F1. “C’è una luce in fondo al tunnel, ma si fa sempre più fioca”: Hamilton punge la Ferrari sul gioco di squadra a Monza

F1. “C’è una luce in fondo al tunnel, ma si fa sempre più fioca”: Hamilton punge la Ferrari sul gioco di squadra a Monza
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A Monza serviva la perfezione tattica per scavalcare le scuderie di testa, ma Lewis Hamilton si ritrova quinto tra traffico e scie mancate: il verdetto del sette volte campione del mondo sulla qualifica Ferrari
5 settembre 2026

Per un solo millesimo ha rischiato di non accedere neanche al Q3, ma alla fine ha concluso la qualifica del Gran Premio d’Italia 2026 con il quinto tempo. Una sessione complessa, resa ancora più caotica dalle condizioni di estremo traffico sul tracciato di Monza, che potrebbe però regalargli la seconda fila qualora arrivasse la penalizzazione per Oscar Piastri dopo l'impeding ai danni di Liam Lawson nel Q2. Una sorpresa ritrovarsi così indietro per la Ferrari dopo le buone indicazioni del venerdì, ma per Lewis Hamilton il nodo del problema non sta nell'esecuzione pura del lavoro, quanto piuttosto in un gioco di squadra che a Monza – più che altrove – fa la differenza tra un giro perfetto e un'opportunità sfumata.

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I presupposti per fare bene c'erano tutti, complice un feeling con la monoposto ritrovato dopo il lavoro svolto nella notte dal box di Maranello. "La FP3 è andata davvero bene, sulla macchina hanno fatto un ottimo lavoro durante la notte ed ero molto contento. Per la prima volta in assoluto non ho cambiato nulla prima di andare in qualifica, mi sentivo fiducioso. Ho fatto il primo giro nel Q1 e mi sentivo solido, poi ho aspettato di riutilizzare quel set per il Q2".

A spezzare il ritmo e la strategia pianificata è stato però il caos generato dalle solite tattiche di attesa lungo la pit lane, con nessuno disposto a prendere la pista per primo a fare da apripista per gli altri. "L'idea era di fare un programma push-cool-push, ma dato che tutti stavano aspettando e nessuno voleva uscire per primo, ho dovuto attendere a mia volta, e alla fine sono riuscito a fare un solo giro lanciato. Questo ci ha reso le cose parecchio difficili. Poi nel Q3, in pratica, non avevo le ruote montate sulla macchina e tutti sono usciti mentre il mio motore era già acceso. Sono uscito con circa 25 secondi di ritardo e questo mi ha fatto perdere completamente il ritmo".

Sulla pista brianzola il gioco delle scie è cruciale per guadagnare quei decimi fondamentali sui rettilinei. Trovarsi isolati o fuori tempo significa compromettere il riferimento nei punti di staccata. "Quando segui un'altra macchina e sei in scia arrivi molto più veloce, quindi le staccate cambiano completamente. Quando sei da solo la perdi, ed è lì che va via tantissimo tempo. La collaborazione tra compagni di squadra qui è davvero fondamentale. Non capisco del tutto perché ci sia mancato così tanto passo nel Q2, dovremmo analizzare se c'entra la pressione delle gomme o le caratteristiche della mescola rispetto agli altri, ma alla fine il team si è concentrato unicamente sul cercare di dare una scia equa a ciascun pilota e ci siamo semplicemente incagliati".

Nonostante le difficoltà, la visione a lungo termine resta ancorata all'orgoglio per i progressi tecnici della squadra, pur nella consapevolezza che in pista serve una gestione più aggressiva ed efficace dei momenti chiave. "C'è una luce in fondo al tunnel, ma si fa sempre più fioca man mano che andiamo avanti nella stagione. Anche se la squadra sta facendo un lavoro straordinario nel portare aggiornamenti e spingerci avanti – e sono davvero orgoglioso di tutti, non potrei fare quello che faccio senza vedere l'enorme impegno alle mie spalle – anche in pista dobbiamo correggere il tiro e agire di conseguenza per assicurarci di ottenere il risultato di cui abbiamo bisogno".

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