarà lui a scattare dalla pole position a Monza, sei anni dopo la sua vittoria con l’Alpha Tauri.

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Dopo gli aggiornamenti arrivati a Zandvoort, di cui beneficia in questo weekend di gara anche Franco Colapinto, l’Alpine ha sicuramente trovato nuova linfa per imporsi a centro classifica. Ma arrivare dove si è spinto Gasly oggi è stato possibile grazie al senso per il giro secco del milanese d’adozione, ma soprattutto per un fattore che a Monza con il nuovo ciclo tecnico ha fatto una differenza spaventosa. Il gioco delle scie è stata la vera chiave della lotta sul giro secco a Monza, e l’Alpine ha messo in scena una coreografia perfetta.

Gasly e Colapinto hanno saputo alternarsi alla perfezione sin dalla Q1, e nell’ultimo tentativo della Q3, partendo per ultimi, hanno potuto beneficiare della scia delle Ferrari. È stata la tempesta perfetta per un team che ieri si era preso la ribalta per le dichiarazioni shock di Flavio Briatore sull’appello relativo al risultato del GP di Monaco. La strada domani per Gasly sarà giocoforza in salita, visti gli avversari che lo circonderanno. Ma la pole position è un risultato assolutamente ragguardevole per un pilota che lo scorso anno ha spesso saputo elevare il pessimo materiale a sua disposizione.

In salita sarà sicuramente pure la gara di Oscar Piastri, protagonista di un palese impeding nei confronti di Liam Lawson nella Q2. La penalità di tre posizioni in griglia era inevitabile per il migliore dei due piloti di casa McLaren. Lando Norris, dal canto suo, si è lamentato per tutta la qualifica dalla sensazione restituita dal pedale del freno della sua MCL40 alla prima curva. Iniziare un giro lanciato con un’iniezione di sfiducia non aiuta sicuramente a esprimersi al meglio, ma la MCL40 si conferma una monoposto in difficoltà sul dritto, al netto dei problemi con la batteria avuti a Monza.

Nelle qualifiche di oggi, l’esecuzione ha avuto un peso cruciale. E in Ferrari ancora una volta questo è risultato un tasto dolente. Basti vedere cosa è successo in Q3 a Lewis Hamilton, che ha perso 25 secondi perché le gomme non erano state montate sulla sua SF-26. Ma il sette volte campione del mondo aveva già rischiato grosso nella tranche precedente delle qualifiche, salvandosi per un solo millesimo su Gabriel Bortoleto. Hamilton avrebbe dovuto prodursi in due giri di cool down prima di un secondo tentativo, ma non ha potuto farlo. L’attesa è stata troppo lunga.

In Ferrari ci sono stati anche dei singhiozzi in termini di gestione dell’energia, come ammesso da Leclerc dopo le qualifiche. La mancata ottimizzazione di questo fattore ha fatto sì che la Rossa non riuscisse a massimizzare il risultato. Su una pista come Monza, il deficit in termini di potenza endotermica si fa sentire, anche se ridotto con l’introduzione della nuova specifica frutto dell’ADUO. E lo fa in maniera duplice, visto che la potenza extra garantisce una ricarica più efficace e un margine maggiore per compensare i momenti in cui la batteria è in affanno.

Max Verstappen, dal canto suo, ha dovuto fare i conti con un problema che le monoposto di casa Red Bull si portano dietro da anni. L’incapacità di assorbire al meglio i cordoli e le asperità del terreno non può non farsi sentire su una pista con una personalità spiccata come quella di Monza. È stata una noia in più in un contesto in cui, come ha sottolineato il sempre puntuale Andrea Stella, la posizione in pista conta tanto quanto la prestazione secca, oltre alla gestione dell’energia. In un mare di insidie e di cavilli tecnici, a fare la differenza è stato Pierre Gasly, capace di chiudere un cerchio che aveva iniziato a tracciare sei anni fa, con quella vittoria nel silenzio assordante di una Monza senza il suo pubblico.

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