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Il Gran Premio di Barcellona ha da sempre il sapore dei bilanci, ma per Sergio Perez e la Cadillac il ritorno in Europa è un misto di rimpianto e feroce determinazione. Quello che doveva essere il primo storico punto del team a Monaco si è sciolto nel retroscena di una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pit-lane. Eppure, alla vigilia della sfida al Montmelò, Checo non cerca scuse.
"È stato un po' un mix di emozioni, ovviamente", ammette Perez ripensando alla domenica di Monte Carlo. "È stata una gara davvero fantastica con tutto quello che è successo, tutto quello che ci è capitato. Abbiamo avuto ogni singolo problema che si potesse immaginare. La corsa ci ha dato un'opportunità, che abbiamo colto con entrambe le mani. Sfortunatamente, alla fine ho preso la penalità, il che ha reso tutto un po' meno dolce".
Il messicano non si nasconde dietro ai commissari e si assume la piena responsabilità dell'infrazione per eccesso di velocità in corsia box: "Ovviamente mi prendo la responsabilità. Allo stesso tempo, quando operi così tanto al limite come pilota... Ho fatto buone partenze perché massimizzo ogni singolo centimetro. Cerco di mantenere le gomme il più calde possibile. Ciò significa che faccio i miei burnout il più vicino possibile al box. Ho spinto tutto al limite, fino all'ultimo centimetro, e sono andato un po' oltre". A complicare le cose visivamente ci ha pensato anche la conformazione del tracciato: "Ero giù nell'ombra. Anche quando hanno provato a guardare la telecamera a circuito chiuso, non ci sono riusciti perché c'era un'ombra, c'è un albero sopra. Quindi era un po' in ombra. Non era così chiaro per me".
Nonostante la delusione per la beffa post-gara, il pilota Cadillac guarda al quadro generale e al futuro del progetto: "Alla fine è un punto. Credo che la decisione non sarà definita da un solo punto. Finché continuiamo a migliorare e restiamo sulla giusta traiettoria, se troviamo un po' più di ritmo e siamo un po' più vicini nei tracciati normali, penso che con il livello a cui sto operando sarò in grado di riprendermeli".
Barcellona rappresenterà il vero termometro della vettura dopo i test invernali. "Sarà cruciale. Penso che qui ci sarà un quadro più normale di dove siamo e di quanti progressi abbiamo fatto da quando siamo stati qui a gennaio. Non mi aspetto che saremo così vicini come negli ultimi due o tre fine settimana. Dobbiamo solo continuare a trovare il massimo possibile, il prima possibile".
Analizzando i problemi tecnici della monoposto americana, Perez è estremamente lucido: "Penso che non siamo evoluti molto nel ride (il comportamento sulle sconnessioni). Al momento il ride è davvero scarso. Penso invece che abbiamo fatto molta strada in termini di carico ed aero, abbiamo fatto dei buoni progressi. Ma ovviamente stiamo lottando contro i migliori team del mondo, quelli più consolidati, quindi non siamo in una situazione facile al momento".
C'è spazio anche per una battuta sulle vetture attuali e sul perché abbia risposto negativamente alla prospettiva di monoposto più piacevoli da guidare nei prossimi anni con le modifiche regolamentari: "Alla fine avremo gli stessi motori e la cosa non cambierà il mondo. Non si tornerà mai a quello che avevamo prima, quindi non mi aspetto che cambi molto. Quando sono arrivato in Formula 1 c'erano grandi macchine. Il 2011, il 2020 è stata una vettura fantastica con la Mercedes rosa [così era stata soprannominata la Racing Point]… Anche i miei anni in Red Bull sono stati fantastici da guidare, molto divertenti. Le auto di adesso sono un po' più leggere, quindi dal punto di vista del bilanciamento sono belle, ma la quantità di cose che dobbiamo gestire con questi motori ibridi le rende un po' meno divertenti".
La motivazione, però, resta intatta, legata a quel fuoco sacro che lo tiene nel paddock anno dopo anno: "Al momento sto ragionando anno per anno. Mi sto divertendo adesso. Alla fine, amo la competizione. Sai, gare come Monaco, le montagne russe che vivi durante i fine settimana... Questo è qualcosa che mi dà molto divertimento, lavorare con la mia squadra, con un nuovo team, il progetto. Ma alla fine voglio anche godermi le macchine. Voglio essere messo alla prova fisicamente, quel tipo di sfida. Quindi sì, vediamo quando arriverà tutto questo".