"Svegliavo mio padre alle 4 per la F1, oggi corro a casa mia": la confessione di Sainz a Madrid. E sulle questioni in casa Ferrari dice...

'Svegliavo mio padre alle 4 per la F1, oggi corro a casa mia': la confessione di Sainz a Madrid. E sulle questioni in casa Ferrari dice...
Pubblicità
Dalla stanza d'infanzia al circuito di casa: Carlos Sainz si racconta alla vigilia del GP di Madrid tra l'emozione della sua gente, le difficoltà Williams e il retroscena sui duelli in Ferrari con Leclerc
10 settembre 2026

Per Carlos Sainz, il fine settimana di Madrid non è semplicemente un Gran Premio di casa: è un ritorno alle origini, un viaggio nel tempo che riavvolge il nastro di oltre vent'anni. Dalla stanza di quando era un bambino di dieci anni, pronto a svegliare il padre alle quattro del mattino per non perdersi la partenza del Gran Premio d'Australia, fino alla griglia di partenza disegnata tra le strade della sua città. Il pilota della Williams affronta la vigilia dell'appuntamento madrileño avvolto in un'atmosfera carica di emotività, godendosi la rarissima sensazione di dormire proprio nella casa dei suoi genitori, tra le mura dove tutto è iniziato.

Foto copertina: ANSA

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

I primi passi da piccolino li ho mossi proprio qui, sognando soltanto di diventare un pilota di Formula 1", racconta Sainz con un velo di nostalgia. "E oggi, quasi venticinque anni dopo, ritrovatomi qui a correre da pilota nella mia città... è qualcosa di pazzesco anche solo da pensare. Sono incredibilmente orgoglioso e intendo godermela al massimo. Sarà un weekend intenso, ma soprattutto molto emozionante”. Un ritorno che ha inevitabilmente generato una caccia al biglietto senza precedenti tra parenti e amici. Per la sua tribuna personale, la "Grada 55", Carlos ha riservato un centinaio di pass per la famiglia, andati esauriti nel giro di due giorni: “L'anno prossimo dovrò tenermene da parte qualcuno in più! Tra amici e parenti c'è una logistica impressionante da gestire, ho persino un team che si occupa solo dell'organizzazione dei pass. Tutti a Madrid sono entusiasti di vedere da vicino il paddock e il circuito dopo averlo visto crescere negli ultimi due anni”. 

E se l'affetto della sua gente è garantito, le aspettative della pista impongono una realistica prudenza. Il tracciato di Madrid – descritto dallo spagnolo come una pista di carattere, carismatica e diversa dal solito – sulla carta non si sposa al meglio con i punti deboli della FW48. La Williams attende un aggiornamento al telaio a Baku per ritrovare la zona punti con maggiore continuità, ma Carlos non cerca scuse per la tappa casalinga: “Non è un mistero che per noi sarà un weekend difficile su questo layout. Lavorerò duramente per far sì che questa sia l'ultima volta in cui vengo a Madrid senza la possibilità di lottare per qualcosa di più grande. Questo weekend mi servirà da aperitivo per preparare il terreno in vista del prossimo anno, quando spero di avere un pacchetto più competitivo per regalare al pubblico un risultato all’altezza”.  Ai suoi tifosi, però, il madrileno garantisce il massimo impegno, consapevole dell'energia che riceverà dalle tribune: “Posso solo promettere che darò tutto me stesso. Sarò a tavoletta per farli divertire. Dedicherò del tempo extra ai tifosi, alla mia famiglia e ai miei amici: sarà faticoso dal punto di vista mentale e fisico, ma mi darà una carica positiva enorme”.

ANSA

Interpellato poi da ex pilota Ferrari sulle recenti dinamiche interne a Maranello e sulla gestione dei duelli in pista tra compagni di squadra, Carlos ha offerto la sua prospettiva basata sui quattro anni vissuti accanto a Charles Leclerc: “Quando hai due compagni di squadra competitivi che lottano per i podi o per le vittorie, queste situazioni accadono sempre. A volte te le prendi in partenza, altre volte con la strategia, e un giorno sei scontento mentre quello dopo vieni favorito. Con Charles capitava due o tre volte all'anno di avere una discussione o un diverbio dopo la gara, ma la sera stessa o la mattina seguente ci chiamavamo e chiarivamo tutto. La cosa fondamentale è sempre stata saper risolvere le cose tra di noi per poi andare avanti insieme”.

Oggi, però, la testa di Sainz è tutta per la sua Madrid, la città che ha visto nascere la sua passione guardando le imprese di Fernando Alonso e che oggi lo riabbraccia da eroe locale: “Quel bambino di dieci anni che voleva essere come Fernando e che amava la Formula 1 non avrebbe mai creduto di correre un giorno un Gran Premio proprio qui. È per questo che per me tutto questo ha un valore unico”.

Pubblicità