F1. "Avevamo la macchina per la pole, è dura da mandare giù": la rabbia di Hamilton e la penalità in Ungheria

F1. "Avevamo la macchina per la pole, è dura da mandare giù": la rabbia di Hamilton e la penalità in Ungheria
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"L'ultimo giro è stato il peggiore, fa male". Lewis Hamilton analizza le qualifiche a Budapest tra l'amarezza per il tempo sfuggito, la penalità con Piastri e la fiducia nel passo Ferrari
25 luglio 2026

L’amarezza di chi sa di avere tra le mani la macchina giusta, ma vede sfuggire il risultato ideale per una manciata di millesimi e una serie di dettagli storti. Per Lewis Hamilton le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria 2026 sono state un’ottima dimostrazione di forza tecnica della SF-26, ma si sono concluse con un boccone difficile da mandare giù. La pista prima e poi la decisione dei commissari: una sequenza di eventi che ha trasformato quella che doveva essere una potenziale prima fila rossa in un quinto posto in griglia di partenza.

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Il cronometro aveva illuso nel primo tentativo della Q3, quando il sette volte campione del mondo si era piazzato davanti a tutti con un tempo stellare. Poi però, nell’assalto finale, la strategia di uscire per primi dai box ha lasciato più di un dubbio. Un’uscita anticipata che lo stesso Lewis non si aspettava: "Non so perché siamo usciti per primi, ed è stato un po' uno shock per me. Sicuramente non avrei scelto di andare per primo, ma ormai è andata così. Ho avuto un giro di lancio pulito, ma quando ho iniziato il mio giro veloce, già alla curva 1 ho avuto una sbandata ed ero già in ritardo di un decimo e mezzo. Da lì è stato un effetto domino. Quindi sì, l'ultimo giro è stato il peggiore di tutti, mentre tutti gli altri erano stati davvero ottimi. Avevamo chiaramente la macchina per fare la pole position oggi e semplicemente non ci sono riuscito. È davvero dura da ingoiare".

A fare la differenza, prima ancora del verdetto dei commissari che avrebbe poi stravolto la griglia, sono stati appena 12 millesimi nei confronti della McLaren di Lando Norris. Un divario impercettibile su una pista complessa come quella magiara, ma sufficiente per far pendere l'ago della bilancia dalla parte dei rivali. Hamilton, tuttavia, non cerca scuse nel confronto diretto con chi gli sta davanti: "Non è particolarmente rilevante parlarne adesso. Alla fine della fiera, Lando ha fatto il suo lavoro e ha tirato fuori un gran giro, mentre io non ci sono riuscito nell'ultimo tentativo. È andata così".

Al di là della delusione per il tempo finale, traspare un orgoglio visibile per la crescita dimostrata dalla monoposto di Maranello, frutto di un lavoro incessante di sviluppo che sta pagando in termini di pura velocità: "Penso che la macchina sia semplicemente forte sotto ogni aspetto. Il team ha fatto davvero un ottimo lavoro e voglio dire un grandissimo grazie a tutti i ragazzi a casa e in fabbrica per continuare a spingere e per portare pezzi nuovi ogni singolo fine settimana. Stiamo innovando ed evolvendo continuamente la vettura. È notte e giorno rispetto alla macchina che avevamo l'anno scorso, e sono grato di aver spinto la vettura fino a questo punto e di aver aiutato a svilupparla per far sì che oggi possiamo lottare lì davanti per la vittoria. Ma il livello tra i primi è incredibilmente vicino e, in fin dei conti, devi essere perfetto per prenderti la prima posizione".

Sull'episodio dell'impeding ai danni di Oscar Piastri — avvenuto alla staccata della prima curva mentre l’australiano si apprestava a lanciare il suo tentativo e il britannico chiudeva il proprio —, Hamilton ha chiarito la dinamica dal suo punto di vista prima di conoscere il verdetto ufficiale della FIA: "Mi è stato detto che arrivava letteralmente quando era già al punto di corda dietro di me, quindi non avevo assolutamente idea che stesse arrivando. Pensavo che fossero tutti nel giro di lancio. Tutti sono usciti dietro di me, io ero il primo della fila, quindi pensavo che tutti avessero già completato il loro giro. Charles, credo, era la macchina dietro di me quando sono uscito dalla pit lane, per quanto ne sapessi. È stato folle, perché fino a quel momento era stato tutto pulito, e ovviamente non c'era alcuna intenzione".

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