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Dopo due appuntamenti complicati, Charles Leclerc è stato beffato al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Austria 2026. Aveva la pole tra le sue mani quando Max Verstappen ha perso il controllo della sua Red Bull finendo nelle barriere di curva 9. La direzione gara ha esposto la singola bandiera gialla in quel tratto, permettendo a George Russell di completare il suo giro che gli è poi valso la pole position. Il monegasco scatterà così dalla prima fila ma al fianco della Mercedes numero #63.
C'è un misto di sollievo e lucido realismo nelle parole di Charles Leclerc al Red Bull Ring. Dopo i weekend bui di Canada e Monaco, e i punti preziosi sfumati a Barcellona per un problema tecnico, ritrovare la prima fila è una boccata d'ossigeno. "Tornare ad avere un weekend un po' più normale fa bene, ne avevo bisogno", confessa il monegasco, consapevole dello sforzo enorme che la Scuderia sta compiendo a Maranello per supportarlo. "La macchina dà buone sensazioni e penso che la squadra stia spingendo come un forsennato al momento. È davvero bello da vedere. A Barcellona abbiamo portato un pacchetto importante, ma tutti stanno lavorando come pazzi per cercare di produrre questi aggiornamenti e portarli in pista il più rapidamente possibile. E sta decisamente pagando, il che è fantastico".
Eppure, la sua qualifica è stata tutt'altro che una passeggiata di salute. La SF-26 ha mostrato ancora qualche spigolo di troppo, costringendo il pilota a una guida di pura difesa. "Onestamente, la mia qualifica è stata piuttosto complicata. In frenata ho faticato davvero molto, da inizio Q1 fino all'ultimo giro in Q3. Sono riuscito a fare un giro un po' migliore alla fine e di questo sono felice. Ad un certo punto ho pensato che avrei fatto la pole, ma George è stato semplicemente troppo veloce. La prima fila resta comunque un buon risultato, specialmente dopo le ultime gare in cui il feeling non c'era".
Nessun miracolo e nessuna magia nel run decisivo, ma una scelta lucida dettata dal momento. "Onestamente non è stato un giro molto speciale. È quel tipo di giri in cui, come ho detto, volevo solo una qualifica pulita, volevo solo un giro pulito. Quando ti trovi in questo stato d'animo, forse ti lasci un po' di margine in tasca. Ma non me ne pento, perché in ogni caso non avrei battuto George. Quindi sì, il secondo posto è il massimo che potessimo fare oggi".
La vera sorpresa, semmai, è la metamorfosi della rossa rispetto a un venerdì da incubo, passato a scivolare ovunque sulla pista stiriana. Nella notte i tecnici della Ferrari hanno lavorato al microscopio, modificando anche la configurazione dei freni. "Abbiamo cambiato parecchio, a dire il vero. Non grandi stravolgimenti, ma un pochino ovunque. Alla fine, l'insieme ha fatto una bella differenza. Ieri è stata una giornata molto dura, stavamo faticando molto come squadra. Oggi invece abbiamo fatto un grande passo avanti. Non mi aspettavo, e penso che come team non ci aspettassimo, di essere davanti alle McLaren e così vicini alla Mercedes. È una buona sorpresa".
Il feeling totale e quella simbiosi perfetta con la vettura rimangono però un obiettivo ancora da raggiungere. "Dopo Monaco sono cambiate molte cose e le sensazioni erano migliori a Barcellona, ma non sono ancora dove vorrei essere. In qualifica non mi sentivo fiducioso come in passato, quando vai all-in e sai esattamente cosa farà la macchina. Al momento non ho questa sensazione ed è su questo che voglio concentrarmi. Ma ogni volta che in passato ho faticato e ci ho messo impegno, normalmente le cose sono andate meglio. Questo è già un primo passo, ma non è dove voglio fermarmi".
Lo sguardo ora è tutto rivolto alla gara di domani, con la consapevolezza che le modifiche fatte sulla vettura dovrebbero aiutare sulla lunga distanza. "Penso che abbiamo fatto un passo avanti con la macchina per domani. Se questo sarà sufficiente per sfidare le Mercedes, ne dubito. Ma se ci sarà un'opportunità, farò di tutto per coglierla".