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Il paddock di Barcellona accoglie la Formula 1 per il Gran Premio di Spagna, e in casa Audi l’atmosfera è un misto di lucida autocritica e determinazione. Per Nico Hulkenberg si tratta di un ritorno alle origini, lì dove a gennaio la R26 ha mosso i primi passi assoluti nei freddi test invernali. Ma lo sguardo, inevitabilmente, è rivolto al presente: un weekend monegasco frustrante e una sfida tecnica, quella della gestione energia e dei motori, che vede la casa dei quattro anelli inseguire i riferimenti della griglia.
Il tedesco non si nasconde quando gli si tocca il dente avventato della power unit, soprattutto alla luce delle recenti modifiche regolamentari e sul peso della gestione dell'energia in qualifica per il biennio 2027-2028. "Il feeling comune tra noi piloti era quello di allontanarsi un po' da questa gestione critica dell'energia, specialmente sul giro secco", spiega Nico alla vigilia del weekend catalano. "Per quanto mi riguarda, le ultime modifiche vanno bene, non ho problemi. Ma qui a Barcellona sarà diverso: è un circuito ad alta velocità, molto più critico per l'energia rispetto a Monaco. Se l’alto voltaggio e i nuovi compromessi cambieranno le cose? Quando tutto funziona e viene ottimizzato, per noi piloti la differenza non è poi così marcata".
La vera nota dolente per l'Audi, però, resta il gap prestazionale con i top team. Stimolato dalle dichiarazioni di Bortoleto che dipingono un telaio competitivo ma un motore non ancora all'altezza dei migliori, Hulkenberg conferma la diagnosi: "Siamo dignitosi, competitivi a centro gruppo. Ma se guardiamo le squadre di vertice, non siamo a quel livello. C'è ancora da lavorare sul telaio e sul fronte aerodinamico, questo è sicuro. Ma se mi chiedete se il motore sia il problema principale... sì, diciamo che è il nostro deficit più grande al momento".
Un deficit che non lo spaventa a lungo termine, nemmeno di fronte alla sorpresa generale per la competitività della power unit Red Bull, punto di riferimento per l’ADUO, che ha stupito lo stesso pilota tedesco: "Penso sia stata una sorpresa per la maggior parte delle persone. Sapevamo che non erano messi male, ma che si rivelassero i migliori... non me l'aspettavo". Eppure, la strada intrapresa da Audi lascia spazio all'ottimismo: "Non abbiamo necessariamente una montagna più alta da scalare rispetto agli altri. In fabbrica stanno già lavorando a soluzioni a medio e lungo termine, esplorando diversi concetti di motore. Abbiamo tutte le possibilità, dipende solo da quanto bene e quanto velocemente lavoreremo".
Barcellona rappresenta anche il momento del riscatto dopo il caotico fine settimana nel Principato, dove un contatto ha rovinato i piani dell'Audi, costringendo Hulkenberg a una rimonta furiosa fino alla nona posizione, bloccato però dalle strategie ostruzionistiche degli avversari. Un episodio che Nico non ha ancora digerito, specialmente per la gestione da parte dei commissari.
"Ho rivisto il replay", racconta Hulkenberg analizzando l'incidente con Carlos e Esteban. "Tutto inizia con George [Russell] che rallenta l'intero gruppo per crearsi lo spazio necessario a scontare la penalità. A Monaco questo crea solo caos, le auto salgono letteralmente l'una sull'altra. Uscendo dal Mirabeau avevo Fernando all'interno, Esteban stava lottando con un'altra macchina e io guardavo a destra e a sinistra, finché non ho dovuto scartare improvvisamente per evitare Esteban. Anche Carlos, all'esterno, sapeva che eravamo tutti ammassati: ha tagliato la traiettoria in modo netto, avrebbe potuto stare più largo e salvarsi. Ma è il primo giro a Monaco. La cosa strana è stata ricevere la penalità immediatamente, senza nemmeno un'investigazione o la possibilità di andare a spiegare la nostra dinamica agli steward. È stato deludente".
Da quella frustrazione nasce anche un appello alla Federazione per il futuro del GP di Monaco, legato proprio alla gestione del ritmo di gara: "La FIA dovrebbe introdurre una regola per proibire questa strategia di rallentare il gruppo. È doloroso, non è molto sportivo. Domenica scorsa non c'era nulla di illegale e qualsiasi squadra avrebbe fatto lo stesso al posto loro, ma in futuro è una situazione che andrebbe evitata".
A complicare il giovedì di Hulkenberg c'è anche la consapevolezza di aver corso a Monaco con un handicap tecnico scoperto solo a posteriori: "In Q2 abbiamo subito un danno aerodinamico causato da un componente che semplicemente non ha resistito alle vibrazioni o ai cordoli. In quel momento è stato come se qualcuno avesse staccato la spina: ho perso grip e bilanciamento. Almeno ora abbiamo una spiegazione, ma è successo nel momento peggiore possibile".
Il weekend di Barcellona inizierà in salita, con Nico che cederà il sedile per la FP1 a Paul Aron, una transizione che affronta senza ansie: "Non sono più stressato rispetto allo scorso anno. Seguirò la sessione dai dati, elaborerò tutto e salirò in macchina per la FP2". E prima di calarsi nell'abitacolo, ci sarà spazio anche per un po' di normalità da tifoso, con l'inizio dei Mondiali di calcio: "Seguirò la Germania quando possibile. Non sono un esperto di calcio: indosserò la maglia, berrò una birra e tiferò sperando nel meglio"