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Alla vigilia del Gran Premio di Barcellona, il paddock del Montmeló ritrova un Valtteri Bottas riflessivo, maturo e decisamente trasparente. Il pilota della Cadillac sta vivendo una stagione complessa, fatta di variabilità tecniche e di una progressiva costruzione strutturale del team americano, ma lo sguardo del finlandese non si limita al proprio box. Da ex colonna della Mercedes, Valtteri osserva con grande attenzione - da insider per meglio dire- le dinamiche interne a Brackley, dove la crescita esponenziale di Kimi Antonelli sta ridefinendo gli equilibri e mettendo in ombra George Russell.
"Kimi ha fatto un salto impressionante durante l’inverno", ha ammesso Bottas, che lo scorso anno - quando era ancora il loro pilota di riserva - ha condiviso il box con il giovane talento italiano. "Mi aspettavo un passo avanti per il suo secondo anno, è quello che succede normalmente, ma credo che abbia sorpreso tutti, inclusa la squadra. Sta correndo a un livello altissimo, non commette errori ed è incredibilmente veloce. Per la sua età è davvero maturo, ha una carriera lunghissima davanti e non posso che essere ammirato. Ti fa sentire vecchio? Beh, quando ci penso, guardo Fernando Alonso e capisco che ho ancora tempo davanti a me. Oggi nello sport la tendenza è questa: i ragazzi iniziano a prepararsi prima, hanno più strumenti per imparare e diventare forti subito”.
Il parallelo con il passato, quando era Bottas a dover convivere con la presenza ingombrante di un compagno di squadra fenomenale come Lewis Hamilton, sorge spontaneo guardando alle attuali difficoltà di George Russell, battuto con costanza dal giovane compagno di squadra. "È una questione di margini minimi”, analizza Bottas. "George non è stato sicuramente il ragazzo più fortunato finora, ma quando arriva un debuttante nel team e firma subito questi risultati, per chi si trova nella posizione di George diventa una situazione davvero dura. La stagione è ancora lunga e può ribaltare le cose, ma sono sicuro che in questo momento tutti preferirebbero essere nei panni di Kimi piuttosto che in quelli di George”.
Per quanto riguarda il proprio weekend a Barcellona, Bottas affronta la realtà di una Cadillac lontana dai fasti dei top team, reduce da un Gran Premio di Monaco anonimo e condizionato da problemi di surriscaldamento ai freni. Una transizione, quella con la struttura Cadillac, che si sta rivelando persino più complessa del previsto. "Monaco è andata così, le cose cambiano rapidamente ma il nostro passo non era da top 10”, confessa Valtteri. "Qui a Barcellona le cose dovrebbero essere diverse, è una pista standard, abbiamo molti dati e i freni soffrono meno grazie ai lunghi rettilinei. Quest'anno non ho ancora trovato il giusto feeling con la vettura, soffriamo di una forte incostanza nel setup e persino alcuni sensori continuano a guastarsi, rendendo difficile misurare le prestazioni. Nei test al simulatore non riusciamo a replicare il bilanciamento che poi troviamo in pista, e spesso dopo le FP1 siamo costretti a stravolgere tutto”.
Una situazione che richiede decisioni drastiche per il fine settimana spagnolo, anche a costo di sacrificare il risultato puro in pista. "Sì, sono disposto a perdere tempo in pista nelle prove libere per fare esperimenti e allineare le vetture. Capire l'origine di questa variabilità è più importante del risultato di questo weekend. Sapevo in cosa mi stavo buttando, ma forse stiamo affrontando più problemi del previsto. Tutto questo mi fa apprezzare enormemente i top team: quando tutto funziona alla perfezione non pensi a quanto lavoro di preparazione e problem-solving ci sia dietro, un processo iniziato magari vent'anni fa. Sto imparando molto su come funziona davvero un team di Formula 1, abbiamo fatto grandi passi avanti ma la strada è ancora lunghissima”.
Infine, una battuta sulle nuove regole sui flussi di carburante introdotte per il 2027-2028: "La direzione è quella giusta, l'aumento del flusso farà la differenza, specialmente su piste sensibili alla potenza come Spa. Non ho ancora provato queste configurazioni al simulatore, ma credo che un cambiamento graduale sia corretto: i costruttori hanno speso molti soldi per progettare le Power Unit attuali e stravolgere le cose all'improvviso sarebbe stato complicato. È un bene che si sia trovato un accordo”.