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La prima pole position stagionale della McLaren arriva sui saliscendi dell’Hungaroring, al termine di una qualifica al cardiopalmo e alla vigilia della pausa estiva. Lando Norris fa la differenza nel settore centrale e regala al team di Woking una gioia enorme, completata dalla terza posizione di Oscar Piastri, abile a capitalizzare le penalità comminate a Lewis Hamilton e Kimi Antonelli. A portare la MCL40 davanti a tutti, però, è stato un pacchetto di aggiornamenti – incentrato principalmente sul nuovo fondo e su alcune modifiche ai condotti dei freni – unitamente a un’esecuzione immacolata.
Ma a mente fredda, il Team Principal Andrea Stella tiene i piedi ben saldi a terra e analizza con totale franchezza la mappa dei valori in campo, riconoscendo come il potenziale puro della Rossa fosse teoricamente superiore. “A essere onesti, non pensavamo che gli aggiornamenti sarebbero bastati per essere in pole position qui in Ungheria, dove sapevamo che la Ferrari sarebbe stata la favorita assoluta. Guardando attentamente i dati, prendendo i migliori settori di Leclerc e Hamilton, crediamo che siano ancora loro ad avere il potenziale più alto. Questa pole è figlia dell'esecuzione: un'esecuzione eccezionale da parte della squadra nell'adattarsi a condizioni difficili e un'esecuzione perfetta da parte dei piloti”.
Le caratteristiche della pista ungherese hanno comunque messo a nudo differenze tecniche sostanziali tra le monoposto di vertice. Stella riconosce con grande sportività la superiorità della SF-26 nei tratti guidati: “Credo che la Ferrari abbia ancora il miglior telaio del lotto in termini di grip a centro curva. Si nota in modo evidente nelle staccate a bassa velocità, come a curva 1 o alle curve 12 e 13: lì rimangono avanti rispetto a tutti gli altri. Noi siamo riusciti a migliorare nelle curve a medio-alta velocità, pareggiando i conti con la Ferrari, ma nei tratti lenti perdiamo ancora un margine consistente. La cosa singolare è che parte del nostro guadagno rispetto a loro lo costruiamo in rettilineo, grazie al lavoro svolto in sinergia con Mercedes HPP sulla Power Unit, che ha risolto le incongruenze viste a Spa”.
Nel garage McLaren le strategie di sviluppo proseguono secondo i piani, con il nuovo fondo che ha risposto esattamente alle simulazioni senza alterare il bilanciamento dinamico. Un vantaggio non da poco per Norris, la cui crescita tecnica e mentale continua a impressionare la dirigenza: “Lando sta continuando una traiettoria intrapresa lo scorso anno. Abbiamo lavorato per dargli una vettura di cui potesse fidarsi e di cui non dovesse preoccuparsi troppo alla guida, ma parallelamente c'è stato un grande lavoro sull'approccio, sulla gestione emotiva e sulle aspettative. Oggi guida meglio perché è il risultato di un percorso costante di crescita. Ha un'immensa consapevolezza di ciò che vuole dalla macchina e sa come ottenerlo”.
Resta invece un velo di rammarico per la qualifica di Oscar Piastri, limitato nel lavoro di messa a punto e impossibilitato a chiudere l'ultimo tentativo nel Q3 per via dell'impeding subito da Hamilton: “Per Oscar l'impatto maggiore sul weekend è stato l'aver saltato le FP1 per l'alternanza prevista nel team. Su un tracciato dove l'asfalto e il vento rendevano ogni curva una scommessa, saltare quella sessione si è fatto sentire. Nonostante non avesse le novità al venerdì, la sua progressione in qualifica era ottima: il grande rammarico è non aver potuto completare l'ultimo giro lanciato in Q3, dove avrebbe potuto scalare ulteriore terreno”.
Un risultato straordinario, dunque, ma che secondo Stella non deve spalancare le porte a facili trionfalismi in vista della seconda metà del campionato: “Questa pole position è un 'overdelivery', un risultato andato oltre le aspettative. Siamo solo a metà stagione e se vogliamo rimanere con continuità in questa posizione dovremo continuare a sviluppare la vettura e trovarle addosso ancora mezzo secondo da qui alla fine dell’anno".