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L’euforia del mattino, quella danza perfetta tra i muretti della Florida che lo aveva riportato sul gradino più alto del podio nella Sprint, si è stemperata sotto il sole rovente del pomeriggio di Miami. Lando Norris chiude le qualifiche del quarto appuntamento stagionale con un quarto tempo che sa di realtà, un brusco risveglio dopo il sogno durato lo spazio di una volata. Mentre Andrea Kimi Antonelli si prendeva la scena con una pole da predestinato, il campione del mondo ha dovuto fare i conti con una McLaren improvvisamente più nervosa, meno incline a assecondare il suo istinto.
Non è un crollo, sia chiaro, ma quel decimo di troppo che in Formula 1 scava solchi profondi. Lando lo sa e non cerca scuse, analizzando con la solita lucidità chirurgica un turno di qualifica dove il vento e le temperature hanno rimescolato i valori in campo. "Non ho lamentele, credo che oggi siamo esattamente dove meritiamo di essere", ammette Norris con amara onestà ai nostri microfoni a Miami. "Semplicemente, ieri e stamattina gli altri hanno fatto un lavoro peggiore del nostro. Non ci è stato dato abbastanza credito per quanto siamo stati bravi a massimizzare tutto nella Sprint. La verità è che Mercedes e Red Bull erano più veloci già prima, avevano solo dei problemi da risolvere. Oggi li hanno risolti".
Il passaggio dalla gloria della vittoria al quarto posto in griglia non è figlio di stravolgimenti tecnici, ma di dettagli invisibili che cambiano il volto di una monoposto. Il vento è girato, l’asfalto si è gommato diversamente dopo il passaggio delle categorie di supporto, e quel "feeling" millimetrico è svanito. "La macchina era decisamente più ostica oggi. Per qualche ragione ho faticato di più, nonostante non avessimo cambiato nulla nel setup. Certe traiettorie che ieri potevo percorrere ad occhi chiusi, oggi non funzionavano allo stesso modo". A complicare i piani del campione inglese ci si è messo anche un problema tecnico nell'ultimo tentativo: "Non è stato un giro pulito. Ho iniziato l'ultimo run con meno energia disponibile nel sistema di deployment, la batteria non si è caricata come doveva. Dobbiamo capire perché".
Ora lo sguardo è rivolto al cielo. Le previsioni chiamano pioggia, quella variabile impazzita che solitamente esalta il talento britannico, ma che stavolta lo vede quasi timoroso. "Preferirei la pioggia? No, onestamente no", taglia corto Lando. "Non ho mai guidato questa macchina sul bagnato. Altri lo hanno fatto e saremmo in svantaggio. Se piove, finiamo tutti 'buttati nella parte profonda della piscina' senza salvagente. Sarà una sfida enorme trovare il limite senza commettere errori fatali, perché in quelle condizioni non puoi permettertene nessuno".
Norris sa che il passo gara sull'asciutto è solido, ma sa anche che superare a Miami è un'impresa che richiede un delta prestazionale che la McLaren, al momento, non sembra avere nei confronti di chi scatta davanti. "Stamattina ho vinto perché avevo aria pulita. Ma se sei dietro, qui chi parte davanti vince la gara".