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Sotto il cielo elettrico di una Miami che trattiene il respiro, in attesa di capire se i fulmini lasceranno spazio alla corsa, Lewis Hamilton mastica amaro. Nonostante il massiccio pacchetto di aggiornamenti portato per ottimizzare la SF-26, il cronometro recita un sesto tempo che sa di incompiuta. Le novità di Maranello, arrivate con uno sforzo produttivo notevole, sembrano aver dato respiro alla vettura, ma la concorrenza non è rimasta a guardare, rendendo la risalita del sette volte campione del mondo più ripida del previsto.
"Abbiamo apportato molti cambiamenti alla vettura e non abbiamo avuto problemi di software, quindi penso che abbiamo fatto progressi, un passo avanti", ha esordito Lewis, analizzando la sessione ai nostri microfoni a Miami. Eppure, quel feeling che sembrava solido in Q2 è svanito proprio sul più bello: "In Q2 mi sentivo davvero bene, poi, quando sono arrivato in Q3, le cose hanno iniziato a tornare alla normalità. Non è dove voglio essere". Hamilton non cerca scuse nel vento, che pure ha infastidito Leclerc: "No, non direi che è stato quello il problema".
Il nodo centrale resta l'efficacia degli upgrade. Sebbene la Ferrari abbia spinto per anticipare componenti fondamentali, Lewis guarda con occhio critico al lavoro dei rivali: "Il team ha lavorato incredibilmente sodo per portare questi componenti. È un passo avanti, ma anche gli altri lo hanno fatto. Vediamo che Red Bull e McLaren stanno facendo qualcosa di diverso con l'ala anteriore rispetto a noi; dobbiamo approfondire per capire se c'è qualcosa in cui sono migliorati più di noi". Un'analisi lucida che sposta l'asticella verso la necessità di un lavoro ancora più profondo: "Il simulatore mi sta mandando nella direzione giusta, ma devo scavare ancora più a fondo. Il sesto posto non mi rende a mio agio, il terzo posto è dove dovremmo essere".
Con le nuvole che incombono sul tracciato della Florida, l'attenzione si sposta inevitabilmente sul meteo. Più dei track limits, sarà l'acqua a rimescolare le carte: "Penso che la pioggia sarà la variabile principale, la più importante", ammette Hamilton, che vanta un'esperienza sul bagnato superiore a chiunque altro in griglia. Tuttavia, la sfida resta estrema: "È molto scivoloso. È fantastico vedere passi avanti verso condizioni in cui dobbiamo rimettere le gomme da bagnato estremo, ma dobbiamo essere pronti".