F1. "Tutto è andato storto, ma sul motore...": la verità di Vasseur dopo la beffa Ferrari a Budapest

F1. "Tutto è andato storto, ma sul motore...": la verità di Vasseur dopo la beffa Ferrari a Budapest
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Tra errori d'esecuzione e strategie amare, Vasseur analizza il weekend della SF-26 e traccia la strada per il rientro dalla pausa estiva: "Dobbiamo spingere sullo sviluppo della Power Unit
26 luglio 2026

All’Hungaroring la Ferrari cercava la conferma definitiva e invece si trova a fare i conti con la frustrazione di un’occasione d’oro sfumata. Doveva essere la domenica del riscatto su un tracciato teoricamente perfetto per esaltare le qualità di trazione e grip meccanico della SF-26, e invece il Gran Premio d’Ungheria va in archivio con il quarto posto di Charles Leclerc – che ha approfittato dei 5 secondi di penalità comminati a Lewis Hamilton, quinto al traguardo per un'infrazione in pit-lane – lasciando alla Scuderia il sapore amaro del "vorrei ma non posso". 

Foto copertina: ANSA

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Un bilancio che pesa enormemente se confrontato con la prima fila ipotecata dal monegasco e le ottime risposte del venerdì. A pesare come un macigno sulla gara delle rosse non è stata tanto la prestazione pura della vettura, quanto la mancata esecuzione perfetta, quel fattore chiave su cui Frédéric Vasseur continua a battere dall'inizio del campionato per poter estrarre il massimo potenziale dal pacchetto a disposizione. "È difficile comprendere appieno il nostro vero passo perché la posizione in pista alla fine è fondamentale. Concordo sul fatto che non sia stata una buona domenica: quando fai primo e secondo al venerdì ti aspetti molto di più di un quarto e quinto posto. In cima alla lista dei problemi c'è il fatto che oggi abbiamo commesso troppi errori, a partire dallo start, passando per la penalità, fino al sorpasso subito da Max nelle prime battute. E ogni volta che effettuiamo un pit-stop, finiamo per perdere una posizione per due o sei decimi. A volte abbiamo passato la gara bloccati dietro ad altre vetture; tutto quello che poteva andare storto è andato storto, ma sono certo che la domenica dobbiamo fare un lavoro nettamente migliore".

A complicare il piano strategico del muretto di Maranello ci si è messa anche la scelta delle mescole, con una mescola Hard che si è rivelata molto meno performante del previsto e una Soft che ha sorpreso tutti per la sua durata inaspettata: "All’inizio avevamo cercato l'undercat e ad un certo punto sembrava funzionare, ma anticipando la sosta ti trovi nella condizione di non poterti più adattare. Alla fine penso che tutti siano rimasti sorpresi nel vedere Max completare circa 37 giri sulla mescola morbida. La mescola dura invece si è rivelata molto più ostica del previsto, ma lo abbiamo scoperto troppo tardi".

A fotografare la domenica da incubo sul fronte dell'esecuzione è stato l'ennesimo dettaglio millimetrico costato caro a Hamilton, punito per un superamento del limite di velocità in pit-lane davvero microscopico: "Il limite era di 80 km/h, la FIA concede un margine di tolleranza fino a 80.5 km/h e noi siamo passati a 80.6 km/h. Quando il weekend prende la direzione sbagliata, 0.1 km/h diventano una differenza enorme che ti costa una penalità. Chiedere a Charles di rallentare nel finale per fare da scudo e mantenere le posizioni sarebbe stato ingiusto nei suoi confronti". Per Hamilton si tratta dell'ennesima sbavatura di un periodo complesso, che Vasseur preferisce però analizzare guardando all'insieme: "È difficile mettere tutte le penalità nello stesso faldone. Per me l'incidente con Russell a Spa è stato un normale contatto di gara. Oggi è stata piuttosto una successione di imprecisioni: perdi qualche decimo al cambio gomme, poi nell'uscita dai box cerchi di spingere al massimo per compensare e finisci per sbagliare. Quando inizi a commettere un errore è davvero facile farne altri, e questa domenica ne è l'esempio".

Nonostante la delusione di non aver concretizzato il potenziale della SF-26 su una pista amica, Vasseur rifiuta bocciature drastiche e guarda al quadro generale della prima metà di stagione prima della sosta estiva: "Se devo trarre una conclusione basata su oggi, direi che il punto debole è stata l'esecuzione, che però finora era stato uno dei nostri punti di forza dall'inizio dell'anno. Sappiamo di dover migliorare sul fronte motore e lo stiamo facendo, anche se l'inerzia sullo sviluppo della Power Unit è molto più alta rispetto al telaio. McLaren ha fatto un enorme passo in avanti portando un pacchetto molto importante, noi invece abbiamo una filosofia diversa e cerchiamo di portare novità ad ogni singola gara. Dobbiamo mantenere questo ritmo perché ci sono ancora molte gare da disputare".

Si va così in pausa estiva con un pizzico di rammarico per ciò che poteva essere, ma anche con la consapevolezza che la base tecnica è solida: "Avrei preferito andare in vacanza con una doppietta, è ovvio che sia meglio chiudere con un grande risultato. Però, guarda il rovescio della medaglia per il campionato: abbiamo la netta sensazione di essere finiti molto lontani dal nostro potenziale massimo pur avendo la prestazione. Ed è questo il lato positivo che ci portiamo dietro nelle vacanze".

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