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È stato uno dei weekend più complicati della sua lunga carriera, con il ritiro e la partenza dalla pit-lane, e potrebbe anche essere stato l’ultimo davanti al suo pubblico di casa al Gran Premio di Barcellona-Catalogna. Fernando Alonso ha ammesso che solo dopo la fine della pausa estiva valuterà il ritiro o il proseguimento della sua carriera, ma sicuramente il prossimo anno non sarà al Montmelò, poiché la pista catalana entrerà ufficialmente nel sistema di rotazione con il tracciato di Spa-Francorchamps. Per il momento, però, l’asturiano, alle prese con una situazione disastrosa in Aston Martin, vuole comunque guardare al futuro.
“Sarà un weekend speciale, probabilmente la mia ultima gara a Barcellona in Formula 1. Quindi, voglio ringraziare tutti. Cercherò di godermi il weekend. Non sarò competitivo e non starò troppo a lungo in macchina durante le qualifiche; in gara spero di sì, ma non al ritmo che tutti desideriamo. Ma voglio che tutti si godano comunque il weekend. È sempre stata una festa quando siamo venuti a Barcellona. Penso che questo sia il mio 23° Gran Premio di Spagna, e sono stati tutti magici. E anche quest'ultimo deve essere magico”, ha ammesso giovedì in conferenza stampa Fernando Alonso. Ora si trova in una fase di stallo perché da una parte c’è il leone che è in lui e che vuole ancora ruggire, e dall’altra la consapevolezza che per Aston Martin la strada è veramente lunga e tortuosa.
“Ovviamente non è l'ideale iniziare un nuovo regolamento con il piede sbagliato, perché tutto richiede tempo. Soprattutto nel nostro caso, credo che per quanto riguarda la power unit ci siamo resi conto molto presto di non essere all'altezza, e sì, il progetto stesso era un po' immaturo. Quindi, abbiamo capito subito che avremmo avuto bisogno di tempo per recuperare e per risolvere alcuni problemi. Ma in Formula 1 si corre ogni due settimane e bisogna essere performanti ogni due settimane. Abbiamo capito abbastanza in fretta che non eravamo in grado di farlo e che sarebbe stato un inizio di stagione difficile. Ma stiamo superando questo avvio complicato e nutriamo maggiori speranze per la seconda parte dell'anno. Fino ad allora, però, ogni fine settimana è più o meno la stessa storia”, ha ammesso ancora senza troppi giri di parole l’asturiano.
Che questa nuova era tecnica fosse piena di insidie per Aston Martin lo si era capito proprio qui a Barcellona sei mesi fa, quando l’AMR26 ha debuttato con ampio ritardo – solamente qualche giro lento nel pomeriggio del penultimo giorno – nella settimana di test a porte chiuse. Da allora la situazione non è cambiata molto, con gli aggiornamenti che potrebbero arrivare nei prossimi appuntamenti. Un lavoro lento e minuzioso perché, prima di pensare alla pura performance, Adrian Newey e gli ingegneri della Honda hanno dovuto intervenire sui gravi problemi strutturali che nel complesso hanno reso la monoposto la peggiore del lotto, con distacchi ampissimi dal gruppo di testa e dalla zona di centro classifica.
Alonso, tuttavia, cerca di non demordere e pensa al futuro, soprattutto per il bene della categoria. I nuovi motori hanno portato a varie lamentele da parte dei piloti, anche se ora la situazione è in lento miglioramento grazie ai correttivi che hanno debuttato a Miami e ai cambiamenti che verranno apportati il prossimo anno e fino al 2028. Poi si penserà all’architettura del nuovo motore che potrebbe debuttare nel 2030, anno in cui questo regolamento dovrebbe andare in panchina. Ma se Fernando Alonso potesse scegliere l’architettura della prossima power unit, quale sceglierebbe? “Probabilmente non ibrida. Quindi un motore a combustione interna con carburanti sostenibili e, se proprio si deve avere qualcosa sul lato elettrico, giusto un piccolo boost da usare per i sorpassi. C'era una generazione di auto in cui avevamo sei secondi di 150 cavalli, tra il 2010 e il 2013 circa, e quei sei secondi al giro venivano usati strategicamente in diversi momenti e punti della gara, ma anche in qualifica, a seconda dei punti di forza e di debolezza della vettura e cose del genere. Forse il massimo di quel tipo di elettrificazione”. E il numero di cilindri non è un problema: “Quanti ne vuoi”.