"Fatti, non parole": Domenicali rivoluziona la F1, ecco come il Circus ha tagliato il 35% delle emissioni

"Fatti, non parole": Domenicali rivoluziona la F1, ecco come il Circus ha tagliato il 35% delle emissioni
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La Formula 1 vince la sfida più difficile: tagliato il 35% delle emissioni rispetto al 2018 nonostante un calendario record di 24 gare. Stefano Domenicali lancia la sfida: "Risultati con i fatti, non con le parole". Tutti i segreti della svolta green del Circus, tra investimenti record in biofuel (SAF), logistica navale e factory a impatto zero
17 giugno 2026

La Formula 1 non è solo il rombo dei motori, la frenesia della pit lane o il millesimo di secondo che separa la gloria dal fallimento. È anche, e sempre di più, una monumentale sfida ingegneristica, tecnologica e logistica che si gioca dietro le quinte, lontano dai riflettori accecanti dei media. I dati ufficiali rilasciati dalla FOM delineano un quadro chiaro e inequivocabile: il Circus è riuscito a tagliare del 35% la propria impronta di carbonio rispetto al baseline del 2018, confermando di essere perfettamente in linea con l'ambizioso obiettivo Net Zero fissato per il 2030

Foto copertina: ANSA

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Un risultato tutt'altro che scontato, soprattutto se si analizza il contesto storico: questo drastico taglio di emissioni – che ha visto svanire ben 80.000 tonnellate di CO2 equivalenti dalle attività operative della F1 – è avvenuto in un periodo di fortissima espansione globale, che ha visto il calendario crescere dalle 21 gare del 2018 ai 24 appuntamenti iridati del 2025. Per dare una dimensione tangibile a questo numero, parliamo dell'equivalente di un singolo passeggero che vola per oltre 500 milioni di chilometri.

Per comprendere la reale portata di questo sforzo collettivo, bisogna andare a spulciare i nodi nevralgici dove batte il cuore tecnologico dello sport. Le factory dei team e le strutture della F1 hanno registrato un impressionante -64% di emissioni rispetto al 2018, grazie a una transizione di massa verso fonti di energia totalmente rinnovabili per alimentare uffici e reparti corse. Ma la vera partita, quella più complessa per un campionato globale, si gioca inevitabilmente sui trasporti e sulla movimentazione dei materiali. Nel 2025, per la prima volta nella storia, la Formula 1 ha implementato soluzioni a basso impatto ambientale contemporaneamente su tutti e tre i canali logistici chiave: terra, aria e mare.

Gli investimenti nei carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF) da parte di F1, scuderie e FIA sono raddoppiati su base annua, abbattendo del 40% le emissioni dei voli charter dedicati al trasporto di materiali. A questo si aggiungono il debutto storico dei carburanti marittimi sostenibili e l'efficienza dimostrata nei Gran Premi europei, dove i paddock, le pit lane e i centri tecnici televisivi sono stati alimentati esclusivamente da sistemi a basso tenore di carbonio, come il biofuel HVO, i pannelli solari e i sistemi di accumulo a batteria. Un'efficienza che ha permesso di ridurre del 17% le emissioni legate alle tappe europee su base singola gara.

A metterci la faccia e a rivendicare la concretezza di questo percorso è lo stesso Stefano Domenicali. Il Presidente e CEO della Formula 1 ha voluto mandare un messaggio chiaro a scettici e appassionati, sottolineando la filosofia pragmatica del Circus: "In Formula 1 agiamo e mostriamo i nostri risultati attraverso i fatti, non solo con le parole, e sono incredibilmente orgoglioso che rimaniamo in pista per raggiungere il net zero entro il 2030, grazie allo sforzo collettivo di tutto lo sport". Le sue parole fotografano una transizione che unisce la razionalizzazione geografica del calendario all'innovazione pura, senza mai perdere di vista la crescita del pubblico globale.

Gli fa eco Ellen Jones, Head of ESG della Formula 1, che ha spiegato come la sostenibilità non sia più un elemento di contorno, ma la stella polare di ogni decisione strategica, dentro e fuori dalla pista : "Queste azioni dimostrano la nostra determinazione a guidare attraverso l'innovazione sostenibile. Le nostre iniziative dimostrano che le operazioni sostenibili non solo sono possibili su scala globale, ma possono essere realizzate senza compromettere le prestazioni, l'ambizione o lo spettacolo che definiscono la Formula 1". Con il programma Future Race Operations e l'impatto totale della regionalizzazione del calendario che entrerà pienamente in vigore, la Formula 1 del futuro si prepara a correre ancora più veloce, dimostrando che si può inseguire la massima prestazione in pista imparando, finalmente, a non lasciare tracce dietro di sé.

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