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La Formula 1 fa retromarcia, o meglio, corregge il tiro dopo aver visto i primi veri verdetti della pista. Con il rivoluzionario regolamento tecnico 2026 - che ha già subito dei correttivi - ormai entrato nel vivo della stagione, il Circus si ritrova alla vigilia del Gran Premio di Barcellona con una consapevolezza dirompente: così com'è, questo quadro normativo non può funzionare a lungo termine.
Non è un mistero che le nuove power unit – caratterizzate dall'ardito bilanciamento tra motore termico ed elettrico – abbiano sollevato pesanti mal di pancia fin dai test invernali. Ma ora che si corre sul serio, i nodi sono venuti al pettine. La paura di vedere i piloti costretti a "veleggiare" in pieno rettilineo per ricaricare le batterie o a gestire l'energia sacrificando la pura velocità ha spinto i piani alti a un intervento d'urgenza. Con una mossa che unisce pragmatismo e una parziale ammissione di colpa, la FIA, la FOM, i team e i motoristi hanno siglato l'accordo per un drastico pacchetto di modifiche ai regolamenti Tecnici, Sportivi e Finanziari per il biennio 2027 e 2028.
Il comunicato della Federazione, emesso proprio mentre il paddock si popola sul circuito del Montmeló, parla chiaro: i correttivi nascono direttamente dalle criticità tangibili emerse nelle prime gare di questo 2026, strettamente legate alla gestione dell'energia e alle caratteristiche del flusso di carburante. L'obiettivo primario è salvaguardare lo spettacolo della domenica, ma l'urgenza assoluta riguarda il sabato. La FIA vuole che la qualifica torni a essere "flat-out", un esercizio di pura ferocia agonistica a tavoletta, dove il pilota spinge dal primo all'ultimo metro senza calcolatrici integrate sul volante.
I dati ufficiali delle modifiche in corsa mostrano una chiarissima inversione di tendenza, con il motore endotermico che torna preponderante. Se nel 2026 la potenza del motore a combustione interna (ICE) era stata inizialmente limitata a 400 kW, dal 2027 salirà a 420 kW, per poi toccare quota 450 kW nel 2028. Questo incremento di muscoli sarà alimentato da un aumento del flusso di carburante (fuel flow) del 5% nel 2027 e di un massiccio 13% nel 2028. Di pari passo, la componente elettrica viene ridimensionata per evitare i tanto temuti fenomeni di "clipping" in rettilineo: la potenza massima standard della MGU-K scenderà dai 350 kW attuali a 300 kW sia per il 2027 che per il 2028, sebbene l'elettrico potrà ancora toccare i 350 kW nella modalità di sorpasso (Overtake Mode). Per compensare, aumenta la capacità di rigenerazione, con la potenza massima di ricarica (Max harvesting power) che sale da 350 kW a 375 kW nel 2027, fino a raggiungere i 400 kW nel 2028. Il risultato finale è una drastica alterazione del rapporto di forze originario (il Power Split): dal quasi paritario 53/47 di quest'anno, si passerà a un rapporto di 58/42 nel 2027, per poi attestarsi su un più tradizionale 60/40 nel 2028 a favore del motore termico.
Non siamo davanti a una cancellazione del presente, bensì a una calibrazione millimetrica per evitare che la Formula 1 si trasformi in una gara d'efficienza sbiadita. Il pacchetto di emendamenti approvato dai costruttori tocca anche le condizioni di fornitura delle unità e i vincoli del budget cap finanziario, blindando gli investimenti ma lasciando margini di manovra ingegneristica per correggere l'architettura dei motori. La macchina burocratica della FIA ha premuto sull'acceleratore per chiudere la pratica e garantire stabilità alle factory: la proposta definitiva verrà presentata al Consiglio Mondiale del Motorsport il prossimo 23 giugno a Macao per la ratifica ufficiale. A Barcellona le monoposto scenderanno in pista con le regole attuali, ma nei retrobox dei motoristi si guarda già ai progetti futuri. La Formula 1 ha guardato in faccia i propri limiti regolamentari e ha cambiato traiettoria prima che il deficit di cavalli spegnesse l'anima pulsante del paddock