F1. "Ci troviamo in svantaggio": Andrea Stella vuota il sacco sui segreti Mercedes e i tre mesi di ritardo della McLaren

F1. "Ci troviamo in svantaggio": Andrea Stella vuota il sacco sui segreti Mercedes e i tre mesi di ritardo della McLaren
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Al termine delle qualifiche in Austria, Andrea Stella analizza con estrema franchezza i limiti della MCL40 rispetto a Mercedes, svelando i problemi di integrazione della power unit e il piano di aggiornamenti per colmare il gap
27 giugno 2026

Una sesta e una settima posizione, rispettivamente con Lando Norris e Oscar Piastri, per la McLaren al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Austria 2026. Dopo un venerdì in chiaroscuro, la squadra di Woking è pronta ad affrontare i saliscendi del tracciato di Spielberg, che metterà a dura prova la MCL40. La pista mette alla frusta la power unit e, con i recenti problemi di affidabilità, tutto potrà accadere in gara. Ma sicuramente Andrea Stella ha identificato e rivelato senza troppi giri di parole cosa manca alla monoposto papaya in termini di performance.

Foto copertina: ANSA

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Prima di analizzare il livello della MCL40, il team principal della McLaren ha voluto esprimere il suo punto di vista circa il caos che si è scatenato negli ultimi minuti a disposizione della qualifica. Giunti al Q3, Max Verstappen ha attaccato troppo aggressivamente i cordoli perdendo il controllo della sua RB22 in ingresso di curva 9, finendo poi nelle barriere. La direzione gara ha esposto prima la bandiera gialla e poi la doppia bandiera gialla. Per soli 22 secondi, George Russell non ha incrociato la seconda, riuscendo a migliorare, seppur nella condizione di pericolo, il suo tempo, arpionando una controversa pole position. “Da quello che ho visto nei dati del GPS, George è stato molto bravo a gestire. Ha ridotto la velocità prima della frenata per la curva, perdendo un briciolo di tempo e riuscendo a prendersi comunque la pole position”.

Sulla vicenda in senso stretto, ha aggiunto: “È una scelta soggetta al giudizio dei commissari riguardo al fatto che questa azione sia conforme o meno ai requisiti di una bandiera gialla”. Il dubbio, infatti, è che Russell non abbia rallentato a sufficienza per le condizioni di sicurezza. “Ma l’azione c’è stata – ha sottolineato Stella – penso si debba riconoscere che, se da un lato i piloti sono incredibilmente capaci e bravi nella guida standard, a volte sono altrettanto bravi a eseguire alcune manovre che potrebbero essere richieste in regime di bandiera gialla, tali da fornire una giustificazione e una logica che i commissari possono interpretare, proprio come hanno fatto. Quindi credo sia stato un caso un po' al limite, ma non c'è alcuna preoccupazione particolare per il fatto che sia stato accettato dai commissari”.

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Filosoficamente parlando, riuscire a siglare una pole position quando è esposta una bandiera gialla, ovvero quando bisogna rallentare per motivi di sicurezza, desta comunque perplessità. “Essendoci l'opzione della doppia bandiera gialla, sia utile mantenere la distinzione tra ciò che è consentito fare con una bandiera gialla singola e quali siano i requisiti, rispetto a ciò che è permesso e richiesto con la doppia. La doppia bandiera gialla in sé, e la conseguente cancellazione del giro, è una modifica relativamente recente, e penso che sia davvero ottima. Sicuramente qualsiasi pilota deve essere assolutamente disincentivato a spingere in un settore con doppia bandiera gialla. Ma se c'è una distinzione tra singola e doppia, alla fine i commissari, o i commissari di percorso, avranno ritenuto, o il direttore di gara avrà giudicato, che la situazione richiedesse solo la singola bandiera gialla. Pertanto, questo viene lasciato al giudizio del pilota, e se il pilota spinge troppo, verrà penalizzato. Quindi personalmente penso che ci troviamo in una buona situazione da questo punto di vista”.

