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Il Gran Premio d’Austria 2026 di Formula 1 ha visto la Mercedes dominare sulle curve del Red Bull Ring con una maestria che non fa altro che confermare la bontà telaistica del progetto della W17, in particolare in trazione. A questo si è aggiunto un motore che, nonostante le avvisaglie per l’affidabilità del pacco batterie, ha dato a George Russell l’arma giusta per tenersi nella prima parte di gara le Ferrari e poi la Red Bull di Max Verstappen, seconda sul podio, alle spalle del vincitore. Terzo Andrea Kimi Antonelli, che si vede ridurre a 40 i punti di vantaggio in classifica piloti dal compagno di squadra, il quale torna alla vittoria dopo l’appuntamento di casa di Toto Wolff.
Un pizzico di rammarico resta nel lato box di Kimi Antonelli. Prima l’errore in qualifica con la doppia bandiera gialla vista dal pilota quando in realtà c’era la singola al suo passaggio in curva 9, dove si è arenata la Red Bull di Max Verstappen nel Q3. Poi la chiamata ai box per la prima sosta in gara esattamente un giro prima che la Virtual Safety Car scendesse in campo per la Williams di Carlos Sainz, ferma sul rettilineo della partenza. E poi ancora con la seconda sosta proprio mentre la VSC tornava in azione per la rimozione di un detrito in curva 3 con i marshall in pista. Questi ultimi due episodi, però, per Toto Wolff non sono stati il movente dietro il terzo posto finale di Antonelli, nonostante il passo super veloce che ha avuto dal secondo stint in poi. “Non credo che le VSC siano state sfortunate per lui. Penso che sarebbero state molto fortunate se fossero arrivate un giro prima. Quindi non ha fatto alcuna differenza. Credo che la sua guida sia stata fantastica. A parte i primi giri, ha avuto il passo gara più veloce. Credo solo che abbia attaccato troppo nei primi giri, cosa che vuoi vedere da un pilota giovane come lui. Ma questo probabilmente gli è costato la possibilità di vincere”.
“Quando abbiamo visto che era difficile guadagnare la posizione su Verstappen... l'idea era di andare lunghi, estendere lo stint, e alla fine ha pagato”, ha aggiunto ancora Wolff analizzando la strategia di Antonelli. “Penso che ogni giro in più valga circa due decimi e mezzo sulla gomma, ed è per questo che andava così forte: i suoi pneumatici erano semplicemente più freschi. Quindi credo che la strategia fosse giusta, ed era l'ultimo momento utile per batterlo, perché rischiavamo l'undercut da parte di Piastri. Quando è uscito, Piastri era ad appena 1,8 secondi dietro di lui. Quindi la strategia ha funzionato nel modo giusto. La gara è stata persa nelle prime curve. Modalità "full attack": errore in frenata in curva 1, errore in frenata in curva 3, errore in frenata in curva 4... ma come ho detto, questo è esattamente ciò che mi aspetto da lui. Vedi, l'errore di ieri con la bandiera gialla non gli ricapiterà mai più in vita sua, il non vedere se si tratta di una doppia o singola gialla. Allo stesso modo oggi, voleva solo stare subito addosso a George, voleva stargli subito dietro, e questo gli è costato almeno una posizione”.
Il weekend di George Russell è stato un toccasana per il pilota dopo le recenti difficoltà. Avrà anche recuperato solo un punto da Antonelli, con 40 punti a separarli e non più 41, ma è la fiducia ritrovata che fa la differenza. “È un ambiente a così alta pressione: hai un compagno di squadra giovane, questo è il tuo anno, poi lui va fortissimo, tu hai un ritiro e finisci dietro”, ha spiegato Wolff. “Penso che, come ogni atleta di alto livello, si possa finire in una sorta di spirale. E non è una spirale di negatività, è più una spirale di "overthinking", di pensare troppo. “Cosa posso fare di più? Dove devo ottimizzare?”. E poi a volte ti dimentichi della vera essenza, che è semplicemente guidare la macchina”. Motivo per cui, nel corso delle qualifiche, Wolff si è aperto via radio con Russell per riportarlo alla concentrazione sulla guida. “E di questo "just drive" (guida e basta) parliamo molto: stare semplicemente nel momento in cui guidi la vettura, senza pensare troppo alla strategia o a cosa sta facendo Kimi. Guida la macchina più veloce che puoi, tieni d'occhio le temperature degli pneumatici e non distruggerli. Queste sono le uniche metriche da guardare, ed è quello che cercavo di dirgli”.
