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Il sabato del Gran Premio d'Italia a Monza non è soltanto il giorno delle qualifiche della Formula 1, ma si è trasformato nella vetrina perfetta per sbirciare nel futuro del motorsport. Tra la passione travolgente dei tifosi e l'attività in pista, la Formula 2 ha svelato ufficialmente la monoposto che debutterà nella stagione 2027. Noi di Automoto.it eravamo presenti alla presentazione e alla successiva conferenza stampa con Bruno Michel, CEO della F2, e Nikolas Tombazis, Direttore delle Monoposto della FIA, che hanno illustrato nel dettaglio la filosofia e le soluzioni tecniche alla base di questo importante progetto che plasmerà i campioni di domani.
L'obiettivo principale della nuova vettura è chiarissimo: ridurre ulteriormente il distacco tecnico tra F2 e Formula 1, consentendo ai giovani talenti della categoria propedeutica di arrivare sempre più pronti al grande salto nel Circus.
Negli ultimi anni, la filiera della F2 ha dimostrato la bontà del proprio lavoro con percorsi straordinari: pensiamo a Kimi Antonelli, capace di compiere il salto in F1 con la Mercedes dopo una sola stagione nella serie cadetta e subito in grado di lottare per il campionato, Oliver Bearman e Arvid Lindblad, o a Leonardo Fornaroli, passato direttamente al ruolo di sviluppo in McLaren dopo aver conquistato il titolo lo scorso anno. E prima ancora Franco Colapinto, Oscar Piastri, Lando Norris, Charles Leclerc, George Russell e Alexander Albon. La nuova F2 2027 nasce proprio per far sì che storie come queste non siano eccezioni guidate dal puro talento, ma il risultato naturale di una piattaforma formativa all'avanguardia.
Come ha ribadito Bruno Michel durante la presentazione: "La missione della Formula 2 è sempre stata quella di preparare i piloti per la Formula 1 e assicurarsi che, quando ci arrivano, siano pronti. La vettura gioca un ruolo fondamentale in questa preparazione. Cerchiamo sempre di avvicinarci il più possibile a ciò che è la Formula 1 in quel momento, per far sì che i piloti siano pronti quando fanno il salto”.
Alla domanda sulle perplessità sollevate da alcuni addetti ai lavori riguardo alle differenze di stile di guida tra F2 e F1, emerse nei casi di piloti che non hanno dominato la F2 ma si sono poi adattati rapidamente alla F1 (come lo stesso Kimi o Ollie Bearman), Tombazis ci ha tenuto a precisare il valore formativo della categoria: "Non sono molto d'accordo con questa valutazione. Ci sono anche tantissimi altri esempi di campioni in Formula 2 che poi hanno vinto in Formula 1. Kimi era ancora molto nuovo in F2 e stava imparando: aveva iniziato a vincere, la stagione è finita ed è passato in F1, dove ha passato un anno a imparare prima di vincere parecchio. Non vorrei sostenere l'idea che la guida sia così diversa. Le auto sono diverse. Ci sono molte cose aggiuntive che le persone devono imparare in F1 per gestire le vetture e ci sono molti più dettagli. Chiaramente qualcuno fa quel passo meglio di altri. Ma il mio messaggio di base è che la Formula 2 rimane un ultimo passo fondamentale ed estremamente valido prima di arrivare in Formula 1”.
Per mantenere la sostenibilità finanziaria dei team e contenere i costi — priorità assoluta per la FIA — si è scelto di conservare il telaio monoscocca in carbonio Dallara introdotto nel 2024. Tuttavia, l'intera veste aerodinamica è stata riprogettata per rispecchiare fedelmente le dinamiche dei flussi d'aria della F1 moderna.
Nikolas Tombazis ha illustrato le ragioni tecniche di questa evoluzione: "Ci sono modifiche molto significative sull'aerodinamica. C'è stato il desiderio di allinearsi molto di più alla filosofia della Formula 1. Le modifiche principali riguardano il modo in cui viene gestita la scia della ruota anteriore. La piccola paratia davanti alla pancia aiuta a mantenere la scia della ruota anteriore molto vicina alla parte interna della vettura e a farla passare sopra il fondo, tra la zona 'coke bottle' e la ruota posteriore. Questo garantisce che la scia diretta alla vettura che segue sia molto più pulita, perché l'upwash dell'ala posteriore sposta l'aria sporca più in alto, lasciando in basso aria più pulita proveniente dall’esterno".
Il lavoro non si è limitato alle ali anteriori e posteriori, ma ha coinvolto l'intero pacchetto dinamico, regalando alla vettura circa 25 punti di carico aerodinamico in più: "L'intera vettura è cambiata dal punto di vista aerodinamico”, ha aggiunto Tombazis. "Nell'aerodinamica delle monoposto moderne tutti questi componenti interagiscono tra loro. Non si può cambiare solo l'ala anteriore e lasciare il resto invariato. Il fondo è cambiato, così come fondamentalmente tutta la macchina. La vettura ha circa 25 punti di carico in più e un po' più di resistenza, circa tre punti. È fondamentalmente una vettura molto più efficiente”.
