F1. "Vogliamo essere noi quel team". Andrea Stella lancia la sfida totale alla Mercedes e svela il piano McLaren dopo l'Austria

F1. "Vogliamo essere noi quel team". Andrea Stella lancia la sfida totale alla Mercedes e svela il piano McLaren dopo l'Austria
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Il team principal della McLaren fotografa il livello attuale della MCL40 dopo il Red Bull Ring: dal distacco in termini di drag ed erogazione della power unit rispetto a Mercedes, fino alla promessa per la seconda parte di stagione
28 giugno 2026

La McLaren lascia il Red Bull Ring con un quarto posto di Oscar Piastri e il settimo di Lando Norris. Un risultato finale che non paga effettivamente le prestazioni che la MCL40 ha mostrato nel corso dei 71 giri del Gran Premio d’Austria 2026. Il lavoro da fare a Woking è ancora tanto per poter tornare a lottare per le vette, ma Andrea Stella è sicuro che la situazione da qui a fine stagione possa migliorare grazie agli sviluppi che arriveranno nel corso dell’anno.

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Questo è il nostro livello attuale”, ha commentato senza giri di parole il team principal, fotografando l’appuntamento austriaco della McLaren. “A differenza dello scorso anno, quando c'erano piste in cui la competitività variava molto e la macchina era sensibilissima al setup, quest'anno i valori in campo sembrano essere decisamente più consistenti”, ha proseguito Andrea Stella. “E vediamo che, per alterare questi valori, c'è bisogno che le squadre portino dei pacchetti di aggiornamento”, un aspetto che Stella aveva sottolineato ancor prima che la stagione iniziasse, nel corso dei test prestagionali. Sarà una lotta tanto in pista quanto nelle fabbriche con la messa a punto degli sviluppi. Dimostrazione lampante: è stata la Red Bull quest’oggi, con Max Verstappen in lizza per la vittoria. “Perché se guardiamo alla quantità di sviluppi che hanno portato sulla loro vettura qui in Austria, non stupisce che abbiano guadagnato qualche decimo di secondo”.

“Da parte nostra, sappiamo che ci mancano probabilmente tre o quattro decimi di secondo, e lo vediamo in qualifica così come in gara; tendiamo a riscontrare quasi lo stesso distacco nelle diverse mescole. Il quadro è molto chiaro e sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare: dobbiamo aggiornare la MCL40”, ha aggiunto ancora Stella. Non è detto, però, che gli aggiornamenti portati in pista possano subito pagare. Come accaduto alla Ferrari che, nonostante il nuovo motore con il primo gettone dell’ADUO speso, non è riuscita a esprimere le prestazioni sperate alla vigilia. E questo ha favorito la McLaren con Oscar Piastri che – complice la strategia a tre soste di Lewis Hamilton – è riuscito a chiudere quarto. “Penso sia stata una sorpresa relativamente positiva vedere che potevamo giocarcela con la Ferrari, anche se non sembrava così nel primo stint. Loro però hanno optato per un primo stint corto. Quindi credo vada tenuto in conto anche l'elemento strategico. Quando c'è un livello così alto di degrado, devi assicurarti di pittare abbastanza tardi affinché i tuoi stint non siano troppo penalizzati dal degrado degli pneumatici. Non mi ha sorpreso il pit-stop di Hamilton perché, avendo anticipato così tanto la sosta alla fine del primo stint, la Virtual Safety Car è arrivata in un momento relativamente favorevole per lui. Credo che per loro oggi fosse più una questione di passo, e non sono sicuro – dovremo guardare i dati – se si sia trattato solo di pura performance in gara o probabilmente di un maggior degrado gomma rispetto ad altri concorrenti”.

