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Un weekend da incubo, vissuto con il cuore in gola tra i muretti di casa sua. Charles Leclerc mastica amarissimo al termine del Gran Premio di Monaco, e non si nasconde. Le sue dichiarazioni fotografano una situazione ai limiti del surreale, in cui il talento e l'istinto del pilota hanno dovuto cedere il passo a un'impotenza frustrante. Una Ferrari ingovernabile, trasformata improvvisamente in un proiettile senza controllo tra le curve più strette del mondiale, più precisamente alla Antony Noghes.
Il racconto di Charles toglie il fiato e mette i brividi per la freddezza con cui descrive il guasto: "Su quattro freni, tre non funzionavano. In una vettura di Formula 1 non è mai una bella cosa. L'anteriore sinistro funzionava bene, l'anteriore destro a metà, e i due freni posteriori non funzionavano affatto. Quando dico 'affatto', intendo che dai dati non c'era alcuna decelerazione. Erano come le pinze di una macchina nuova ancora da rodare. Quindi sì, è stato un problema non da poco. È stato un incubo”.
La dinamica del crollo verticale delle prestazioni della sua SF-26 è legata a un momento preciso della corsa, il restart dopo la Safety Car per l’incidente di Stroll, che ha spento ogni speranza e riacceso i fantasmi dell'affidabilità: "Finché giravo con costanza, il problema non si presentava, o almeno non a questo livello. Il vero problema è stato la Safety Car. Non appena siamo entrati in regime di Safety Car, tre dei miei quattro freni hanno smesso di funzionare. Non sono più riuscito a riaccenderli, non funzionava più nulla. Ho provato a fare diverse manovre dall'abitacolo per cercare di risolvere la situazione, ma non c'era niente da fare. L'unica soluzione rimasta sarebbe stata non frenare all'ultima curva, ma sarei andato a sbattere alla prima. Non c'era modo di farlo, non c'era semplicemente una soluzione”.
Una frustrazione enorme, palpabile, che cancella anche le inevitabili discussioni sulle strategie del muretto, come il concitato pit stop sotto Safety Car in cui il monegasco è rimasto bloccato dietro al compagno di squadra Lewis Hamilton mentre scontava la penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pitlane. Leclerc, però, non vuole sentire parlare di errori tattici o tensioni interne con i vertici del team: "Onestamente, non credo che questa debba essere la storia della giornata. Dobbiamo solo trovare una soluzione per i nostri freni, e quando queste cose saranno sistemate, sarò in grado di fare il mio lavoro correttamente. Oggi ero solo un passeggero. Non ci sono divergenze d'opinione. Ho parlato con Fred e Jerome, poi hanno guardato i dati ed è tutto molto chiaro per tutti. Non credo ci sia alcun dubbio”.
Un blackout mai visto prima a Maranello, almeno non di questa portata, che lascia un senso di vuoto nel weekend più atteso dell'anno. Alla domanda se avesse mai vissuto un problema simile in passato, il monegasco è categorico: "No, non a questo livello. Sicuramente a volte le cose si fanno complicate, ma oggi era proprio impossibile fare una curva”. L'unica nota positiva, in una domenica da dimenticare, è lo sguardo già rivolto al futuro, al GP di Barcellona della prossima settimana, e la certezza che a Maranello abbiano capito la natura del difetto, pronti a intervenire drasticamente sulla monoposto numero 16 già dal prossimo appuntamento iridato: "Sappiamo da dove deriva il problema. Abbiamo una soluzione in casa e passerò alla configurazione di Lewis per la prossima gara, il che spero sarà un passo avanti. L'unico aspetto positivo da portare a casa da questo weekend? Che avrò una soluzione per i freni la prossima settimana. Tutto qui".