Russell non calzava la prima posizione del podio dall’appuntamento d’apertura in Australia. Tornare lì per lui è sicuramente un modo per tornare in carreggiata e sbloccare quella performance che nelle ultime gare non è riuscito a mostrare. E uno step in avanti, non solo a livello mentale, è stato fatto in Austria con George che ha finalmente portato le gomme nella giusta finestra di temperatura senza strapazzarle come fatto di recente. “Non sono mai sceso così nei dettagli prima d'ora, ma in questo sport tendiamo — ed è lo stesso per alcuni concorrenti — a oscillare tra la mania e la depressione. Un weekend siamo i più grandi, siamo campioni del mondo ed è tutto fantastico; il weekend successivo, cinque giorni dopo, è una profonda depressione in cui tutto fa schifo, l'aggiornamento non ha funzionato, il motore non è quello che volevamo... quando il fine settimana prima era in realtà il migliore. Penso che sia importante mantenere l'equilibrio, mantenere la neutralità”, ha voluto sottolineare Wolff.
“Ci saranno oscillazioni nelle prestazioni, ci saranno ritiri che giocheranno a tuo favore o meno; alcune gare le vinci, in alcune fai punti solidi, altre le perdi. È sull'arco delle 22 gare che speriamo di avere in stagione che dobbiamo ottimizzare, anziché oscillare emotivamente e poi dichiarare lo stato di emergenza dove tutto va a rotoli. Voglio dire, se avessimo parlato di George 36 ore fa, avremmo detto che questa stagione stava andando davvero male e ci saremmo chiesti se si sarebbe mai ripreso. Ora, domenica pomeriggio, è l'uomo da battere. Quindi manteniamo la traiettoria. Questo è importante. Ed è per questo che non ho mai avuto dubbi sul fatto che, sai, questa possa essere una lotta molto lunga nel campionato piloti per chi può potenzialmente vincerlo. Al momento è una corsa a tre, ed è per questo che conta fare punti”, ha messo in chiaro il team principal.
In questo weekend a Spielberg, la Mercedes ha portato piccole affinazioni alla W17, mentre Red Bull e Ferrari hanno introdotto importanti aggiornamenti. In particolare, la Scuderia ha portato anche un nuovo motore grazie al primo gettone dell’ADUO speso. La squadra di Brackley, invece, ha introdotto un nuovo pacco batteria. “Con quello arriva un chilometraggio inferiore e quindi un po' più di "pepe", ma non c'era alcun aggiornamento prestazionale, e al momento non ne sono previsti. Lato telaio portiamo sempre piccoli miglioramenti qua e là, anche perché, semplicemente, siamo sempre un po' sorpresi di come la Ferrari riesca a deliberare aggiornamenti così massicci sulla vettura nel modo in cui fa. Secondo me finiranno i soldi presto, perché noi non possiamo farlo: ci manca semplicemente il margine nel budget cap per poter potere portare così tanti pezzi come fanno loro. Quindi speriamo che la situazione cambi verso la fine della stagione, quando non saranno più in grado di portare componenti. O almeno, la logica direbbe questo. E poi noi torneremo con dell’altro”.
Fin dall’inizio dell’anno, era chiaro a tutti che la stagione si sarebbe giocata sugli aggiornamenti. Una lotta principalmente a quattro con Ferrari, Red Bull e McLaren. E la dimostrazione pratica di come la situazione si possa ribaltare è la prestazione di Max Verstappen nel 2025, dove ha rimontato 104 punti da Monza fino ad Abu Dhabi, dove ha perso il titolo per soli 2 punti. “Penso che questa... possa essere una complicazione mentale in stile George Russell, un ripensamento eccessivo. Max è sempre un fattore nel giocare un ruolo per il campionato. Quella macchina ha prestato bene questo weekend, ma credo che il fattore più grande questo fine settimana sia stato Max, a essere onesti. È in grado di tirare fuori tutto ciò che c'è in quella vettura, lo si vede anche rispetto ai suoi compagni di squadra. Ed è per questo che non si può mai, mai scartare o sottovalutare il "fattore pilota" per un campionato”, ha chiosato Wolff.