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Siamo giunti al settimo appuntamento stagionale, il Gran Premio di Barcellona 2026, che coincide con la settima apparizione ufficiale in Formula 1 della Cadillac. L’anno di debutto per il team americano, come ampiamente preannunciato, si sta rivelando una complessa curva di apprendimento in cui ogni aspetto essenziale deve ancora essere rodato: dalle operazioni in pista alla comunicazione interna, fino al lavoro di sviluppo dei piloti. Proprio su questo punto, Cadillac ha voluto andare sul sicuro. Essendo alla prima esperienza iridata, Dan Towriss, CEO della squadra, ha preferito affidarsi a due piloti di grande esperienza nel paddock come Sergio Pérez e Valtteri Bottas.
Il team americano è ufficialmente il fanalino di coda di questa prima parte di stagione, ancora a quota zero punti in classifica – sia nella graduatoria piloti che in quella costruttori. In realtà, un punto era stato conquistato sul campo da Sergio Pérez al traguardo del Gran Premio di Monaco, ma le numerose penalità fioccate per eccesso di velocità in pit-lane, di cui una comminata anche al messicano, hanno strappato via il primo storico piazzamento a punti della Cadillac in Formula 1. Una gioia che nel box tutti avevano auspicato e già accennato a festeggiare, poi andata in frantumi. Sarebbe stato un piccolo premio per tutti gli sforzi che gli uomini e le donne della squadra americana stanno compiendo in questo primo anno, dove tutto deve essere appreso e strutturato. Tuttavia, il team sperava che contare su due piloti navigati come Pérez e Bottas potesse accelerare i tempi e aiutarli a trovare la quadra necessaria per ambientarsi nello spietato mondo della F1.
Al punto che, prima di approdare nel Principato di Monaco, nel paddock avevano iniziato a circolare insistenti voci riguardo al futuro della line-up. In particolare, era Valtteri Bottas a sembrare destinato a lasciare i colori della Cadillac a stagione in corso, non solo per la mancanza di acuti in classifica, ma soprattutto per un deficit di passo rispetto al compagno di squadra messicano. Dan Towriss, CEO di Cadillac, ha voluto però smentire categoricamente questo scenario. “Il loro feedback è molto importante per lo sviluppo della vettura”, ha esordito. “Penso che entrambi i piloti stiano facendo esattamente quello che vogliamo che facciano. Credo che abbiamo visto un Checo ringiovanito in pista. Ammiro molto quanto si diverta a correre. Si vede che la sua fiducia cresce, il feedback migliora. I progressi non sono sempre lineari, quindi ovviamente Valtteri non è allo stesso ritmo di Checo, ma sta facendo tutto quello che gli chiediamo, e anche il suo feedback è utile, dato che stiamo cercando di migliorare la stabilità del posteriore e dettagli di questo tipo. Quindi sì, è fantastico, ed entrambi sono fondamentali per far progredire questa macchina”.
Successivamente è arrivata la secca risposta circa le speculazioni sul futuro di Bottas con Cadillac, alle quali già il team principal Graeme Lowdon aveva tentato di mettere un freno: “Siamo solo a poche gare e Valtteri sta facendo tutto quello che gli chiediamo. Quindi, quando ho visto per la prima volta alcune notizie, la mia reazione è stata: 'Wow, abbiamo effettivamente mostrato progressi tali che la gente inizia a mettere in discussione i nostri piloti'. A quanto pare, Checo se ne andrà e Valtteri verrà licenziato, e ci ritroveremo senza piloti. Quindi, chiaramente, siamo contenti di entrambi, loro sono impegnati con noi e noi siamo impegnati con loro. Siamo molto fiduciosi di avere Valtteri in squadra. Abbiamo il massimo rispetto per lui. E giusto per essere chiari, non ci sono state discussioni sul fatto che le prestazioni di Valtteri possano influenzare il suo futuro con il team. Siamo impegnati con Valtteri, come ho detto, e Valtteri è impegnato con noi”, ha proseguito Towriss. La speranza è che, con l’andare avanti della stagione e lo sviluppo del progetto, il finlandese possa ritrovare la sua magia in pista. “Penso che, man mano che questa macchina si sviluppa, ovviamente abbiamo bisogno, dobbiamo continuare a trovare più carico aerodinamico sulla vettura, e ogni pilota lo percepisce in modo diverso, e il progresso non è sempre lineare in questo senso. Quindi, quello che Checo sente oggi è che sta progredendo, e sono fiducioso che Valtteri ci arriverà molto, molto presto”.
