Audi, Bortoleto lancia la stoccata a Ferrari: "Perdiamo un secondo di motore, ma guardate chi non vince da decenni..."

Audi, Bortoleto lancia la stoccata a Ferrari: "Perdiamo un secondo di motore, ma guardate chi non vince da decenni..."
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Un bilancio spietatamente onesto, ma con la personalità di chi non ha paura di pungere i colossi della Formula 1. Alla vigilia del weekend al Montmelò, Gabriel Bortoleto analizza i limiti della power unit Audi senza filtri, confermando il distacco cronometrico dai rivali. Poi lancia una stoccata a chi spende da anni senza raccogliere frutti, come Ferrari, e commenta l'inizio dei Mondiali di calcio
11 giugno 2026

Il giovedì del Montmelò si apre sotto il segno di un realismo tagliente in casa Audi. Gabriel Bortoleto non si nasconde e, alla vigilia del Gran Premio di Barcellona, mette sul tavolo le cifre di un debutto tecnico prevedibilmente complesso per il costruttore tedesco. Il giovane brasiliano analizza la situazione con precisione chirurgica: il telaio della R26 c'è ed è competitivo, ma il vero tallone d'Achille risiede dietro la schiena del pilota.

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"Oggi è chiaro, anche dai dati, che abbiamo un deficit sul motore. È evidente che stiamo perdendo parecchio al giro. Credo che Mattia [Binotto, ndr] lo abbia già menzionato in passato: più di un secondo a seconda della pista. E non è un'esagerazione, è la pura verità su dove ci troviamo. Ed è normale, perché è la prima stagione del nostro motore. Abbiamo sviluppato tutto in casa con persone che sono in Audi ormai da molti anni. Quindi sì, penso che il settore in cui abbiamo più margine di miglioramento sia sicuramente il motore”.

Inutile, secondo il brasiliano, aspettarsi miracoli a breve termine o soluzioni magiche entro la fine del campionato, nonostante l’imminente ADUO. Non si tratta di limare due o tre decimi con il setup di fine dettaglio; un distacco del genere richiede tempo, investimenti e una pazienza che spesso la Formula 1 moderna fatica a digerire. Ed è proprio su questo punto che Bortoleto decide di pungere, spostando l'attenzione su chi, pur avendo strutture consolidate e storiche, continua a mancare l'appuntamento con la gloria. Una frecciatina che sembra un identikit perfetto per la Scuderia Ferrari, da troppi anni a caccia di un titolo mondiale, o per altri top team costantemente battuti.

"Se si può risolvere in questa stagione? Non dovremmo nemmeno creare questa aspettativa. Non credo sia giusto, prima di tutto perché è un divario grande. Non sono due o tre decimi che trovi quando ottimizzi questo o quel dettaglio. Penso che sia una questione a lungo termine. E questo è sempre stato chiaro. Abbiamo sempre detto che questo è un progetto di molti anni. E penso che per mettere una macchina in condizione di vincere un campionato ci voglia tempo. Guardate quanti top team stanno cercando di vincere i campionati adesso. Non voglio fare nomi qui. Ma si vedono molti top team che cercano di vincere da decenni e non riescono a vincere gare. O non riescono a vincere campionati. Ed è normale perché il campionato è molto competitivo. Quindi penso che ci serva tempo”.

Il piano per il futuro della scuderia resta comunque solido nella mente del pilota Audi, convinto che le risorse umane e finanziarie a disposizione a Hinwil e Neuburg faranno la differenza nel medio-lungo termine. Nel frattempo, c'è un weekend a Barcellona da gestire, dove l'obiettivo sarà ottimizzare il pacchetto attuale per artigliare la zona punti, nonostante l'assenza di novità tecniche e il fatto di dover cedere la vettura nelle FP1 al giovane Paul Aron. Oltre alle dinamiche di pista, l'attualità del paddock viene inevitabilmente catturata dal fischio d'inizio dei Mondiali di calcio, in partenza questa sera. Per un brasiliano la cabala del pallone è una cosa seria, anche se l'approccio di Bortoleto resta rigorosamente da atleta focalizzato sul proprio lavoro, specialmente considerando gli orari della sfida che attende la Seleção sabato sera.

"Farò sicuramente il tifo. Non sono sicuro che rimarrò sveglio, dipende dall'orario della partita. Perché il giorno dopo devo concentrarmi sul rappresentare il mio Paese. Ma auguro tutto il meglio ai giocatori brasiliani. Devo dire che non seguo il calcio in modo maniacale. Sono più un tipo da corse, e davvero solo da corse. Ma seguirò sicuramente ogni partita che potrò, ogni volta che si adatterà ai miei orari di sonno e a tutto il resto. E penso che faranno bene in questo Mondiale. Credo ci sia tutto il potenziale per riuscirci”. E alla domanda secca su chi alzerà la coppa del mondo, la risposta non può che essere una scelta di campo obbligata, dettata dal cuore e dall'istinto di sopravvivenza patriottica. "Il Brasile. Se dicessi qualcosa di diverso, mi sparerebbero se mentissi”.

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