F1, La rinascita di Russell in Austria:“Arrivavo da un punto molto basso, ho dovuto guidare in modo anormale per vincere”

F1, La rinascita di Russell in Austria:“Arrivavo da un punto molto basso, ho dovuto guidare in modo anormale per vincere”
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Il rovente asfalto di Spielberg incorona George Russell, ma la conferenza stampa post-gara svela i retroscena del weekend: i problemi all'asse posteriore della RB22 di Verstappen e la dura autocritica del leader del mondiale Kimi Antonelli.
28 giugno 2026

Il rovente tracciato del Red Bull Ring ha coronato George Russell come vincitore del Gran Premio d'Austria 2026. In una gara caratterizzata da una calura intensa nel verde della Stiria, il pilota britannico ha conquistato la vittoria senza troppi intoppi, conducendo la gara dal primo all’ultimo giro davanti al resto della griglia. Dietro di lui segue Max Verstappen, che ha portato la sua RB22 in seconda posizione, in modo piuttosto inaspettato, dopo l’incidente che ha condizionato la sua qualifica nella giornata di sabato. Il leader del campionato, Andrea Kimi Antonelli ha chiuso in terza posizione, completando il doppio podio delle Frecce d'Argento al termine di una domenica caldissima, sia per il meteo che per l'azione in pista.

Dietro la parvenza di un dominio Mercedes, tuttavia, la conferenza stampa post-gara ha rivelato una fitta trama di tensioni psicologiche, rompicapi tecnici legati alle temperature dell'asfalto e accesi confronti strategici in vista del proseguimento del campionato.

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Per George Russell il trionfo di Spielberg ha il sapore della liberazione, arrivato dopo mesi complessi in cui il confronto interno con un compagno di squadra in forma spettacolare stava diventando pesante. Partire dalla pole position ha facilitato i piani, ma la gestione dei 60°C di temperatura dell'asfalto ha richiesto un approccio drastico. "Monaco e Montreal sono state due gare davvero difficili per me, in cui sembrava che tutto andasse contro di me", ha ammesso Russell. "Ho avuto bisogno di molta resilienza per tornare. Su una pista che non si adatta molto al mio stile, sono davvero orgoglioso".

Il britannico ha smentito la definizione di vittoria "a sangue freddo" data da Toto Wolff, descrivendola piuttosto come una gestione calcolata ma logorante, specialmente a causa della pressione della Red Bull numero 1. Verstappen lo ha infatti costretto ad anticipare la seconda sosta a 28 giri dal termine, una finestra temporale decisamente "scomoda" e rischiosa per le coperture. "Ho dovuto guidare in modo molto diverso e, a essere onesti, piuttosto anormale per gestire le gomme".

Resta inoltre l'incognita del feeling con la vettura, definita ancora altalenante: "In certi momenti del weekend ero a sei decimi da Kimi, poi in Q3 mi sono trovato due decimi avanti. Non ho una risposta precisa, ma quando riesco a fare la pole, la macchina risponde meglio". Con questo successo, Russell si riprende il secondo posto nel mondiale e lancia un messaggio chiaro: vuole una lotta aperta. "Mi piacerebbe una grande lotta con Max, Lewis, Charles, Lando, Oscar. Come ai tempi dei kart, più siamo e meglio è".

Il secondo posto di Max Verstappen assume i contorni di un mezzo miracolo. Dopo il pesante impatto nelle qualifiche di sabato, l'olandese ha dovuto fare i conti con i postumi fisici, riuscendo comunque a risalire la china dalla quinta posizione in griglia e ingaggiando un duello ravvicinato con la Mercedes di Lewis Hamilton.

Il pacchetto di aggiornamenti deliberato dal team di Milton Keynes ha restituito competitività alla RB22, garantendo più aderenza e velocità a centro curva, ma la seconda metà di gara ha riproposto vecchi fantasmi tecnici. "Nella prima metà della gara eravamo molto competitivi", ha spiegato Verstappen. "Poi, nel secondo stint, qualcosa non ha funzionato sull'asse posteriore. Trazione, avvallamenti e cordoli: era tutto completamente sparito. Inoltre, oggi i freni non funzionavano bene rispetto al resto del weekend".

Il quattro volte campione del mondo ha espresso qualche dubbio anche sul timing della sosta, ritenendo di aver perso troppo terreno nei giri in cui è rimasto fuori prima del secondo pit stop. Nonostante il divario di 98 punti in campionato da Antonelli, Verstappen non si arrende, ma lancia un avvertimento chiaro alla squadra. "Per lottare per il titolo dobbiamo essere più completi. Abbiamo ancora troppi problemi procedurali in background di cui voi non siete a conoscenza, ma io sì. Dobbiamo tornare a essere roccia".

A completare il podio c'è Andrea Kimi Antonelli, che mastica amaro nonostante il solido primato in classifica iridata. Il giovane pilota italiano ha pagato a caro prezzo l'approccio iniziale alla corsa, scattando dalla quarta posizione con troppa irruenza e incappando in una serie di sbavature decisive nel primo stint con le mescole medie. "Ero un po' troppo eccitato nei primi giri e sicuramente non ho guidato bene", ha dichiarato Antonelli con grande onestà. "Nel primo stint ho perso tre o quattro secondi per degli errori stupidi: una volta sono quasi andato fuori alla curva 4, il giro dopo sono uscito alla curva 3. Ho faticato con i freni perché ero teso, non guidavo libero".

Il reset mentale effettuato prima dell'ultimo stint ha mostrato nuovamente il passo impressionante della sua Mercedes, ma il distacco accumulato in precedenza ha spento le speranze di agganciare il compagno di squadra. "Il passo alla fine c'era, ma sono arrivato alla festa un po' troppo tardi. Senza quegli errori avrei potuto lottare per la vittoria. Devo assicurarmi che non succeda di nuovo".

Il Mondiale non concede tregua e si proietta già verso il Gran Premio di Gran Bretagna. Se Russell ritrova la sua pista ideale, caratterizzata da un forte degrado anteriore e temperature più miti, Verstappen ha chiuso la conferenza stampa svelando un retroscena tecnico emerso durante le sessioni al simulatore, che evidenzia quanto le attuali power unit siano al limite sul tracciato inglese. "A Silverstone ho fatto dei giri al simulatore e ho iniziato a ridere. Sembrava una pista diversa, si viaggia costantemente a tavoletta e non c'è letteralmente spazio per ricaricare l'ibrido. In Austria ci sono grandi frenate per rigenerare la batteria; lì avremo rettilinei lunghi che arrivano da curve velocissime, quindi sul dritto successivo non avrai molta energia da spendere. Sarà dura".

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