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Il Gran Premio di Monaco 2026 non è ancora finito nonostante il Circus sia già a Barcellona per l'appuntamento catalano. A quattro giorni dalla bandiera a scacchi nel Principato, una tempesta legale rischia di ribaltare il verdetto della pista, riaprendo clamorosamente i giochi per quel podio così intensamente festeggiato da Pierre Gasly.
La FIA ha infatti accolto ufficialmente il Diritto di Revisione (Right of Review) presentato dalla Alpine in merito alle sanzioni inflitte al francese per un presunto eccesso di velocità nella pit lane. I commissari sportivi, riunitisi in videoconferenza, hanno decretato che l’istanza del team francese è ammissibile, riconoscendo l'esistenza di un "elemento nuovo, significativo e rilevante" che non era a disposizione della Direzione Gara domenica scorsa. Un colpo di scena che mette a nudo un clamoroso cortocircuito nei sistemi di cronometraggio ufficiali della Formula 1.
A far crollare il castello di accuse della Federazione non sono state le pur accorate difese di Pierre Gasly – che ha presentato una dichiarazione scritta per testimoniare il suo approccio estremamente prudente all'ingresso box, dopo essere stato tassativamente avvisato via radio dai suoi ingegneri –, né la telemetria interna della vettura numero 10, che mostrava il limitatore correttamente inserito prima della linea bianca. A pesare come un macigno è stata la clamorosa ammissione della FOM, il fornitore ufficiale del cronometraggio del Circus. I dati arrivati mercoledì 10 giugno hanno certificato l'errore: la distanza utilizzata per calcolare la velocità di Alpine nella pit lane era errata, portando a una sovrastima matematica della velocità di Gasly. In parole povere, il sistema ha calcolato una sanzione su una pista "fantasma", più corta o deformata nei calcoli rispetto a quella reale.
Il documento della FIA svela anche un retroscena tesissimo dietro le quinte del weekend monegasco. Gli steward hanno ammesso di essersi insospettiti dopo che il sistema aveva segnalato ben tre infrazioni per eccesso di velocità nella corsia box. Davanti a una tale anomalia, i commissari avevano esplicitamente chiesto al Race Control se vi fossero irregolarità nell'impianto, ricevendone però rassicurazioni. Una certezza crollata solo quarantotto ore dopo. La difesa d'ufficio di FIA e FOM ha respinto con forza l'accusa di Alpine secondo cui i tecnici fossero a conoscenza del bug già prima della corsa, ma la sostanza non cambia: Gasly è stato punito per un errore algoritmico. Ora la palla passa alla seconda parte dell'udienza, dove si discuterà il merito e si viaggerà verso la cancellazione della penalità. Un verdetto che, per una manciata di secondi cancellati a tavolino, potrebbe ridisegnare la classifica del GP di Monaco, trasformando la delusione di Pierre in una clamorosa e tardiva notte di festa. Isack Hadjar rischia così di dover restituire al “leggimo” proprietario il trofeo del terzo posto a Monte Carlo.