Una delle novità funzionali più attese è l'introduzione del motore di avviamento integrato (on-board starter), sviluppato insieme a Hewland integrando il sistema nel cambio sequenziale a 6 rapporti. Fino ad oggi, un pilota di F2 che finiva in testacoda era destinato al ritiro o a provocare l'ingresso della Safety Car. Con lo starter a bordo, il pilota potrà ripartire autonomamente, azzerando le interruzioni inutili della gara. "L'aggiunta del motorino di avviamento permetterà di evitare, dal punto di vista sportivo, di avere vetture piantate in pista ed evitare di interrompere il flusso delle gare per questo motivo", ha sottolineato Tombazis. "Non penso sia un miracolo ingegneristico, si trattava solo di dedicare un po' di tempo e accettare un minimo di peso in più, che è più che compensato dalla migliore aerodinamica”.
A differenza della F1, la F2 2027 manterrà invece il sistema DRS tradizionale senza passare all'aerodinamica attiva. "In Formula 1 l'aerodinamica attiva è stata introdotta per via delle caratteristiche di erogazione dell'energia dei motori elettrici rispetto al motore termico", ha chiarito Tombazis. "Questo non è un problema in Formula 2, dove la potenza proviene interamente dal motore a combustione, quindi non c'era bisogno di un'aerodinamica mobile e il DRS rimane un concetto del tutto valido. La principale ragione per l'adozione del nuovo sistema sull'ala posteriore è stata fondamentalmente quella di allinearsi al look generale delle vetture di F1. L'autorità del DRS, ovvero quanta riduzione del drag si ottiene e quale delta di velocità si genera, è leggermente migliorata con questo nuovo design”.
Sollecitato anche sul tema della sicurezza e delle strutture d'impatto, Tombazis ha spiegato: "Questa vettura è stata introdotta nel 2024 secondo i parametri di sicurezza della Formula 1 di quel momento. La priorità qui era mantenere lo stesso telaio per ragioni di costo e per la sostenibilità finanziaria dello sport. Quindi si è deciso di mantenere lo stesso telaio; di conseguenza, non ci sono importanti aggiornamenti sulla sicurezza che arriveranno probabilmente nella prossima generazione nel 2030. Credo che gli standard di sicurezza siano già estremamente elevati in F2”.
L'introduzione di un nuovo pacchetto tecnico rappresenta sempre un'opportunità di azzerare i valori in campo. Alla domanda sulla possibilità di vedere una rivoluzione nella griglia di partenza, Bruno Michel ha commentato: "Quando introduciamo una nuova vettura sappiamo che ci sarà sicuramente un rimescolamento nell'ordine delle squadre. Ovviamente anche i piloti fanno una differenza enorme, non sono solo i team. Ma l'idea quando introduciamo una nuova macchina è sempre quella di far lavorare un po' di più gli ingegneri e non farli adagiare su ciò che hanno fatto negli ultimi due o tre anni”.
Tombazis ha fatto eco alle parole di Michel: "I margini sono molto più piccoli in F2 e la comprensione della piattaforma della vettura è ciò che dà il vantaggio ad alcuni team rispetto ad altri. Anche se i dati della galleria del vento vanno a tutti, chi interpreta quei dati nel modo migliore e chi ottimizza l'assetto farà la differenza”.
Sui futuri ingressi nei team e sull'interesse dimostrato da nuove strutture (tra cui la squadra legata a Lando Norris), Bruno Michel ha confermato: "Siamo nel processo di selezione in questo momento e presenteremo la lista dei team entro un mese, un mese e mezzo. La squadra di Lando Norris ha fatto richiesta di licenza e la stiamo valutando come ogni altra richiesta. Ci sono molti team che vorrebbero entrare in F2 al momento, è un campionato molto sano. Ma non aumenteremo il numero di squadre, terremo 22 piloti che sono ideali per i 22 posti in F1”.
I primi test condotti da Paul Aron a Barcellona e all'Hungaroring hanno già dato risposte entusiaste. "Paul ha guidato anche la vettura precedente, quindi ha potuto fare un confronto diretto", ha riferito Bruno Michel. "Ci ha detto che la macchina è molto piacevole da guidare, che l'aumento di carico si sente chiaramente e che il leggero peso dello starter non si percepisce affatto”.
Per quanto riguarda la tabella di marcia, la F2 centralizzerà i test in galleria del vento al 100% per fornire tutti i dati tecnici direttamente alle squadre, azzerando i costi extra per i singoli team. Il primo kit della nuova vettura verrà consegnato alle squadre a dicembre 2026, mentre il secondo arriverà a fine gennaio 2027, prima dei grandi test collettivi con tutte le 22 monoposto in pista.
La F2 2027 si prefigura così non come un semplice restyling, ma come l'anello di congiunzione definitivo verso il vertice del motorsport: una scuola ad altissima tecnologia pensata per forgiare i campioni del futuro.