Mentre Bottas e Pérez aiutano Cadillac a costruire le proprie fondamenta in Formula 1, il team americano guarda già al domani, coltivando il talento che verrà. Ha infatti deciso di lanciare la sua scommessa europea con il giovane Colton Herta, facendolo crescere nelle formule propedeutiche e spingendolo a lasciare la propria zona di comfort in IndyCar. A che punto è il percorso del pilota statunitense? “Sì, ci aspettavamo sicuramente degli alti e bassi. Penso che una parte importante del cammino in Formula 2 sia stata imparare le piste e le gomme. Ovviamente in Formula 1 il passo sul giro singolo è fondamentale, così come essere in grado di preparare gli pneumatici e scendere in pista per fare il tempo. E queste sono gomme molto diverse da quelle con cui Colton ha corso per tutta la sua carriera, quindi deve reimparare e scoprire nuovi tracciati man mano che andiamo avanti. Mi piacciono i progressi che sta facendo, tutto è in linea con le aspettative e sta andando proprio come previsto”.
Dan Towriss ha poi analizzato in generale le prestazioni e le evoluzioni che Cadillac ha mostrato nel corso di questi mesi, dal debutto assoluto in Formula 1 a oggi. “Credo che portare una vettura di Formula 1 in pista per i test pre-stagionali sia un processo, ma gestire un team, considerando gli aggiornamenti e tutto ciò che accade durante le gare dell'anno, sia un lavoro completamente diverso. Questa organizzazione sta maturando sotto i nostri occhi, continuando ad apportare tutti i miglioramenti necessari: in ogni tappa si tratta di prestazioni della vettura, pit stop, organizzazione nel garage, lavoro in fabbrica. Tutti questi flussi di lavoro si svolgono simultaneamente. Sono molto contento dei progressi, ma allo stesso tempo non tutto è al massimo delle sue potenzialità, quindi c'è sempre del margine, c'è sempre di più da fare. Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra soddisfazione e insoddisfazione”.
Nel frattempo, all’interno del paddock continua a tenere banco la questione dei motori e delle modifiche regolamentari che verranno apportate per il 2027, in particolare sul fronte del flusso di carburante. Cadillac al momento è cliente della Ferrari, ma a partire dal 2029 diventerà motorista a tutti gli effetti, motivo per cui ha pienamente voce in capitolo sul futuro delle power unit. “Sì, penso che per quanto riguarda il motore del 2027, di nuovo, sia un lavoro in corso. C'è molto da fare ed è una negoziazione complessa. Un cambiamento può avvantaggiare una squadra o un gruppo più di un altro. Penso che la cosa principale sia che non possiamo andare troppo veloci, anche se il tempo è essenziale. È uno scenario molto intricato. C'è molto lavoro di modellazione da fare per capire cosa questi cambiamenti possono ottenere in pista per i piloti senza riaprire l'omologazione o intervenire troppo sul telaio. Quindi questo resta da vedere.
“Per quanto riguarda la futura power unit, siamo sulla buona strada per un'unità V6 nel 2029. Si parla anche di un V8 in arrivo più avanti, e credo che, come ha dichiarato pubblicamente la GM, saremmo molto felici di costruire anche un motore V8. Quindi c'è ancora molto lavoro da fare, molte trattative con i costruttori di power unit da portare a termine, e vedremo cosa succederà”.