F1, "Andati oltre il limite? Ero davanti": Hamilton duro con Ferrari dopo il caos di Monza

F1, "Andati oltre il limite? Ero davanti": Hamilton duro con Ferrari dopo il caos di Monza
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Sesta posizione e forte amarezza per Lewis Hamilton al termine del GP d'Italia a Monza. Tra il contatto sfiorato con Charles Leclerc dopo il via, i limiti velocistici della SF-26 e le inefficienze gestionali del team, il sette volte campione del mondo lancia un messaggio chiaro a Frédéric Vasseur: "Se continuiamo sulla stessa strada, i risultati non cambieranno".
6 settembre 2026

Un Gran Premio d’Italia amaro per la Scuderia Ferrari e per Lewis Hamilton, che chiude la gara di Monza soltanto in sesta posizione dopo una giornata complessa e ricca di insidie al volante della SF-26. Un appuntamento casalingo da dimenticare rapidamente per il Cavallino, in un weekend che inizialmente sembrava poter offrire un piazzamento sul podio ai due piloti della Rossa. Invece, tra contatti interni, problemi operativi e un passo non sufficiente per tenere il ritmo dei rivali motorizzati Mercedes e Red Bull, il bilancio finale lascia l'amaro in bocca.

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A far discutere nell'immediato dopogara è stato l'incrocio ravvicinato dopo la prima partenza tra Hamilton e il compagno di squadra Charles Leclerc, con manovre al limite tra la Curva 1 e la Curva 2 che hanno finito per penalizzare la gara di entrambi. Sollecitato sulle dinamiche del via, il sette volte campione del mondo non ha nascosto la delusione: "Sì, è andata molto male per la squadra. Ci ha fatti finire parecchio indietro nelle posizioni. A quel punto ho solo cercato di resettare e mi sono detto: 'Ok, cerca di ricucire il distacco'. Poi ovviamente ci siamo dovuti fermare. Credo ci sia voluto un po' di tempo per riprendere il ritmo".

A chi gli chiedeva se nella seconda ripartenza fosse riuscito a ritrovare il feeling con la vettura, Hamilton ha risposto: "Sì, ero in lotta, mi sentivo bene, il grip era buono e le sensazioni erano positive. Eravamo lì a spingere nei rettilinei. Sapevamo che fossero veloci sul dritto, ma è stato impressionante vedere quanto fossero veloci. La potenza del motore Mercedes continua a spingere all'infinito".

La tensione tra i due alfieri di Maranello è poi emersa chiaramente quando gli sono state riportate le parole di Leclerc, secondo cui entrambi sarebbero andati oltre il limite nelle prime curve. "Ero davanti in Curva 2, a conti fatti ero davanti. Non c'era nulla da guadagnarci". Interpellato su un ipotetico messaggio radio a fine secondo giro e sull'opportunità di chiarirsi con il compagno di squadra, il britannico ha tagliato corto: "Ne parleremo tra di noi a quattr'occhi più tardi".

Il risultato di Monza pesa in modo significativo sulla classifica generale, allontanando ulteriormente il Cavallino dalla vetta della graduatoria. "Credo che oggi abbiamo perso davvero troppi punti rispetto a loro. È decisamente troppo tardi per la decisione di Charles. Tutto ciò che posso fare è presentarmi in pista: domattina mi alzerò e darò il massimo. In fin dei conti, oggi sono enormemente dispiaciuto per Posey, che era qui a sostenerci, e per i ragazzi a casa in fabbrica che stanno dando davvero tutto. Ieri non abbiamo eseguito le cose al meglio, e penso lo stesso per oggi. È dura, perché sto dando tutto quello che posso, ma a volte semplicemente non basta. Serve che tutti gli altri tasselli vadano al loro posto".

Sul divario in campionato, Hamilton mantiene un approccio realistico ma battagliero: "Non è mai finita finché non è finita. Non so quanti punti ci separino ora, saranno 60 o 70. È un divario che, con il passo che hanno loro, diventa difficilissimo da colmare". Con alle spalle una carriera ricca di accesi duelli con vari compagni di squadra, a Lewis è stato chiesto se i tifosi della Ferrari debbano temere una spaccatura all'interno del box. "Guardate, io non corro in modo scorretto. Ho sempre corso in modo pulito e corretto, e ho sempre lasciato spazio. Non credo debbano essere preoccupati per me. Sono arrivato in questa squadra cercando di rispettare gli spazi e senza mai mettere a rischio il team. Rivendico questo approccio ed è l'unica cosa su cui posso esprimermi: riguarda il mio lato del box. Dovete parlare con Fred per quanto riguarda l'altro lato e le decisioni che vengono prese lì".

"Ma continuerò a spingere e a cercare di ottenere di più dalla squadra, dalla macchina, dagli ingegneri, dal progetto e da tutto il resto. Oggi era solo una questione di velocità di punta: Max con il suo gran motore e le Mercedes con praticamente la stessa unità. La squadra ha spinto tanto su questa vettura, ha lavorato sulla power unit e ha affinato l'efficienza, ma a livello operativo abbiamo perso un sacco di punti. In qualifica siamo stati penalizzati più volte, mentre oggi era una buona opportunità per portare entrambe le macchine davanti”, ha continuano il britannico.

L'analisi di Hamilton si è infine allargata agli aspetti procedurali e comunicativi della squadra, chiamando in causa la leadership del Team Principal Frédéric Vasseur. "Alla fine deve partire dall'alto. Le decisioni arrivano a cascata, si parte da Fred. C'è un limite a quanto puoi dire, a quanto puoi spingere e urlare ai quattro venti. Ieri ho detto che dobbiamo analizzare il nostro modo di comunicare: se continuiamo a percorrere la stessa strada, otterremo sempre lo stesso risultato. Ed è esattamente quello che sta succedendo. Dobbiamo cambiare le cose, perché così non stiamo andando avanti. Credo che siano aperti al dialogo e ne discuteremo internamente".

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