Analizzando a fondo le prestazioni della McLaren rispetto alla Mercedes, Stella ha evidenziato un distacco del 70% a favore della squadra tedesca nelle curve e il 30% sui rettilinei. Su cosa questo sia dovuto, il team principal è stato molto chiaro. “Ci sono diversi km/h di differenza, ma i motivi possono essere molteplici. Questo è il classico problema quando fai reverse engineering sui concorrenti: capire quanto si possa distinguere efficacemente l'effetto del drag da quello della power unit”, ha spiegato Stella. “Penso che quando parlavamo di sfruttamento all'inizio della stagione, ci riferissimo più alla sensibilità nell'erogazione dell’energia. L'erogazione è molto sensibile allo stile di guida e al modo in cui si distribuisce l'energia lungo l'arco del giro. Da questo punto di vista sono stati fatti ottimi progressi, grazie a una buona collaborazione con HPP. Ora disponiamo di strumenti migliori, proprio perché HPP ci ha aiutato a svilupparli, e la collaborazione è più efficace. Penso che siamo migliorati nello sfruttamento della power unit sul fronte dell'erogazione dell'energia elettrica”.

“Ma dobbiamo considerare anche la potenza del motore termico, e come ho detto, non posso parlare di differenze dal punto di vista della power unit perché presumo che il motore sia lo stesso. Potrebbero esserci differenze sul fronte del drag. Penso sia corretto ammettere che la Mercedes abbia meno drag di noi. Abbiamo rapporti del cambio diversi, e questo può avere un effetto. Ci possono essere altre cause. L'unica cosa che so, e l'unica sotto il nostro controllo, è che dobbiamo ridurre al minimo ogni fonte di drag sulla MCL40 ed è su questo che ci stiamo concentrando, mantenendo al contempo una strettissima collaborazione con HPP”. La Mercedes, rivela Stella, fa la differenza soprattutto per come è stata complessivamente sviluppata la macchina. Quest’anno l’integrazione tra telaio e power unit ha un peso specifico notevole, e per la Mercedes aver sviluppato in contemporanea gli elementi ha garantito sicuramente un vantaggio.

Senza affinare il progetto, però, per Stella, la Mercedes di inizio anno non avrebbe portato a casa i risultati che sta avendo. “La Mercedes ha iniziato la stagione con un discreto vantaggio dal punto di vista del telaio, ma ha anche continuato a sviluppare la macchina. Credo sia stato in Canada che hanno introdotto un aggiornamento sostanziale. Se la Mercedes fosse qui oggi con la vettura di Melbourne, probabilmente avrebbe perso la gara e avremmo avuto un nuovo vincitore. Quindi anche per la Mercedes si tratta di una corsa agli sviluppi, e se si guardano i moduli di iscrizione tecnici, la Mercedes porta sempre piccoli aggiornamenti, praticamente a ogni gara, come la maggior parte degli altri team. Questa è una battaglia di sviluppo per tutti. La Mercedes ha iniziato con un vantaggio di qualche decimo di secondo, ma se non sviluppa la vettura con un altro aggiornamento sostanziale, non mi sorprenderebbe vedere un altro team diventare la vettura più veloce nella seconda parte della stagione. Lo abbiamo già visto oggi con Verstappen; ieri non abbiamo visto cosa fosse in grado di fare perché è andato a sbattere, ma sembrava avere un secondo settore piuttosto forte nel giro in cui ha avuto l’incidente. Quindi penso che questo valga per tutti”.

Il punto cruciale sarà capire quanto la Mercedes sarà avanti verso la fine della stagione. Se ci sarà un altro team capace di rimontare, sarà abbastanza presto per recuperare i punti, e magari lanciare una sfida come quella che Verstappen ha lanciato a noi l'anno scorso nel Campionato Piloti”. Ed è proprio questa montagna da scalare con gli sviluppi che motiva la McLaren. “In definitiva, è questo che alimenta la nostra motivazione. Vogliamo essere quel team e vogliamo essere quel pilota in grado di sfidare la Mercedes e i suoi piloti nel Mondiale. C'è ancora molta strada da fare in campionato e la missione della McLaren è chiarissima. Vogliamo essere noi quel team”, ha chiosato Stella.

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