Parlando delle prestazioni pure della McLaren, Andrea Stella non si è nascosto. Già Lando Norris aveva identificato un gap di circa due mesi in termini di sviluppo della MCL40 rispetto al resto della griglia. “A differenza dei regolamenti degli anni precedenti, quest'anno il quadro della competitività sembra essere piuttosto costante”, ha spiegato il team principal. “Praticamente su ogni circuito, in ogni condizione, la Mercedes è l'auto più veloce, con Ferrari, Red Bull e McLaren a seguire. E in questo gruppo di tre vetture, sono gli aggiornamenti a fare la differenza”. Già a inizio anno, Stella aveva sottolineato come sarà il programma di aggiornamenti migliore a fare la differenza in pista. “E abbiamo visto che con gli aggiornamenti portati dalla Ferrari, a cui si aggiunge l'upgrade al motore che hanno qui, hanno fatto un passo avanti. Gli aggiornamenti della Red Bull qui sono piuttosto impressionanti in termini di volume di novità, e in questa occasione sono stati più veloci della McLaren”.

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Per noi è fondamentale portare ora degli aggiornamenti. Non avevamo nulla di troppo significativo per questo evento, quindi siamo scivolati un pochino indietro rispetto al gruppo. Dovremmo iniziare ad aggiungere qualcosa di leggermente più consistente per le prossime gare, e vedremo lì se riusciremo a dare una svolta alla nostra stagione e a colmare il divario. Abbiamo tre mesi di sviluppo da recuperare e c’è un solo modo per farlo, ovvero sviluppare più velocemente dei concorrenti”. Ma in realtà, Stella ha rivelato anche che la McLaren deve trovare il modo di “far girare il nostro motore a un regime più alto”. Pur avendo lo stesso motore della Mercedes, la MCL40 non riesce ad avere la stessa velocità sul dritto per problemi di integrazione.

A questo va aggiunto un maggiore carico aerodinamico. “Quando mi riferisco agli aggiornamenti in cantiere, sono più in relazione al modo fondamentale in cui la vettura interagisce con l'aerodinamica, alla struttura del flusso aerodinamico e al modo in cui generiamo carico. Anche più di recente, soprattutto su circuiti come questo o a Barcellona, abbiamo visto che probabilmente ora la Ferrari è la vettura più veloce in curva, ma nonostante lo sviluppo della power unit Ferrari, la Mercedes, sembra mantenere un vantaggio in rettilineo. E quando guardiamo le sovrapposizioni tra McLaren e MGP, la McLaren perde parecchio tempo sul giro nei rettilinei. Ci sono, tuttavia, molti elementi che determinano la velocità nelle sezioni limitate dalla potenza. Certamente la power unit è la prima, e stiamo analizzando perché ci troviamo in qualche modo in una posizione di svantaggio, ma c'è anche la resistenza aerodinamica della vettura, l'efficienza in rettilineo, come dicevo prima; sicuramente in McLaren abbiamo un'opportunità anche in termini di velocità di punta, anche se la priorità restano le prestazioni”.

Sul perché non stiano ancora migliorando, a Stella è chiaro: “Siamo ancora in fase di sviluppo, abbiamo riscontrato alcuni problemi che avrebbero potuto compromettere la sessione, perciò abbiamo deciso di rimandare questo test a un evento successivo”. E sul distacco dalla Mercedes aggiunge: “Non sono necessariamente molto sorpreso. Penso che, soprattutto quando si tratta del nostro distacco dalla Mercedes, sia sempre stato tra i 3 e i 4 decimi. Arriva prevalentemente nelle curve, probabilmente al 70% in curva e al 30% nei rettilinei. Nelle curve è chiarissimo perché sia così: è il fatto che la loro macchina genera più carico rispetto alla nostra, e questo è un aspetto su cui stiamo lavorando, e abbiamo buoni progetti che arriveranno in pista. Il 30% che perdiamo in rettilineo, come dicevo prima, potrebbe avere a che fare con della resistenza aerodinamica extra che abbiamo sulla vettura, ma stiamo anche guardando al modo in cui sfruttiamo la power unit, perché il deficit di velocità è piuttosto significativo”.

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