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La spirale di sfortuna non si è ancora interrotta a Spielberg. Il Gran Premio d’Austria 2026 si chiude con l'amaro in bocca per Charles Leclerc, che taglia il traguardo in un'ottava posizione che fotografa perfettamente il momento difficile del pilota numero 16. Sul tracciato del Red Bull Ring, la forte calura della Stiria non ha certamente giovato alla nuova configurazione di motore portata in pista per l'occasione dal Cavallino Rampante. Ma a penalizzare drasticamente la corsa del monegasco, dopo un sabato di qualifica che aveva riacceso le speranze dimostrando una buona competitività sul giro secco, è stata una gestione degli pneumatici drammatica e costante per tutti i 71 passaggi della corsa.
Il bilancio tracciato dal pupillo della Rossa a fine gara è lo specchio di una frustrazione tecnica evidente. “Sì, è stata una gara incredibilmente difficile. Il grip generale era bassissimo e ho faticato molto a mantenere la vettura e le gomme nella giusta finestra di utilizzo. In particolare con le mescole posteriori, dove mancava tantissimo carico. C'è ancora molto lavoro da fare. Nelle ultime settimane ho spinto al massimo, ma c’è sempre stato un motivo o un altro che mi ha fatto faticare, il sabato o la domenica. Il fatto che ci sia costantemente un problema significa che, probabilmente, non ho ancora un quadro chiaro di ciò che voglio da questa macchina. Devo assolutamente trovarlo”.
Un divario prestazionale tra qualifica e gara che ha sorpreso lo stesso Leclerc, convinto, fino a sabato sera, di aver imboccato la strada corretta. “A posteriori, dopo aver concluso la gara, direi di sì, la vettura è andata molto meglio in qualifica. È sempre una questione di feeling. Basandomi sulle sensazioni in pista, pensavo fossimo nella direzione giusta. Ieri ero piuttosto soddisfatto della macchina, ma evidentemente la direzione non era quella corretta. Stamattina abbiamo pagato molto anche in termini di sottosterzo. Quest’anno le caratteristiche intrinseche della vettura influenzano enormemente la performance. In questo weekend abbiamo visto che eravamo molto più in difficoltà, specialmente sul passo gara. In qualifica non eravamo andati male, ma nel complesso siamo stati meno competitivi. È un insieme di fattori, ma dipende principalmente dalla vettura”.
Durante la corsa, Leclerc ha dovuto cedere il passo anche al compagno di squadra Lewis Hamilton. “Purtroppo la vedo difficile essere più vicini a lui adesso. Oggi ho faticato parecchio. Lewis ha fatto un'ottima partenza, guadagnando una posizione in pista che lo ha aiutato all'inizio. Ma anche quando eravamo in aria libera, credo che avesse semplicemente un passo migliore del mio”.
Ciò che preoccupa maggiormente, tuttavia, non è solo il distacco dai diretti avversari, ma l'imprevedibilità di una griglia i cui valori cambiano radicalmente da un fine settimana all'altro. “È davvero difficile comprendere i valori in campo quest'anno. Si passa da un estremo all'altro. C'è un team che sembra faticare enormemente in un weekend e quello successivo si ritrova a essere fortissimo. È una tendenza recente, si nota molto di più in questi ultimi anni rispetto al passato, quando le gerarchie erano più chiare. Ora è tutto molto complesso. Se compariamo Barcellona a questo circuito, per noi c'è stata un'oscillazione di performance impressionante”.
Nonostante le difficoltà, il monegasco assolve i recenti sviluppi portati dai tecnici della Rossa, escludendo che la vettura sia entrata in una spirale di confusione legata al setup. “Non credo che gli aggiornamenti si stiano rivelando complessi, perché i pacchetti che abbiamo introdotto erano piuttosto lineari e sapevamo esattamente cosa fare. Non sono quel tipo di aggiornamenti che ti costringono a stravolgere la filosofia di assetto della vettura. Quindi no, non direi”.
Il vero nodo resta l'evoluzione dell'equilibrio aerodinamico e meccanico tra il sabato e la domenica. “È difficile da capire anche per noi questo cambio di prestazioni. Sabato la macchina si guidava bene, l'anteriore era molto solido e a me questo stile piace. In gara, però, l'anteriore è rimasto forte mentre il posteriore è completamente svanito. Trovare il giusto bilanciamento su questa vettura è particolarmente complicato, è proprio una questione di bilanciamento generale”.
Inutile, secondo Leclerc, recriminare su decisioni muretto o su richiami ai box alternativi, come un eventuale prolungamento dello stint sulle coperture medie. “Con il senno di poi si può sempre fare qualcosa di meglio. Ma la verità è che quando manca il passo, qualsiasi strategia provi a implementare finisce per sembrare sbagliata”.
Il Circus non si ferma e il riscatto è atteso già nel prossimo appuntamento sullo storico tracciato di Silverstone, una pista che metterà a dura prova l'efficienza aerodinamica delle monoposto. “Come dicevo, è difficile fare previsioni, ma credo che l'efficienza della vettura e il setup saranno cruciali a Silverstone. Vedremo cosa riusciremo a fare”.