Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
La stagione 2026 di Formula 1 prosegue senza sosta e le monoposto sono già pronte per tornare in azione. Neanche il tempo di archiviare l’appuntamento di - con alcuni conti in sospeso ancora da sistemare per quanto riguarda Alpine - che il Gran Premio di Barcellona, settimo in calendario, è pronto a infiammare la pista. Si torna lì dove tutto ha avuto inizio solamente sei mesi fa con i test a porte chiuse, e finalmente i team avranno modo di valutare concretamente quali sono stati i loro sviluppi finora.
Barcellona e Bahrein sono sempre stati gli appuntamenti più attesi dai tecnici. Sakhir, infatti, è il tracciato che tradizionalmente ospita i test prestagionali, motivo per cui i team non vedono l’ora che sia il Gran Premio per osservare cosa è cambiato da inizio anno. Ma con la sua cancellazione a causa della crisi in Medio Oriente questa correlazione è mancata. Per fortuna, vista l’introduzione del nuovo regolamento, quest’anno si è svolto anche uno shakedown collettivo al Montmelò, dove a fine gennaio le monoposto di questa nuova era hanno saggiato l’asfalto. Le squadre potranno finalmente avere un confronto, ancor di più su una pista come quella catalana. Da sempre, infatti, viene definita la cartina tornasole della stagione perché racchiude le principali caratteristiche di quasi tutti i tracciati in calendario. Qui tutto viene a galla: il bello e il brutto di un progetto tecnico. E questo weekend saranno tanti i nodi che verranno al pettine, ma andiamo per step.
A partire da Monte Carlo, il test del rapporto di compressione del motore endotermico è raddoppiato, con una rilevazione a freddo e una a caldo. La Mercedes, come aveva già preannunciato, non ha avuto chiare variazioni prestazionali, ma la pista monegasca è completamente atipica. Il Principato, infatti, non richiede un grande apporto del motore endotermico, motivo per cui ogni valutazione è slittata a questo weekend al Gran Premio di Barcellona.
E nell’infuocato paddock spagnolo si parlerà anche - e soprattutto - della questione ADUO. La Federazione ha terminato di raccogliere i dati necessari a stilare la lista con le percentuali di deficit del motore endotermico di tutti i motoristi. Tuttavia, non è stata ancora comunicata alcuna informazione ufficiale circa questo importante strumento. Nel paddock di Monaco, però, alcune informazioni sono già trapelate a riguardo. Sembrerebbe che il punto di riferimento non sia la Mercedes, come la pista lascerebbe intendere, ma la Red Bull. In merito Laurent Mekies non si è espresso, rimandando i commenti a quando la FIA comunicherà il tutto. Ma il team principal non ha confermato né tantomeno smentito questo scenario.
Aspetta trepidante informazioni la Scuderia Ferrari. Questo weekend dovrebbero arrivare importanti aggiornamenti nei quali Frédéric Vasseur - tornato in azione già la domenica di Monaco dopo il ricovero di sabato - ripone grande fiducia. Ma tutti gli sviluppi a una SF-26 sofisticata dal punto di vista telaistico e aerodinamico serviranno a poco se non c’è un motore all’altezza ad accompagnare il tutto. Il deficit del Cavallino Rampante resta, infatti, il motore endotermico, che non riesce a erogare la potenza necessaria a colmare il distacco da una Mercedes pigliatutto. Il vero problema della Rossa a Monaco, però, è stato un altro e riguarda soprattutto il lato box di Charles Leclerc.
La gara di casa di Leclerc si è interrotta al giro 68 quando, alla ripartenza dietro alla Safety Car con i freni non in temperatura, ha impattato contro le barriere della Antony Noghès. Nel post-gara alla Media Pen il monegasco si è scagliato proprio contro i freni, indicando che solamente uno dei quattro era funzionante. Inevitabile, dunque, l’impatto con il muretto che è stato fatale per il suo quasi certo podio- ereditato da Isack Hadjar - alle spalle di Lewis Hamilton e del vincitore Andrea Kimi Antonelli. Nonostante la furente reazione, Leclerc ha anche spiegato che sa già come intervenire su questo problema che si trascina da inizio anno. I freni ora sono un punto nevralgico della nuova era tecnica perché non è solo questione di pura frenata, ma anche di maggiore freno motore per la ricarica della batteria della power unit. Brembo è subito intervenuta per esprimere la propria posizione, e soprattutto sorpresa per le parole di Leclerc, rimandando il tutto a un’attenta analisi dei dati.
Sicuramente il numero #16 analizzerà tutte le telemetrie e le informazioni possibili del suo compagno di squadra che finalmente, dopo un anno catastrofico, ha risolto i suoi problemi con i freni. Una soluzione che Leclerc vuole ora copiare anche per la sua SF-26, una strategia che spera possa riportarlo ad avere fiducia nella sua monoposto e a tornare a brillare in pista con la sua magia. E per farlo potrebbe dover cambiare i dischi dei freni. Non una sostituzione di elemento, ma proprio di marca. Infatti, sembrerebbe, da quanto abbiamo visionato in pit-lane a Monaco, che Hamilton utilizzi dischi di Carbon Industries, fornitore che ha usato per anni in Mercedes. Solo a Barcellona riusciremo a capire meglio cosa stia accadendo nel box di Maranello.
Le incognite aleggiano nell’aria anche nel box della Mercedes. Monaco è stato un appuntamento unico che ha visto Andrea Kimi Antonelli macinare ancora record, arrivando a cinque vittorie consecutive. Un’esecuzione perfetta da parte del bolognese che estende il vantaggio su George Russell, mentre il britannico racimola il secondo zero consecutivo. Il motivo è relativo a una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità - ricevuta da molti altri in pista e contestata dall’Alpine, che ha perso il podio con Pierre Gasly e che verrà ascoltata proprio domani a Barcellona - che non è stata scontata correttamente. La direzione gara ha poi comminato un drive-through al britannico, che è crollato fuori dalla zona punti. Una situazione scomoda per il team, che si è assunto la responsabilità dell’episodio, ma anche per Russell. Infatti, il britannico ha sofferto per la maggior parte del weekend di gara con un enorme divario di passo rispetto al compagno di squadra. Prima della Safety Car per l’incidente di Stroll, Antonelli ha addirittura doppiato Russell con un distacco di circa 70 secondi. Un abisso su una pista come quella di Monaco. Vedremo a Barcellona se il numero #63 ritroverà la retta via oppure se Kimi Antonelli spiccherà ancora di più il volo.
| Ora | Programma | Canale |
|---|---|---|
|
13:30
|
FP1
|
|
|
17:00
|
FP3
|
|
|
13:30
|
FP3
|
|
|
16:00
|
Qualifiche (diretta)
|
|
|
18:30
|
Qualifiche (differita)
|
|
|
18:00
|
Gara (differita)
|
|
|
15:00
|
Gara (diretta)
|
|