F1, Norris gela la McLaren a Silverstone: “Giro perfetto, ma l’auto è lenta ovunque. Non ci sono scuse”

F1, Norris gela la McLaren a Silverstone: “Giro perfetto, ma l’auto è lenta ovunque. Non ci sono scuse”
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Lando Norris analizza con brutale lucidità il sesto tempo nelle qualifiche di Silverstone: “Il mio giro è stato fantastico, ma siamo lenti in rettilineo e in curva. La macchina non è buona”
4 luglio 2026

Il verdetto cronometrico delle qualifiche di Silverstone fotografa con precisione l'attuale situazione tecnica della McLaren. Lando Norris prenderà il via del Gran Premio di casa dalla sesta posizione in griglia, un risultato che riflette i limiti prestazionali emersi sulla pista britannica, dove il divario dai primi ha raggiunto i sette decimi di secondo. 

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Dal punto di vista della guida, il pilota britannico ha concretizzato il potenziale a disposizione senza commettere errori nei tre settori del tracciato. Il distacco dalla pole position - ottenuta da Kimi Antonelli - non è infatti imputabile a una sessione imperfetta, ma rappresenta il limite attuale del pacchetto tecnico della MCL40: “Ho migliorato in ogni singola curva e ho sentito di aver tirato fuori tutto dalla macchina. Il mio giro è stato fantastico, ero davvero felice”. La differenza prestazionale rispetto alla Sprint Qualifying del venerdì, dove i distacchi erano più contenuti, ha sollevato interrogativi sul bilanciamento della vettura, ma Norris esclude passi indietro sul fronte dell'assetto: “Abbiamo migliorato la macchina, siamo solo più lontani”.

L'analisi si sposta quindi sui concetti macroscopici di efficienza aerodinamica e motoristica, fattori determinanti sui curvoni in appoggio e sui lunghi rettilinei di Silverstone. In queste condizioni, la MCL40 ha mostrato deficit prestazionali in tutte le macro-aree del circuito: “Siamo semplicemente lenti. Siamo lenti in rettilineo e siamo lenti in tutte le curve. Non c'è nient'altro da aggiungere, al momento la macchina non è molto efficiente”.

Il divario registrato rientra in realtà nella tendenza prestazionale già vista nei precedenti appuntamenti europei. La progressione geometrica del distacco trova riscontro nel confronto diretto con l'ultimo round del campionato: “Ero a quattro decimi in Austria su una pista da un minuto. Questa è da un minuto e trenta e sono a sette decimi, quindi ha senso. Non siamo più lenti, siamo rimasti uguali”. Il rendimento del venerdì è stato dunque un'eccezione statistica legata alle condizioni del tracciato o a una prestazione del singolo: “Forse il mio giro di ieri è stato magico, mentre oggi tutti gli altri hanno fatto un buon lavoro”.

In ottica gara, le possibilità di recupero restano subordinate alla partenza e alle strategie di gestione degli pneumatici sulla lunga distanza, sebbene i valori espressi sul giro secco riducano i margini di manovra. La priorità per il team rimane lo sviluppo tecnico a lungo termine per correggere le carenze strutturali della vettura: “Non ci sono scuse. La macchina non è abbastanza buona e lo sappiamo, dobbiamo solo continuare a lavorare sodo”.

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