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Trasparenza, nessun segreto e la voglia matta di remare tutti nella stessa direzione. Quando la tensione rischia di far saltare il banco, Lewis Hamilton sceglie la via del confronto diretto. A pochi giorni dai veleni e dagli scintilli di Monza, dove le incomprensioni e i contatti ravvicinati tra le due SF-26 avevano lasciato un retrogusto amaro in casa Ferrari, il sette volte campione del mondo si presenta alla vigilia dell'inedito Gran Premio di Madrid ripercorrendo punto su punto ogni tema della sua vigilia: dal patto d'onore con Charles Leclerc alla caccia alla Mercedes, fino ai dettagli tecnici su simulatore, e-mail passate e assetti.
A fare da apripista nel weekend madrileno è il primo impatto con la pista. Un tracciato del tutto nuovo su cui Hamilton ha già mosso i primi passi durante un filming day, anche se il britannico ridimensiona subito l'eventuale vantaggio strategico. "Penso che non dia praticamente alcun vantaggio. La pista era super impolverata, c'era zero aderenza. Non puoi cambiare la macchina perché non è un test, era solo una sessione per le riprese. Non andavamo nemmeno a tavoletta in molte curve, avevamo poca potenza e poca aderenza. L'unica cosa utile è che ho visto da che parte girano le curve, ma onestamente non credo dia un reale beneficio". Un aiuto ben più concreto arriva dalla tecnologia di Maranello: "Non credo che la realtà virtuale tolga emozione al debuttare su un nuovo circuito, anzi ti aiuta a prepararti. Sono grato per i simulatori, riducono notevolmente la curva di apprendimento. Tra tutti i nuovi tracciati su cui ho guidato, questo e forse Gedda sono i due più difficili in assoluto per trovare il limite della macchina e le traiettorie giuste".
Ma è quando il discorso scivola sulle recenti incomprensioni ai box e sulle scaramucce con il compagno di squadra che i toni si fanno più intensi. Tre qualifiche operative complesse e due gare con momenti di confusione tra i piloti necessitavano di un chiarimento immediato. "Lunedì ho parlato con Fred e abbiamo avuto una discussione del tutto chiara e diretta. È naturale avere opinioni differenti, ma alla fine ci si ritrova e si trova una strada comune per andare avanti. Il lato positivo di questi ultimi quindici mesi è che siamo arrivati ad avere una grandissima comunicazione interna, e la stessa cosa vale tra me e Charles".
Sulle indiscrezioni relative a presunte regole d'ingaggio ufficiali richieste alla squadra dopo il contatto di Monza alla prima variante, Hamilton chiarisce la situazione: "L'argomento faceva parte della discussione, ma non c'è nulla di concordato o in arrivo. In questo momento sono solo concentrato sul fare un weekend migliore. In seguito parleremo di come fare meglio, ma non abbiamo avuto molto tempo: non puoi cambiare le cose in due giorni. Se si guarda alla storia di questo sport, cose del genere sono già successe, quindi non è una tragedia".
Un passaggio fondamentale riguarda la maturità mostrata da Leclerc nell'assumersi la responsabilità della manovra a Monza. "La cosa fantastica è che nessuno dei due si è tirato indietro di fronte a un confronto. Ci siamo seduti faccia a faccia, solo io e lui, e ne abbiamo parlato. Siamo stati aperti, onesti, e abbiamo messo una pietra sopra a quanto accaduto. Questo dimostra la sua maturità ed è qualcosa di sano. È un rapporto che abbiamo costruito nel tempo. Ci saranno sempre momenti di frustrazione e situazioni in cui saremo vicinissimi in pista, semplicemente perché abbiamo un passo quasi identico ed entrambi vogliamo vincere con la stessa intensità. Ma è stato un momento davvero positivo".
A chi gli chiede se non sia arrivato il momento per la Ferrari di puntare tutto su di lui per il campionato, chiedendo a Leclerc di scudierarlo, Lewis risponde senza esitazioni. "Non è questo ciò che ho chiesto. Si tratta solo di assicurarci di eseguire tutto al meglio per ottenere il miglior risultato per il team, invece di ostacolarci a vicenda e finire quarti e quinti. Lavorando insieme possiamo puntare al podio e portare a casa più punti. Guardando alla Mercedes, nell'ultima gara era sei decimi più veloce solo sui rettilinei; su quasi tutte le altre piste perdiamo tre o quattro decimi solo sui rettilinei. Abbiamo fatto un ottimo lavoro considerando questo deficit, introducendo miglioramenti alla macchina e al motore. Sapevamo che l'ultimo aggiornamento non sarebbe stato la bacchetta magica per chiudere del tutto il gap, ma per me è positivo vedere che facciamo costantemente passi avanti. La Mercedes è velocissima e non è facile, ma anziché concentrarci su di loro dobbiamo pensare a noi stessi e a ottimizzare i nostri weekend. Se saremo costanti, magari ci sarà un momento in cui potremo approfittare di un loro passo falso".
E a proposito del titolo mondiale, la visione di Hamilton resta pragmatica: "Matematicamente è ancora possibile, ma è il distacco più grande che io abbia mai visto da molto, molto tempo a questo punto dell'anno. La realtà dice che la Mercedes è leader, sono davanti e stanno facendo un lavoro fantastico. Noi dobbiamo solo cercare di fare del nostro meglio ogni weekend".
Il lavoro di perfezionamento delle procedure box e della comunicazione interna non è però una pratica da archiviare in poche ore. "È un processo a lungo termine, non qualcosa che si risolve per questo fine settimana. Ci sono tantissime parti in movimento, c'è una cultura radicata da molto tempo e muovere grandi pezzi non è semplice. Si parte dal parlarne, dal riconoscere le criticità – cosa che internamente abbiamo fatto – e poi si lavora alle soluzioni insieme. Probabilmente proveremo cose nuove e all'inizio non andranno bene, ma alla fine arriveremo dove vogliamo". Sollecitato anche sui presunti documenti ed e-mail inviati al team lo scorso anno con indicazioni sulle aree di miglioramento, la risposta di Lewis sfoggia tutta la sua schiettezza: "Non ricordo. Non mi ricordo di tutte le e-mail che ho inviato l'anno scorso, mi spiace ma non ricordo se la comunicazione ne facesse già parte".
L'attenzione torna infine sulla pista di Madrid, sui cordoli e sul bilanciamento della SF-26. "I ragazzi fanno un gran lavoro al simulatore e spesso arriviamo in pista con un assetto di partenza già buono. La macchina è molto sensibile alle modifiche e bisogna tenere costantemente in conto il vento, la temperatura dell'asfalto, l'evoluzione del grip e le temperature delle gomme. Credo che avremo una buona base da cui partire. Ci sono alcune similitudini nei cordoli rispetto a posti come Montreal, dove la Mercedes era molto veloce, ma lì c'erano molti più rettilinei. Madrid sarà una sfida enorme".