Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Chi sono i promossi e i bocciati di Montecarlo? Scopriamolo sfogliando le pagelle del Gran Premio di Monaco 2026 di Formula 1.
La quinta vittoria di fila, già di per sé imprevedibile e imprevista da tutti (Antonelli compreso, forse) alla vigilia del Mondiale, è arrivata sulla pista sulla carta più ostica tecnicamente per la Mercedes. Infatti stavolta il team tedesco non è apparso la solita armata invincibile, ma è stato il pilota italiano a fare la differenza, in modo impressionante non solo rispetto alla sua età e ancora ridotta esperienza, ma proprio sul piano del pilotaggio puro. Ora “Kimi” ha dimostrato di saper vincere anche quando non ha l’auto migliore a disposizione, su una che esalta il coraggio di osare e la precisione chirurgica dei piloti, ma anche il loro sangue freddo e la loro maturità. A Montecarlo l’italiano si è esaltato e ha esaltato, esibendosi in una prova di forza stordente per gli avversari, Russell in primis. E allora voto 10-e-lode-più, perché la lode stavolta non basta per descrivere la sua impresa.
Alle sue spalle un Hamilton veloce e consistente su una Ferrari che almeno con l’inglese è apparsa competitiva, anche se mai del tutto a posto di assetto. Il 2° posto premia la sua efficacia e la sua calma costruttiva in un fine settimana in cui invece la pressione era evidentemente troppa per il compagno di squadra, però il risultato è anche frutto del problema tecnico che ha tolto subito Verstappen dalla gara e l’inglese non dà mai l’impressione di poter tenere il ritmo di Antonelli sulla pista più favorevole di tutte alla Ferrari, dove l’obiettivo vero era la vittoria. Insomma bene ma non benissimo: voto 8, brilla più per i demeriti e problemi altrui che per i meriti propri.
Terzo sul podio un miracolato Hadjar, che ad un certo punto pareva destinato al ritiro per noie al motore, invece il francese non sbaglia (a differenza di molti altri) e tiene duro, e soprattutto tiene dietro Russell, diventando il suo incubo per un bel po’ di giri. Il podio è un premio per la sua tenacia e per la qualifica comunque discreta. Voto 7,5.
4° un Piastri discreto ma mai veramente in lotta per il podio, anche se ad un certo punto sembrava che potesse anche arrivarci per la pioggia di penalizzazioni che per altro ha colpito anche lui, ma senza impatto sulla classifica. Voto 7, diciamo che ha fatto il suo dovere.
5° un sorprendente Lawson, bravo a entrare in Q3 e bravissimo a stare fuori dai guai mentre ad un certo punto capitava di tutto: il risultato è un bel premio per il neozelandese che dà sempre l’impressione di correre un po’ a intermittenza, ma quando si accende si conferma un pilota di talento. Voto 7,5 bravo.
Alle sue spalle, ottimo 6° posto per Lindblad, al debutto in F1 a Monaco: l’inglesino in qualifica ha faticato (15°) ma in gara è stato impeccabile e questo lo ha aiutato non poco a risalire la classifica fino a ottenere quello che finora è il suo migliore risultato in F1 proprio dove sbagliare è più facile. Voto 7,5, sorprendente.
Mastica amaro invece Gasly, privato di un bellissimo podio da una doppia penalizzazione di cui il francese a fine gara non si capacitava. Però le regole ci sono e se altri non hanno sbagliato… Voto 7 come (magrissima) consolazione, perché è stato veloce per tutto il fine settimana.
A punti anche Albon, buon 8° e sempre (di poco) un passo avanti rispetto a Sainz: una bella prova di concretezza in una stagione comunque avara di soddisfazioni. Voto 7, ci voleva.
Un altro che aveva bisogno di un risultato positivo è Ocon, che a Monaco trova un insperato 9° posto dopo essere partito addirittura 17°. Curiosamente, considerando la motorizzazione Ferrari, le Haas non sono mai sembrate competitive: ecco perché i due punticini presi vanno festeggiati. Voto 7, anche se c’è chi già lo vede fuori dalla F1.
Ultimo punticino, a sorpresa, per Alonso, il primo quest’anno per l’Aston Martin. E pensare che a Monaco non ha fatto mistero di faticare molto a girare con questa generazione di F1 (o almeno con questa Aston Martin, perché i suoi colleghi non sono apparsi così in crisi…). Però il disastro tecnico rimane, per cui c’è davvero qualcosa da festeggiare per uno come lui? Voto 7, ma più per essere arrivato in fondo in queste condizioni.
Fuori dai punti, voto 3 a Russell, a Monaco oscurato completamente da un Antonelli ormai consacrato da tutto il paddock come nuovo fenomeno e lui già dato per disperso. Certo, né con le dichiarazioni in apparenza rinunciatarie né con le prestazioni in pista l’inglese ha fatto molto per cambiare questa narrazione. Se a questo si aggiunge il disastro del box (di cui non ha colpe) che non gli ha fatto scontare la penalità durante il cambio gomme condannandolo ad un drive through, si capisce come l’inglese esca da Montecarlo veramente a pezzi. Per inciso, tra il Canada e Monaco, almeno una trentina di punti li ha persi per “colpa” del team, quindi il distacco in classifica è sicuramente bugiardo, ma la velocità e la nuova aggressività di Antonelli, oltre al fatto di sentire il team sempre più stretto intorno all’italiano, gli stanno mettendo una pressione che va al di là del calcolo di classifica. Disastro.
Disastroso però è stato anche il week end di Leclerc, normalmente tra i migliori interpreti di Monaco e non solo e non tanto perché corre sulle strade in cui è nato e cresciuto. Il rinnovo faraonico appena ottenuto, la pressione di correre in casa e di giocarsi qui la principale - e forse unica - possibilità di vittoria quest’anno si sono però fatti sentire: due errori in qualifica e l’auto nel muro in gara sono sicuramente un’anomalia, anche per un pilota che a volte ha sbagliato pur di compensare un’auto raramente vincente. Ecco, l’auto: Leclerc ha parlato nel dopogara di un problema cronico ai freni, e di una soluzione trovata da Hamilton ma che lui non ha voluto provare, scatenando per altro le ire di Brembo e mettendo in imbarazzo la Ferrari. Certo è che non si è trattato di una rottura, forse di un problema di “feeling”, che però sta anche al pilota risolvere o adattarsi in qualche modo ad esso. Hamilton evidentemente ci è riuscito, Leclerc no. E allora voto 4, stavolta non è stato profeta in patria.
Voto 5 invece a Perez, tutto sommato bravo a qualificarsi 18° e miracolato ad arrivare 10° sotto il traguardo, se non fosse per le 2 penalità-2 prese per errato posizionamento sulla griglia di partenza in entrambi gli start. Ora, considerando che qualche gran premio in carriera l’ha già disputato e che difficilmente avrà altre occasioni per andare a punti… l’errore, anzi il doppio errore, è madornale.
A proposito, voto 5 anche alla Ferrari, che a Monaco per mille motivi - il principale per la verità è… Antonelli - sciupa la possibilità di vittoria su una pista dove era data per grande favorita. Considerando però che in condizioni normali probabilmente anche Verstappen sarebbe finito davanti alle Rosse, il bilancio di questa stagione comincia a essere in rosso. Appunto.