F1. Ecco come Kimi Antonelli ha surclassato George Russell nelle qualifiche di Miami. E si rivede Max Verstappen

F1. Ecco come Kimi Antonelli ha surclassato George Russell nelle qualifiche di Miami. E si rivede Max Verstappen
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Andrea Kimi Antonelli si è preso la terza pole consecutiva nella stagione 2026 di Formula 1, rifilando quattro decimi al compagno di squadra George Russell nelle qualifiche del Gran Premio di Miami. La Ferrari, invece...
3 maggio 2026

Tre pole position consecutive, le prime della sua carriera, come Ayrton Senna e Michael Schumacher: così Andrea Kimi Antonelli si è preso la ribalta nel sabato infuocato del Gran Premio di Miami 2026 di Formula 1. È il modo migliore per mettersi alle spalle il singhiozzo alla partenza della Sprint, arrivato nonostante i ripetuti allenamenti al simulatore. Dovrà dimostrare di aver imparato da questo nuovo sbaglio domani, se vorrà capitalizzare una partenza al palo colta in circostanze molto particolari, e per nulla semplici da gestire.

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L’asfalto di Miami, caldissimo, quasi liquido – oltre 50 gradi la temperatura durante le qualifiche – rendeva portare gli pneumatici nella finestra di utilizzo corretta un esercizio tutt’altro che semplice. Surriscaldare le gomme voleva dire scivolare via, con una mancanza di grip che creava un circolo vizioso. Antonelli è riuscito a trovare il giusto compromesso, a differenza del suo compagno di squadra, George Russell, ancora staccato di quei quattro decimi che accusa dall’inizio del weekend di gara.

Un altro pilota che ha pagato care le condizioni torride di Miami è Oscar Piastri. La gestione della monoposto con basso grip è un tallone d’Achille che era stato crudelmente esposto lo scorso anno nel filotto di gare che di fatto gli fecero perdere ogni speranza mondiale. Ma la sensazione – vedendo anche il risultato di Lando Norris – è che la McLaren abbia perso qualcosa con la riapertura del parco chiuso. E con una monoposto così profondamente rivista come la MCL40, perdere la bussola con l’assetto non è così difficile, soprattutto con il format della Sprint.

Ci sono stati anche problemi nell’erogazione dell’energia, in casa McLaren, ma come sempre è difficile capire quanto questo sia dovuto alle bizze del software e quanto invece possa essere dipeso da eventuali sbavature dei piloti. Sono state eliminate varie storture del regolamento, ma questa resta. A complicare le cose per tutti, comunque, ha pensato anche un altro fattore, il vento. In testa, con picchi di 25 km/h a frenare i piloti e sballare i loro punti di riferimento su una pista su cui trovare un ritmo naturale è importante.

Le vetture 2026 non saranno sensibili a questo fenomeno atmosferico come le monoposto a effetto suolo, ma è un fattore che ha comunque sparigliato le carte in tavola. Ma le variabili di cui tenere conto per sbrogliare l’intreccio delle qualifiche di Miami non finiscono qui. Gli aggiornamenti sostanziosi portati da McLaren, Ferrari e Red Bull sono tutti da scoprire nella loro effettiva efficacia in una gamma più ampia di circostanze. Ma i valori in campo sembrano essersi ravvicinati, in attesa che la Mercedes introduca il suo, di pacchetto di aggiornamenti.

Vedendo Max Verstappen e Charles Leclerc tornare a dire la loro in qualifica, viene da pensare che le modifiche al regolamento tecnico abbiano davvero riportato i piloti nella condizione di spingere con maggior naturalezza. Venendo meno la necessità di prodursi nel lift and coast, ci si avvicina a una lotta sul giro secco più organica. È stato proprio Verstappen, l’uomo che rifugge l’attuale filosofia tecnica della F1, ad avvicinarsi di più al giovane Antonelli, talento rampante come lo era lui agli albori di una carriera straripante.

È presto per dire che una rondine faccia primavera, ma Verstappen con la sua RB22 rivista sembra aver trovato nuova linfa. Leclerc, dal canto suo, tiene nella mischia una Ferrari che, al netto delle nuove sofisticazioni aerodinamiche della SF-26, sente il peso del fardello di una power unit deficitaria. Lewis Hamilton, invece, languisce lontano da Leclerc. “Sono sesto, certo che spero nella pioggia”, ha risposto a chi gli chiedeva del meteo di domani alla media pen. E il maltempo potrebbe davvero condizionare la domenica di Miami. Tanto da non escludere una partenza anticipata della gara che vedrà in prima fila Antonelli, pronto a rifarsi di quello che ha sbagliato oggi.

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